F1 | Monza, vietato ripetere Melbourne. Nessun rinvio all’ultimo minuto per il GP d’Italia

Dall’Italia un avvertimento alla Formula Uno: non possiamo permetterci un caso Australia. Il Gran Premio d’Italia resta in bilico

Formula 1 GP d'Italia 4 - 6 Sept 2020 :: Autodromo Nazionale Monza Monza GP ITalia 2020 coronavirus
credits: monzanet

Il caos scatenato dall’emergenza sanitaria che sta investendo la nostra quotidianità e che non ha escluso lo sport, tiene ancora per la collottola anche la Formula Uno. Come birilli sono caduti già quasi la metà dei Gran Premi, e seppur l’Austria abbia parzialmente aperto alla possibilità di ospitare il circus il 5 luglio, tutto appare ancora troppo incerto. Diritti tv, sponsor, crisi delle case automobilistiche che non vendono e i quali effetti si ripercuotono gioco forza sul reparto corse, e via discorrendo. Monza GP ITalia 2020 coronavirus

NIENTE VIA VAI AUSTRALIANO

Anche Monza, naturalmente, seppur per ora sia ancora al riparo da novità, rischia di essere annullato e allora vorrebbe dire che tutto il Mondiale praticamente salterebbe. Di certo, le uniche corse che si faranno saranno quelle in pista. Perché? La Federazione Italiana dell’Automobile ha avvertito Chase Carey, patron di Liberty Media, che non si ripeterà un caso Melbourne. Ossia, non si rischierà di far muovere baracca e burattini per poi rimandare tutti a casa. In marzo, quando le squadre erano già con le attrezzature ai box australiani, un caso di coronavirus a un membro della McLaren fece saltare il banco dopo ore di peripezie varie.

 

GP Australia Annullato Coronavirus

Uomini McLaren in isolamento, tifosi restati fuori da Albert Park in collera. “Ripartire ed essere costretti a fermarsi di nuovo, sarebbe un disastro. Come lo fu in marzo”, dice la federazione per bocca del suo presidente Angelo Sticchi Damiani. “Dobbiamo agire con cautela e attenzione, e dobbiamo prestare soprattutto attenzione ai paesi come l’Italia e la Gran Bretagna, luoghi da dove provengono la maggior parte delle persone nel paddock”, aggiunge Damiani.


ATTESA A TERMINE

Il presidente poi rivela che è stata chiesta una tempistica ben precisa: 90 giorni per sapere se i GP si correranno o meno. Nel caso dei Gran Premi a luglio, come Austria o Inghilterra, il termine è già scaduto. Ma con un accordo a 60 giorni la situazione potrebbe essere più chiara. Una condizione, la chiarezza, che stride a dir poco con il momento unico e irripetibile che stiamo attraversando.

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