F1 | Pagelle GP Olanda: (Super)Max superiorem non recognoscens

Risuona nelle orecchie il ritornello di Zandvoort; SuperMax spadroneggia a casa sua e lascia le briciole agli altri: le pagelle del GP d’Olanda.

pagelle gp olanda
Fonte: @unknown

“Max, Max, SuperMax”. Per quanto sintetico e “divertente”, il ritornello dell’ormai celebre canzone dedicata a Verstappen riassume alla perfezione la corsa olandese. La Formula 1 (ri)accoglie Zandvoort dopo 36 anni, e Zandvoort ricambia con un’accoglienza memorabile, condita da fumo arancione e folla in visibilio. Il pubblico olandese dà vita ad un’atmosfera elettrica, paragonabile soltanto alla nostra Monza. Tutto per acclamare un ragazzo di 23 anni che sta cullando un sogno sempre più reale: battere Sir Lewis. Oggi c’è riuscito, e l’ha fatto con fermezza disarmante. Ecco le pagelle del GP d’Olanda.

Il podio

Max Verstappen, voto 10. Può un ragazzo portare in autodromo 70 mila spettatori? Forse Max è l’eccezione alla regola, ma evidentemente può. SuperMax superiorem non recognoscens, non vuole saperne: a Zandvoort non riconosce nessuno superiore a lui. Lo strapotere è incredibile: conquista la pole senza DRS, sventa in partenza il doppio attacco Mercedes e conduce una gara soffocando sul nascere ogni tentativo strategico da parte delle Frecce Nere. A casa sua Verstappen non sbaglia una virgola e si riprende lo scettro provvisorio del Circus.

Lewis Hamilton, voto 8. Sir Lewis è un degno duellante, e non mostra segni di cedimento. Tra le curve colorate da un poco ospitale arancione, lo sforzo profuso è encomiabile. Palpabili sono la tensione e la fatica dell’arrembante #44 che non molla mai e tenta di restare negli scarichi di chi, invece che guidare, vola. Voto alto anche per la confusione mostrata dal muretto di fronte alla tenacia del campione in carica, non gli hanno reso la vita facile.

Valtteri Bottas, voto 5.5. Il finlandese fa il suo compito, terminando alle spalle di Lewis e massimizzando il bottino. Sono tuttavia passati i tempi in cui, da Brackley al titolo iridato, il percorso era sul velluto. Quando serve tenere dietro Max il #77 risponde “assente” e si lascia scavalcare. Verstappen lo sopravanza senza colpo ferire. P.s. Rischia anche di portare via il giro veloce al compagno, ma viene bacchettato in radio e alza il piede: “Stavo solo giocando.”

Nei punti…

Pierre Gasly, voto 8.5. Il transalpino è ormai una costante da diverse gare. Spina nel fianco per le Ferrari in qualifica, Gasly si dimostra estremamente solido e veloce anche in gara. Conquista una quarta posizione che rappresenta un corposo bottino e che ha il sapore di ottavo posto nel mondiale, davanti al sopravanzato Ricciardo.

Charles Leclerc, voto 6.5. Il sabato Charles non riesce a prendersi la seconda fila per una piccola sbavatura, la domenica porta a casa un quinto posto importante. L’ha detto Binotto nel post-gara, “non bisognava prendersi rischi”, ed i ferraristi non l’hanno fatto. Gara solida, seppur non all’assalto, ma che vale il ruolo di terza forza del paddock.

Fernando Alonso, voto 7.5. Dalle Asturie con furore. Nando ha la tenacia di un ragazzino: con il coltello tra i denti in partenza, scalza il compagno ed il connazionale Sainz, strappando una P6 dolcissima.

Carlos Sainz, voto 5.5. In qualifica si piazza alle spalle del compagno nonostante l’incidente e la conseguente assenza dalle FP3. In gara non ha ritmo ed appare in difficoltà, come da lui stesso ammesso. Fino all’ultimo giro però, la sufficienza sarebbe meritata: gliela toglie il compatriota Alonso negli ultimi chilometri. Premio di consolazione, c’è chi fa peggio: McLaren torna a Woking con un solo punticino, un po’ poco per chi ambisce ad essere terzo costruttore del lotto.

Sergio Perez, voto 5-. Checo viene votato pilota del giorno, ma il weekend non gli sorride. Nel pomeriggio di sabato lascia le qualifiche in Q1, appena partito distrugge le gomme duellando con una Haas e rovina la gara. Arriva ottavo dopo una rimonta affannosa: non demorde certo, ma da uno come lui, seduto su questa Red Bull, ci si aspetta decisamente di più.

Menzioni d’onore

Le due menzioni di onore vanno ai due piloti Alfa Romeo. Robert Kubica, voto 6. Una sufficienza è il minimo per premiare la prestazione del 36enne di Cracovia. Robert sostituisce all’ultimo minuto Raikkonen, risultato positivo al Covid-19 nella giornata di venerdì. Seduto nella C41 del finlandese il sabato mattina, riesce a piazzarsi in P16 in qualifica, trasformata in P15 la domenica. Il tutto con un’ora scarsa di prove libere e senza correre un GP di Formula 1 dal 2019.

Seconda menzione per Antonio Giovinazzi, voto 7. La giornata di sabato spedisce in paradiso il 27enne di Martina Franca: Antonio raggiunge il Q3 e conquista la settima posizione, insidiando perfino le rosse di Maranello (a soli 50 millesimi). L’exploit della qualifica non piace alla proverbiale sfortuna dell’italiano: dopo un’attenta partenza, il #99 rimedia una foratura al termine della prima sosta. La sfortuna ci vede benissimo, con Giovinazzi più che con altri. Merita il rinnovo.

E voi, che voto dareste ai protagonisti del Gran Premio d’Olanda?

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.