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F1 | Quella volta che… a Monaco 1984 c’era un pilota più veloce di Ayrton Senna

Il GP di Monaco 1984 di F1 è passato alla storia come la gara in cui il mondo ha scoperto il talento di Ayrton Senna. Ma quel 3 giugno c’era un pilota che fu capace di andare più forte del brasiliano.

Quasi tutti i fan del motorsport sono a conoscenza delle vicende del GP di Monaco 1984 di F1. Sotto una pioggia torrenziale, Alain Prost, alla guida della McLaren equipaggiata dal motore turbo TAG Porsche, approfittò dell’errore di Nigel Mansell per portarsi in testa. Ma quello che catturava l’interesse era quanto stava accadendo alle sue spalle.

F1 Monaco 1984
Stefan Bellof al volante della Tyrrell durante la stagione 1985 – Credits: escapeauthority.com

Il 24enne Ayrton Senna, alla sua sesta gara in carriera in Formula 1, scattò tredicesimo con la modestissima Toleman. Il brasiliano rimontò una posizione dopo l’altra, finché al 18° giro si portò in seconda posizione superando niente meno che Niki Lauda sull’altra McLaren. Senna non si accontentò e nell’arco di pochi giri recuperò i 35 secondi che lo separavano da Prost e si portò nei tubi di scarico della MP4/2 numero 7. Ma proprio sul più bello, il direttore di gara, l’ex pilota Ferrari Jacky Ickx, interruppe la corsa per la troppa pioggia dopo appena 31 dei 76 giri previsti.

La vittoria di Prost fu così salva e Jacky Ickx venne accusato di una sorta di conflitto di interessi. Al belga, pilota ufficiale Porsche nel mondiale Endurance, venne infatti imputato di aver favorito la McLaren del francese che, come detto, montava il motore della casa di Stoccarda.

Sia Ayrton Senna che Jacky Ickx li ritroveremo ancora, ma non è di loro che vogliamo parlare nella storia di oggi, bensì del pilota che in quel GP di Monaco era giunto alle spalle del brasiliano e la cui grande prestazione venne appunto oscurata da quella di Senna. Quest’oggi vogliamo parlare di Stefan Bellof.

Le origini di Stefan Bellof

Nato il 20 novembre 1957 a Giessen, nel cuore dell’allora Germania Ovest, Stefan inizia a correre nei kart relativamente tardi, nel 1973. Il suo debutto in monoposto avviene sul finire del 1979 quando partecipa ad Hockenheim ad una gara del campionato tedesco di Formula Ford 1600. Il debutto è da stropicciarsi gli occhi: taglia infatti il traguardo al secondo posto.

L’anno seguente, disputa l’intera stagione e con 8 vittorie su 12 gare si laurea campione. Quell’anno, fa doppietta aggiudicandosi anche il titolo tedesco nei kart. Negli anni successivi, mette in mostra tutto il suo talento tant’è che la sua scalata nelle categorie minori è rapidissima. Nel 1981 vince tre gare nella Formula 3 tedesca e giunge terzo in campionato, nonostante abbia dovuto saltare le prime due corse.

Nel 1982 passa al campionato europeo di Formula 2, dove trionfa nei primi due appuntamenti di Hockenheim e Silverstone. Il campionato però non prosegue nello stesso modo in cui era iniziato e Bellof deve accontentarsi della quarta posizione.

Lo strepitoso record del Nordschleife

Il suo talento non è però passato inosservato e il suo nome è finito sul taccuino della Porsche che lo mette sotto contratto come pilota ufficiale per la stagione 1983. Il tedesco guiderà la 956 nel mondiale Sportprototipi in coppia con Derek Bell, mentre sull’altra vettura di Stoccarda ci sono Jochen Mass e proprio Jacky Ickx.

Alla sua stagione di debutto nella serie, Stefan Bellof entra subito nella storia. Quale miglior palcoscenico del Nurburgring Nordschleife, il circuito più difficile al mondo, per dare un saggio della propria classe? Nelle qualifiche della celebre 1000 Km, Stefan sbalordisce tutti. Ha compiuto i 20,832 Km dell’Inferno Verde in 6 minuti 11 secondi e 13 centesimi, ad una media di oltre 202 Km/h. Questo è ancora oggi il giro più veloce mai compiuto al Nordschleife in una gara regolamentata.

Bellof però non si accontentò perché fece segnare il record della pista anche in gara in 6:25.91. Neanche a dirlo, anche questo è un record tuttora imbattuto.

F1 Monaco 1984
La Porsche 956 con cui Stefan Bellof fece segnare il record del Nordschleife durante le qualifiche della 1000 Km del Nurburgring 1983 – Credits: Road and Track

L’esordio in Formula 1

Sul finire del 1983, la McLaren decise di far disputare un test a Silverstone a tre giovani piloti. Uno di questi era proprio il tedesco, mentre gli altri erano i primi due classificati della Formula 3 inglese, ossia Ayrton Senna e Martin Brundle.

Per la stagione 1984, come detto, Senna finì alla Toleman mentre sia Brundle che Bellof si accasarono alla Tyrrell. La scuderia di Ken era ormai lontanissima parente di quella che circa un decennio prima era stata capace di assicurarsi due titoli mondiali con Jackie Stewart al volante.

