F1 | Raikkonen, l’ultima corsa in rosso di un viaggio durato 8 stagioni

Il prossimo Gran Premio di Abu Dhabi sarà l’ultima gara in rosso per Kimi Raikkonen. Termina così una bellissima storia d’amore durata 8 stagioni tra la Ferrari e il finlandese, l’ultimo pilota ad aver portato il titolo iridato a Maranello.

Foto: Formula one

Descrivere Kimi Raikkonen non è mai un’impresa facile, ma raccontare la sua carriera in Ferrari è ancora più arduo.
Raikkonen arriva a Maranello come l’erede di Michael Schumacher, una pressione che sommata a quella della tuta rossa sarebbe stata enorme per chiunque, ma non per lui.
Nonostante l’arduo compito di riempire il vuoto affettivo lasciato dal Kaiser, Raikkonen è entrato sin da subito nei cuori dei tifosi ferraristi, diventando uno dei piloti più amati nella lunga storia della scuderia italiana.

Il primo fattore alla base di questo rapporto idilliaco è l’elemento essenziale per qualsiasi pilota per diventare l’idolo dei fan, vale a dire il piede destro.
Kimi Raikkonen infatti è stato capace di vincere sin da subito con la Ferrari, trionfando nel Gran Premio di Australia del 2007, entrando così nel club dei vincitori all’esordio in rosso assieme a Juan Manuel Fangio, Mario Andretti, Nigel Mansell e dopo di lui anche Fernando Alonso.

Nella combattutissima stagione 2007 che vede le Ferrari duellare con le Mclaren di Lewis Hamilton e Fernando Alonso, il finlandese riesce anche a conquistare una splendida vittoria nel GP di Gran Bretagna a Silverstone, “a casa loro” come avrebbe detto il suo futuro compagno di squadra Sebastian Vettel 12 anni più tardi.
La sua vittoria più importante in rosso però resta sicuramente quella ottenuta lo stesso anno nel Gran Premio del Brasile, dove da outsider riesce a conquistare un insperato titolo mondiale beffando due dei piloti più forti del nostro secolo. Raikkonen resta ancora l’ultimo campione del mondo per la Ferrari e l’unico assieme a Jody Sheckter a essersi laureato campione all’esordio in rosso.

Rimane indimenticabile anche il duello con Hamilton a Spa nel 2008, con il finlandese che sorpassa e controsorpassa il rivale su una pista umida con gomme slick, sfilando tra i doppiati prima dell’amaro epilogo della sua corsa contro il muretto alla bus stop.

Nel 2009 Raikkonen saluta la Ferrari e la Formula 1 per dedicarsi ai rally, non prima di aver conquistato l’unica vittoria rossa del 2009 in Belgio con la F60, legittimando il suo soprannome di “The king of Spa”.

Ma come cantava Antonello Venditti, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.
Le ottime prestazioni del finlandese al rientro in Formula 1 in Lotus gli valgono una seconda opportunità in Ferrari. La seconda parte della sua carriera in rosso non è brillante come la prima, ma bisogna riconoscere al finlandese di guidare delle monoposto con un ritardo tecnico dagli avversari maggiore di quello delle F2007 e F2008. Inoltre, quando Raikkonen ritorna a Maranello ha 34 anni, un’età che per un pilota, alla stregua di qualsiasi altro atleta, rappresenta l’inizio della fase calante della propria carriera.
Nonostante questo Iceman riesce ancora a regalare e a regalarsi giornate memorabili, come la Pole Position a Montecarlo nel 2017.

Nella stagione attuale Kimi ha conquistato una straordinaria pole position a;Monza davanti al popolo ferrarista, diventando il nuovo detentore del giro più veloce di sempre nella storia della Formula 1. La Domenica del Gran Premio d’Italia sembra l’occasione giusta per il ritorno alla vittoria del finlandese,;ma nonostante una stoica e commuovente resistenza a Lewis Hamilton con le gomme ormai finite, nel finale deve arrendersi all’inglese. L’appuntamento con la vittoria però è solo rimandato di qualche settimana al Gran Premio degli Stati Uniti,;dove con un’altra grande prestazione vince una gara al cardiopalma tenendo dietro fino alla bandiera a scacchi Lewis Hamilton e Max Verstappen.

Il secondo fattore che tanto ha fatto innamorare i Ferraristi di Kimi Raikkonen è il suo carattere intricato e introverso.
Raikkonen deve il suo soprannome Iceman anche alla sua apparente impassibilità a qualsiasi cosa gli accada attorno. Che sia un festeggiamento per una vittoria o la delusione per un ritiro è davvero raro;e difficile intravedere un’espressione del viso che lasci trasparire il suo stato d’animo.

Tuttavia le emozioni dentro di lui si susseguono più di quanto non si possa immaginare. Semplicemente Raikkonen preferisce evitare le dichiarazioni di rito smielate a cui il Circus ha abituato negli ultimi anni. I tifosi si identificano in lui proprio perché rappresenta la voglia di andare controcorrente rispetto a;una società moderna dove regna il culto dello sballo, dell’apparire e degli eventi in grandi stile.

Ai DJ sul palco e alle cerimonie del podio che si trasformano in rave party si contrappone un Kimi Raikkonen che impassibile continua a sorseggiare il suo champagne.
A un Lewis Hamilton che fa proclami di amore verso ogni tifoseria del mondo ripetendo continuamente;“qua ci sono i fan migliori”, si oppone un Kimi Raikkonen che preferisce mantenere riservati i propri sentimenti verso i tifosi,;per non svalorizzarli e privarli della loro sacralità.

Il saluto al popolo ferrarista infatti Raikkonen lo ha fatto per mezzo di Maurizio Arrivabene,;che alle finali mondiali Ferrari a Monza ha parlato così: “Un saluto particolare da Kimi, che ha vinto negli Stati Uniti. Ci siamo visti dopo la gara e mi ha detto una cosa molto semplice: ‘C’è voluto un po’ di tempo,;ma questa vittoria mi rimarrà nel cuore insieme al mondiale del 2007. Se andrai a Monza, dillo a tutti i tifosi. Ringraziali da parte mia, questo successo è per loro’”.

Così Kimi Raikkonen saluta la Ferrari dopo 8 stagioni in rosso, 150 Gran Premi disputati,;10 vittorie, 8 pole position, 1 campionato del mondo piloti e 2 titoli costruttori. Sono state 8 stagioni in cui Iceman ha dato tanto in termini di risultati e anche quando non;è stato in grado di lottare per il vertice si è sempre messo a disposizione della squadra, che da parte sua non ha mai abusato della sua disponibilità.

Domenica sarà per lui l’ultima gara in rosso, l’ultima cavalcata di un viaggio iniziato dodici anni fa. Chissà se Raikkonen riuscirà per un’ultima volta a fare un regalo ai propri tifosi, ponendo un lieto fine a una bellissima storia.

foto: Apex off

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.