F1 | Pioggia prevista a Sochi – Tutti i precedenti sul bagnato nel 2021

Agli albori del weekend di Sochi ad attirare l’attenzione sono le previsioni meteo. Infatti, con tutta probabilità, almeno due terzi delle sessioni – tra cui qualifiche e gara – saranno sul bagnato. Ripercorriamo ed analizziamo tutti gli appuntamenti del mondiale in cui si sono verificate precipitazioni. f1 pioggia

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Gran Premio dell’Emilia-Romagna

Rispetto al solito clima secco e caldo in Bahrain, la F1 ha incontrato la pioggia subito dopo: al secondo appuntamento stagionale ad Imola. In quest’occasione, sia le tre sessioni di libere che l’interezza delle qualifiche si sono svolte sull’asciutto. Infatti, solo di domenica mattina si sono verificate le prime precipitazioni. Queste ultime, essendo intermittenti ed incerte, hanno lasciato dubbi fino all’ultimo sul loro protrarsi al via della gara. f1 pioggia

Come gli spettatori hanno potuto constatare, la prima parte della corsa è stata bagnata, salvo poi asciugarsi dalla ripartenza dopo la bandiera rossa innescata dall’incidente tra Russell e Bottas.

Le prestazioni ad Imola

Interessante è stato osservare le prestazioni delle monoposto in quelle condizioni, essendo la prima volta che esse correvano su un asfalto umido.

Molte sono le scuderie che, riscontrando incertezza sul meteo di domenica, hanno adeguato il loro assetto alla probabile pioggia. Tra di esse c’è sicuramente la Ferrari, che ha deciso di correre ai ripari caricando notevolmente le monoposto sul posteriore, al fine di avere più aderenza e più stabilità. Scelta molto coraggiosa, che tuttavia si è dimostrata giustissima, permettendo a Leclerc di stabilirsi in seconda posizione con un abissale distacco sui piloti che lo seguivano.

Sfortunatamente però la bandiera rossa e la conseguente pausa hanno mischiato le carte, annullando il vantaggio preso dal monegasco e lasciando asciugare la pista, rendendo addirittura svantaggiosa la configurazione aerodinamica più “wet” scelta dal Cavallino. Ad approfittarne è stato Norris che, utilizzando la velocità di punta del suo assetto da asciutto, ha sorpassato il ferrarista alla ripartenza prendendosi il gradino più basso del podio.

Estremamente competitiva è stata la Red Bull, che ha concesso a Verstappen di rimediare alla sua qualifica sottotono, vincendo in solitaria. Ciò è dovuto alla notevole quantità di carico che la monoposto di Adrian Newey riesce a generare dal corpo vettura, permettendogli di avere più deportanza della concorrenza senza dover andare ad inficiare la configurazione degli alettoni.


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Gran Premio di Ungheria

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Situazione analoga si è verificata a Budapest. Dopo delle qualifiche totalmente asciutte, domenica in prossimità della partenza la pista è bagnata. Il che ha indotto tutti – tranne Giovinazzi – a partire con gomme intermedie. Nel giro di ricognizione dopo la bandiera rossa, nonostante avesse smesso di piovere, l’interezza dei piloti aveva confermato la scelta sui pneumatici.

Tuttavia, potendo osservare da vicino la rapidità con la quale si stava asciugando l’asfalto, la totalità dei piloti ha deciso di entrare ai box per montare pneumatici da asciutto per la ripartenza, anche a costo di effettuarla dalla pit lane. L’unico che è rimasto fuori sistemandosi quindi in griglia è stato Lewis Hamilton che, in seguito ad una disattenzione del proprio muretto, è stato costretto a fermarsi il giro dopo a gara iniziata, perdendo una notevole quantità di tempo e trovandosi a dover rimontare.

La restante parte della gara è stata sull’asciutto. Tuttavia, pochi minuti di pioggia sono bastati per animare tutto il Gran Premio. In primis per i rocamboleschi incidenti in partenza, che hanno tolto dai giochi diverse vetture e che hanno conferito ad Ocon la possibilità di siglare un impensabile vittoria, ma anche per l’evidente errore di strategia della Mercedes, che ci ha restituito un’immagine che resterà nella storia di Hamilton da solo in griglia di partenza.

Gran Premio del Belgio

©️ F1

Ben più presente è stata la pioggia nel GP di Spa-Francorchamps, dando origine a sessioni bagnate sin dal venerdì. Domenica la pioggia torrenziale ha comportato una notevole perdita di visibilità, costringendo i commissari a rimandare la partenza numerose volte. Dopo diverse ore, con la situazione che non prometteva miglioramenti, è stato deciso di disputare una gara di soli 3 giri – minimo necessario da regolamento – dietro la Safety Car, allo scopo di assegnare comunque un bottino di punti, anche se solo a metà.

Anche in questo caso si è infatti assistito ad un evento storico. Mai una gara era durata così poco tempo e pochi giri. In aggiunta, mai un’intera gara si era svolta sotto il regime di Safety Car.

Le prestazioni a SPA

Non avendo di fatto visto le monoposto correre liberamente in regime di bandiera verde, le uniche indicazioni sulle prestazioni delle monoposto si hanno dalle qualifiche, le quali poi sono state praticamente l’unico discriminante per l’assegnazione dei punti

La Red Bull si è ancora una volta confermata la regina del meteo uggioso, potendo contare su una vettura estremamente bilanciata e aerodinamicamente prestante. In difficoltà è parsa invece la Mercedes, con Bottas addirittura fuori dalla top 10 e con Hamilton che non solo ha mancato la pole, ma anche la seconda fila. È stato sopravanzato anche da un magnifico Russell, autore di un giro strepitoso in cui il suo immenso talento gli ha permesso di andare oltre alle lacune della sua monoposto.

Diverso dalle aspettative è stato al contrario il confronto per il terzo posto costruttori. Se si pensava che la pioggia sarebbe andata incontro alla Ferrari occultando parte del loro deficit di cavalli ed esaltandone l’aerodinamica, loro punto di forza, non è stato così. Infatti, entrambe le Rosse hanno mancato l’ingresso nel Q3.

La McLaren in quest’occasione si è dimostrata superiore anche nelle aree tecniche a favore della Rossa. La loro vettura è risultata perfettamente bilanciata e un’aerodinamica sia in grado di produrre più carico che soprattutto di generare temperatura nei pneumatici, condizione vitale per avere aderenza sul bagnato e segnare tempi competitivi. A prova di ciò Norris ha segnato il crono più veloce nel Q1 e nel Q2, candidandosi per la pole. Sfortunatamente, nel tentativo di guadagnarsi il primo posto in griglia, ha chiesto troppo alla sua vettura, perdendone il controllo all’Eau Rouge e andandosi a schiantare violentemente contro le barriere.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare nell’area strategica.