Erano gli anni in cui le wing car e le minigonne erano state abbandonate per motivi di sicurezza ed fu reso obbligatorio implementare il fondo piatto nella parte inferiore delle monoposto. Era quindi ormai chiaro che l’unico modo per restare ai vertici era dotarsi di un motore turbo.

Ebbene, nel 1984, la Tyrrell era una delle pochissime scuderie che utilizzava ancora un propulsore aspirato, il famigerato Ford-Cosworth V8, che tante gioie aveva regalato negli anni passati ma che era ormai passato di moda.

Nonostante questo, i risultati della Tyrrell nella prima pare del 1984 furono tutt’altro che malvagi. Bellof ottenne infatti il suo primo punto in carriera grazie al sesto posto finale nella terza gara dell’anno a Zolder, in Belgio, e ne conquistò un altro bissando il risultato nella gara successiva di Imola.

L’impresa nel GP di Monaco 1984

Siamo nell’epoca in cui nel Principato il numero massimo di vetture partenti era di 20 unità. Viste le 27 vetture iscritte alla gara, era chiaro che le qualifiche non avrebbero solo decretato l’ordine di partenza, ma anche le sette monoposto che sarebbero rimaste escluse.

Il tedesco strappò l’ultima posizione utile per prendere il via, beffando di un decimo e mezzo la Arrows di Mark Surer. La sua Tyrrell fu l’unica vettura con motore aspirato in grado di qualificarsi. E’ chiaro che, partendo dalla 20esima casella su una pista come quella di Monte Carlo e con un mezzo non così competitivo, le sue speranze di ottenere un buon risultato erano davvero ridotte al lumicino.

Ma ecco che domenica 3 giugno 1984 si manifesta un violento acquazzone a scombinare le carte. Dall’ultima posizione, Bellof riesce a tenersi lontano dal groviglio della prima curva che coinvolge le due Renault, la Lotus di De Angelis e l’Alfa Romeo di Patrese e inizia a recuperare una posizione dopo l’altra.

Basti pensare che, alla conclusione del terzo giro, il tedesco è già decimo. La regia internazionale lo pesca dopo qualche giro, quando occupa la sesta posizione ed è nei tubi discarico della Williams di Keke Rosberg. All’ingresso della Chicane del Porto, supera il finlandese e approfitta poi dell’errore di Niki Lauda per prendersi la quarta piazza. Stupenda poi la manovra con cui infila Renè Arnoux al Mirabeau. E’ infatti costretto a mettere le due ruote interne sul marciapiede per sorpassare la Ferrari e prendersi il gradino più basso del podio.


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A questo punto, Bellof inizia anche a recuperare su Senna e Prost che lo precedono, prima che la sua rimonta venga appunto interrotta dal direttore di gara, Jacky Ickx, che dichiara la fine delle ostilità. Viene così classificato terzo con un gap di 21 secondi dal vincitore.

Conquista così il suo primo podio in Formula 1, a Monte Carlo. Anzi, avrebbe conquistato il suo primo podio. Infatti, poco meno di un mese dopo, in seguito al secondo posto ottenuto da Martin Brundle a Detroit, la federazione scopre il trucco che permetteva alla Tyrrell di giocarsela con le monoposto dotate di motore sovralimentato. Nelle verifiche post-gara, nel serbatoio dell’acqua delle 012 vennero trovati 60 chili di palline di piombo.

Questo permetteva alle vetture di Ken di disputare buona parte della gara sottopeso, finché, in un pit stop effettuato a pochi giri dalla fine, veniva effettuato un rabbocco di questo strano fluido. Ciò consentiva alle Tyrrell di superare brillantemente le verifiche. Scoperto l’inganno, la FIA usò il pugno duro e cancellò i risultati ottenuti finora dalla Tyrrell e la estromise dal mondiale 1984. Stefan Bellof perse così quello che sarebbe stato il suo unico podio in Formula 1.

La tragica scomparsa che ne impedì l’approdo in Ferrari

La vita e la carriera di Stefan Bellof termineranno tragicamente il 1° settembre 1985 a causa di un incidente avvenuto nel corso della 1000 km di Spa. Mentre è in corso un duello con Jacky Ickx, ancora una volta lui, le due Porsche vengono a contatto mentre stanno affrontando il punto più pericoloso del circuito, l’Eau Rouge. La vettura di Bellof termina la sua corsa contro il guardrail. L’impatto avviene a velocità elevatissima e per lo sfortunato tedesco non ci sarà nulla da fare.

Nonostante la squalifica di Monaco, la sua prestazione non rimase fine a se stesso. Il tedesco finì infatti nel mirino della scuderia più prestigiosa di tutte, la Ferrari. Renè Arnoux era infatti in scadenza di contratto al termine del 1985 e Enzo Ferrari inserì Bellof fra i piloti candidati per affiancare Michele Alboreto nel 1986. Sarebbe stato anche programmato un meeting con il Drake. Incontro che però non avvenne mai perché il destino decise diversamente.

[Credits immagine di copertina: Reddit]


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1 commento

Nikita 06/01/2024 at 20:58

Grazie Elia per aver ricordato un fenomeno sfortunato. Sarebbe diventato Campione del Mondo sicuramente.

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