F1 | Raztenberger e Senna: storie di destini incrociati

Ventisette anni fa ci lasciavano, nel weekend più nero della Formula Uno, Ratzenberger prima e Senna il giorno dopo. Due ragazzi, diversi, diversissimi, eppure uguali in quel fine settimana crudele tanto ieri quanto oggi, perchè certi momenti non smettono mai di fare male…

Raztenberger Senna
Foto: Formula 1.

30 aprile 1994, la Simtek di Raztenberger esce di pista e si schianta, oramai danneggiata, contro il muro intitolato a Gilles Villeneuve. Ai box un preoccupato Senna guarda la scena, consapevole che da certi incidenti non si esce vivi.

Ed, infatti, la situazione è subito chiara: per il pilota austriaco, neanche trentaquattrenne, non c’è più nulla da fare. Roland Raztenberger era arrivato in F1 dopo letteralmente una vita di sacrifici. Se di solito, infatti, i piloti arrivano nella categoria regina a 21, 22 o 23 anni, lui aveva raggiunto la meta a ben 33.

Dietro quel traguardo, una vita passata a lavorare per sfiorare, anche se per pochi mesi, quel sogno. Si era innamorato delle macchine, infatti, ad appena quattro anni, esattamente come chi, come lui, quel weekend è volato via.

Un amore forte, fortissimo, che non si era affievolito con gli anni e che si era trasformato in pura passione. Naturale, quindi, che alla prima opportunità si era lanciato nella nuova avventura in Formula Uno, anche se con una Simtek, che l’anno prima produceva macchine da cucire, anche se come pilota pagante.

Ayrton Senna

Tutt’altra storia per Ayrton Senna che, all’età di Raztenberger, ha alle spalle ben 10 anni in F1 ed una carriera già costellata di soddisfazioni.  Per il mondo, quel ragazzo brasiliano è Magic, il pilota in grado di vincere come nessuno sotto la pioggia, di correre con il cambio bloccato in 6° marcia ad Interlagos.

Diversi, diversissimi, anche se nel weekend sul tracciato di Imola, i destini dell’austriaco e del brasiliano si sono incrociati. Domenica mattina, infatti, al settimo giro, la Williams del campione di San Paolo, esce di pista come un proiettile impazzito. Si scoprirà dopo che la vettura era danneggiata. In particolare il piantone dello sterzo, modificato la sera prima, ha ceduto, impedendo quindi al pilota di avere qualsiasi tipo di controllo sulla monoposto.

Nonostante i soccorsi, anche per Ayrton, come per Roland il giorno prima, non ci sarà nulla da fare e il campione morirà qualche ora dopo, lasciando orfani fan da tutto il mondo. Orfani che, anche oggi, 27 anni dopo, pensando ad Imola ricordano quei due ragazzi visti per l’ultima volta su quel tracciato.

Perché dopotutto, la memoria è il posto più bello che abbiamo dove rincontrare chi per un mese, un anno o una vita ci ha fatto sognare. Perché dopo la morte di Raztenberger e Senna la sicurezza ha fatto un passo avanti salvando le vite di altri ragazzi. Perché, inevitabilmente, dopo il 30 aprile e il 1° maggio 1994, anche un pezzetto di noi è volato via con loro.

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