F1 | Personaggio social e costanza: Raikkonen è sempre lo stesso

Iceman è sempre stato in dubbio negli ultimi anni: alcuni tifosi lo considerano bollito, altri lo adorano. La verità è che Kimi è sempre lo stesso. Un uomo squadra, un pilota veloce e costante, una personalità fuori dai canoni odierni. Il finlandese è un uomo d’altri tempi che bada al sodo. Nonostante pendano sempre su di lui voci circa una sua possibile esclusione dal team, il pilota del cavallino si è sempre mostrato abile e capace. La sua costanza, la sua capacità di sentire la vettura come pochi altri, la sua dolcezza nella gestione delle gomme: oggi come ieri questi fattori lo contraddistinguono. La stagione di Raikkonen è una delle migliori (se non la migliore finora) degli ultimi anni. Leclerc scalpita, ma Kimi c’è.

Raikkonen – Foto Scuderia Ferrari

Raikkonen va in vacanza distanziato di ben 67 lunghezze da Hamilton e con 43 punti di ritardo da Vettel. I numeri non sono sempre tutto ed è proprio questo il caso del pilota della Scuderia. Kimi durante le gare si è finora rivelato (e non è una novità) un grande uomo squadra: lo scudiero perfetto per Vettel. Uno scudiero che, nonostante sia stato troppo spesso lasciato quasi a sopravvivere in pista, senza i due ritiri, non per sue colpe, sarebbe potuto essere ben più vicino al leader del mondiale Lewis Hamilton, oltre che al suo compagno di squadra. Va comunque sottolineato come in alcune occasioni, specialmente in qualifica, il finlandese abbia più volte commesso degli errori nei momenti cruciali.

Analisi della stagione di Raikkonen

Le prime  cinque gare del pilota del cavallino sono sempre state buone, anche se, come spesso gli si riconosce, è purtroppo mancato quello spunto e quella aggressività che i fan amano vedere in pista. Il finlandese, nonostante il buon rendimento ha però raccolto poco nella prima parte della prima metà stagionale: i ritiri in Bahrein e in Spagna lo hanno relegato ad una posizione distanziata nel mondiale.

Due ritiri in cinque gare

In Australia Kimi si è dimostrato subito veloce con la nuova SF71H: in pilota in rosso è apparso in palla per tutto il weekend, trovandosi a suo agio con la nuova monoposto. Il tentativo di undercut fallito su Hamilton e la conseguente Virtual Safety Car lo hanno relegato a compiti di difesa del gradino più basso del podio.

Tappa sfortunata è invece stata quella del Bahrein: sosta ai box, errore dei meccanici, si accende il semaforo verde quando le operazioni non erano ancora concluse. Raikkonen riparte investendo un meccanico. Fortunatamente nulla di grave per Francesco Cigarini, costretto però all’intervento e ad un periodo di riabilitazione. Ritiro per Kimi che quel momento era in terza posizione. Da sottolineare come in qualifica fosse arrivata una prima fila tutta Ferrari.

Il gran premio della Cina, terzo appuntamento stagionale, vede ancora una volta una prima fila tutta Ferrari. Nonostante le ottime premesse, i due piloti del cavallino si ostacolano a vicenda al via e a farne le spese è proprio iceman, sorpassato da Bottas. La gara sembra comunque andare per il meglio, ma l’incidente tra i due piloti Toro Rosso scombina le carte: Raikkonen è l’unico dei due piloti in rosso che potrebbe approfittare della situazione ma il muretto box non gli cambia le gomme. La gara se la aggiudica Ricciardo, seguito da Bottas e Kimi.

Raikkonen Baku – Foto Beyondtheflag.com

In Azerbaijan, nel gran premio di Baku, sarebbe potuta di nuovo essere una prima fila tutta Ferrari, con Raikkonen addirittura in pole. Iceman spreca però il suo ottimo giro, e un traverso nel terzo settore gli costano ben due posizioni. Una gara rocambolesca porterà comunque il pilota del cavallino a conquistare la seconda posizione finale.

Deludente il GP di Spagna, un’altra tappa sfortunata dopo quella del Bahrein. Kimi è costretto al ritiro a causa di un problema al motore. Incolpevole.

Weekend non entusiasmanti

Il ritorno nel principato di Monaco non regala gioie al pilota del cavallino che denuncia qualche problema nella gestione delle gomme in qualifica. I problemi della monoposto lo relegano in quarta posizione in qualifica e una gara noiosa, nonostante la velocità della macchina, lo costringono ad una deludente quarta posizione.

Deludente anche il GP del Canada: altro errore in qualifica dopo Baku e gara noiosa e da dimenticare. Iceman fatica per tutto il gran premio, non riuscendo a sopravanzare Hamilton e chiudendo così in sesta posizione. Male, considerando che Vettel domina e vince il gran premio dopo aver conquistato la pole position. Unica attenuante per il finlandese il fatto di avere il motore con specifica 1 (per colpa della rottura in Spagna).

