Formula 1

F1 | Non solo Charles Leclerc: i piloti più sfortunati nella storia della Formula 1

Il 2023 non ha proprio sorriso a Charles Leclerc, ma in passato ci sono stati piloti di F1 più sfortunati di lui.

Ci sono dei record in F1 che nessuno vorrebbe: come essere tra i piloti più sfortunati nella storia di questo sport.

Esiste (purtroppo) una statistica di coloro che, per una serie di eventi davvero incredibili, non hanno avuto una buona stagione in Formula 1. O peggio, hanno compiuto scelte, nel corso della loro carriera, che spesso si sono rivelate un flop.

“Perché sono così sfortunato?” queste erano le parole che Charles Leclerc aveva pronunciato dopo essere stato costretto al ritiro nel giro di formazione in Brasile). Se pensate che il monegasco sia l’unico a cui capitano tutte le disgrazie, date un’occhiata a questa lista.

Chris Amon

Credits: Scuderia Ferrari

Lo hanno definito “il pilota più sfortunato di sempre”: Chris Amon, neozelandese anni nato nel 1943, ha gareggiato in Formula 1 tra gli anni Sessanta e Settanta. Abile e veloce, avrebbe potuto anche vincere un Mondiale se non fosse stato per la sua incredibile sfortuna. Detiene un record: è il pilota maggior numero di chilometri in testa (851,4) a non aver mai vinto un Gran Premio.

Eppure era un abile collaudatore, e la sua fama crebbe anche in seguito a un curioso episodio avvenuto nel 1965, durante una sessione di test con la McLaren. Rientrato ai box, i meccanici gli chiedono di provare un set di gomme più morbide, che in realtà non gli hanno mai montato poiché erano le stesse di prima. Si dice che Amon rientrò ai box e si rivolse loro dicendo: “Queste gomme saranno anche diverse, ma si comportano come quelle di prima. O è un fatto inspiegabile, oppure siete dei bastardi.” Nel corso della sua carriera ha corso anche per la Scuderia Ferrari tra il 1967 al 1969. Nel ’68 fu vicino a vincere un Mondiale, ma una serie di sfortunati eventi (spesso guasti meccanici) gli impedirono di aggiudicarsi quel titolo.

Jean Alesi

Credits: FanPage.it

Anche Jean Alesi viene considerato da tutti (specialmente dai tifosi Ferrari) come uno dei piloti di F1 più sfortunati di sempre. Consapevole di ciò, il francese era solito portare con sé, come mascotte, un pupazzetto di Willy il Coyote. Gli anni alla scuderia di Maranello (ne trascorse cinque dal 1991 al 1995, prima di passare il testimone a un fenomeno chiamato Michael Schumacher) sono stati i più belli.

Pilota dal gran cuore, dal forte talento e combattivo, tanto che alcuni paragonarono il suo stile di guida a quello di un altro amatissimo dai tifosi, Gilles Villeneuve, Jean Alesi non ebbe mai l’occasione di coronare il suo sogno a causa della sfortuna. Nel corso degli anni con la Rossa, i ritiri per affidabilità aumentano, mentre i podi scarseggiano. Vinse la sua prima e unica gara in Canada, nel 1995, nel circuito intitolato a Villeneuve.

Robert Kubica

Credits: Getty Images

Robert Kubica avrebbe potuto dare molto di più alla Formula 1, se la sfortunata non lo avesse colpito. Ha corso nella categoria dal 2006 al 2010, per poi tornarci successivamente in più di un’occasione. Nel 2021 ha anche gareggiato due volte da titolare con l’Alfa Romeo. Un brutto incidente nel 2011 durante una gara di rally ha messo seriamente in dubbio la sua carriera. Prima che la sventura si accanisse su di lui, Kubica aveva già siglato un accordo per affiancare Fernando Alonso in Ferrari nel 2012.

Ora il pilota polacco si sta dedicando attivamente al WEC, dove ha registrato ottimi risultati. Nel 2021 è arrivato primo alla European LeMans Series; quest’anno si è classificato primo nel campionato mondiale endurance con il team belga WRT.

Kimi Raikkonen

Credits: CNN

Vincere un mondiale non ti rende subito simpatico alla Dea Bendata. Lo sa bene Kimi Raikkonen, che ha avuto sfortuna sia in passato che nel più recente presente in Formula 1. I primi anni in McLaren sono stati costellati da qualche ritiro, specialmente nel corso del 2004 e poi nel 2006, a causa anche di una vettura non competitiva. Dopo aver vinto il suo primo e unico mondiale con la Ferrari, Raikkonen si dedicò al rally, per poi tornare in Formula 1 e nella scuderia italiana.

Un ritorno dolce-amaro, che gli fu fatale a causa della sventura che lo colpì. Gli anni peggiori forse sono stati quelli dal 2014 al 2015, dove la Ferrari era una macchina inguidabile e non si adattava neanche al suo stile. Nel 2018 lascerà il team di Maranello per passare in Alfa Romeo, con cui chiuderà la sua carriera.

Fernando Alonso

Credits: ESPN

Se essere sfortunati vuol dire anche prendere pessime decisioni, allora dobbiamo includere Fernando Alonso in questa lista. Il due volte campione del mondo arrivò nel 2009 a dover scegliere tra Ferrari e Red Bull. L’asturiano optò per la storica scuderia di Maranello. Già nel 2010, avrebbe potuto avere il Mondiale in tasca se non fosse stato per un pessimo errore di strategia che lo rilegarono al sesto posto, regalando letteralmente il titolo alla Red Bull di Sebastian Vettel.

Alonso ci riprovò negli anni successivi, ma il 2012 segnò l’inizio della fine della sua storia d’amore con la Ferrari. Impossibile dimenticare l’espressione di puro malessere di Fernando Alonso al termine della gara di Interlagos: Vettel è campione del mondo, staccando di soli tre punti. Nel 2014 la Ferrari era inguidabile, e Alonso decise di rompere aspramente i rapporti, annunciando il clamoroso ritorno in McLaren. Anche stavolta, fu una pessima scelta. Il resto è storia: Fernando Alonso, ora pilota Aston Martin, è ancora in attesa della sua vittoria 33 che non è arrivata neanche con una scuderia partita con grandi premesse. Poi lentamente scesa nel baratro, trascinata solo dal ruggito del buon vecchio Alonso.

Crediti immagine di copertina: Reuters

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