Un Kimi rinvigorito: 5 podi di fila

Finalmente arriva nel GP di Francia una gara pulita, definita così dallo stesso Raikkonen. Non si può dire lo stesso per Vettel: incidente al via con Bottas nel tentativo di guadagnare la posizione. Iceman si tiene lontano dai guai e rimonta, concludendo la sua gara in P3.

Arriva in Austria una delle migliori gare per il finlandese. La penalizzazione a Vettel in qualifica per aver ostacolato Sainz ed il doppio ritiro Mercedes lo agevolano: è un Kimi arrembante quello che ottiene la seconda posizione. Grande partenza all’inizio con Kimi che si inserisce tra le due Mercedes ma arriva lungo in curva 2 facendosi sopravanzare da Bottas e poi da Verstappen che lo tocca nella gomma posteriore. Sopravanzato anche da Ricciardo il finlandese non si arrende ed inizia la sua rimonta. Strategia conservativa nello stint con gomma Soft con Ferrari che non ha degrado gomme. Lo stesso Raikkonen lamenta la strategia troppo conservativa adottata: il finlandese se avesse iniziato a spingere prima avrebbe potuto conquistare la vittoria.

Silverstone sono tutti vicini in qualifica, tre piloti in pochi millesimi.

Iceman è troppo aggressivo e arriva al contatto con Hamilton. Penalità di 10 secondi, gara in rimonta conclusa in P3. Errore ma anche riscatto per quello che sembra finalmente un Kimi in palla e non fin troppo rilassato come era invece apparso nella prima parte di stagione.

Arriva ad Hockenheim il quarto podio consecutivo, un’altra terza posizione per il pilota finlandese. Una gara deludente anche per la scarsa reattività del muretto box Ferrari. Strategia su due soste per il finlandese ma secondo pit stop tardivo anche a causa delle condizioni di pista, effettuato in regime di safety car dopo l’incidente di Vettel. L’incomprensione con un doppiato relega Kimi in P3, dietro Bottas e Hamilton.

In Ungheria, ultima gara prima della pausa, arriva un’altra terza posizione per il finlandese. Un weekend preannunciato tutto Ferrari svolta in favore di Mercedes a causa della pioggia e della difficoltà della rossa nel portare in temperatura le gomme full wet. Iceman si qualifica in P3, viene sorpassato al via da Vettel ma termina la corsa proprio in P3, vicinissimo a Sebastian. Un weekend in cui la rossa avrebbe potuto raccogliere ben di più, ma a volte le corse sanno essere crudeli.


Luci e ombre

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Raikkonen sta disputando una delle sue migliori stagioni degli ultimi anni: costanza nei risultati ma qualche errore di troppo in qualifica e una gestione troppo “prudente” talvolta della gara. Associando ai suoi punti deboli anche la sfortuna ecco che si ottengono i 67 punti di ritardo nel mondiale piloti.

Insomma, sembra evidente che la SF71H non venga al momento sfruttata come si dovrebbe sia da Vettel che da Raikkonen. Il finlandese è però in crescita, sta dimostrando di essere sempre più pimpante ed in palla. Un uomo su cui fare affidamento ma anche sul quale poter puntare insomma anche per il prossimo anno. La Scuderia proseguirà nel segno della continuità o sconvolgerà le carte in tavola puntando su Leclerc?

Una cosa è sicura: Kimi non è un bollito, anzi, è sempre lo stesso Kimi. L’account instagram, la sua nuova vita social, la sua famiglia, la sua biografia in uscita ad agosto: sembra quasi che iceman stia vivendo una seconda giovinezza. Il personaggio che non vuole essere tale e che finisce per diventarlo proprio perchè diverso dagli altri.

Kimi è sempre Kimi

Il finlandese ha dunque avuto finora il pregio di essere costante e, nonostante gli errori commessi specialmente in qualifica, si è sempre dimostrato affidabile, sbagliando meno rispetto al compagno di squadra. Di contro non è mai stato veramente brillante: quando avrebbe potuto esserlo gli è sempre mancato quel qualcosa in più palesato da Vettel in determinate occasioni. Ok, il motore è ancora alla specifica 1, ma questo probabilmente non basta per giustificare Kimi.

Le premesse ci sono tutte però per vedere altri risultati importanti da parte del pilota del cavallino: 5 podi consecutivi, prestazioni sempre più convincenti. Qualora riuscisse finalmente a mettere tutti assieme i tasselli del puzzle ecco che sarebbe chiara una cosa a tutti: Raikkonen è sempre colui che ha vinto l’ultimo mondiale piloti in Ferrari, nell’ormai troppo lontano 2007.


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Leonardo Trillini

Studente di Scienze della Comunicazione (Comunicazione d'impresa) presso l'università di Macerata e grande appassionato di F1 sin da bambino.