F1 | Record e statistiche GP USA: Hamilton cerca l’assolo decisivo

La 40a edizione del Gran Premio degli Stati Uniti è il primo match point a disposizione di Lewis Hamilton. L’inglese può festeggiare la conquista del titolo mondiale sulla pista in cui ha vinto in cinque delle sei edizioni fin qui disputate. F1 GP USA

Foto: Formula 1

Il 40° Gran Premio degli Stati Uniti è la diciottesima prova del mondiale di Formula 1 2018. Si corre per la settima volta sul circuito di Austin, dove Hamilton, escluso il 2013, ha sempre vinto. Il pilota inglese, guadagnando almeno 8 punti su Sebastian Vettel in questa gara, può chiudere definitivamente i giochi mondiali di questa stagione. F1 GP USA

La storia: le origini e le prime edizioni

Il legame tra gli Stati Uniti e il motorsport è ricco di storia e fascino. Tutto ha inizio con la 500 Miglia di Indianapolis, sull’ovale costruito nel 1909, circuito che è il più antico tra quelli ancora in uso. La Indy500  è uno degli appuntamenti del mondiale di Formula 1 dal 1950 al 1960, ma essendo spesso disertata dai piloti di Formula 1, la gara viene rimossa dal calendario nel 1961.

Il Gran Premio degli Stati Uniti entra nel calendario come evento indipendente dalla 500 Miglia di Indianapolis nel 1959, con sede a Sebring. L’anno successivo la sede della gara è Riverside, poi dal 1961 al 1975 il circuito che ospita il Gran Premio è quello di Watkins Glen, dove è spesso la Lotus a vincere, conquistando il record di vittorie negli USA, che detiene ancora oggi. F1 GP USA

Gli anni dal 1976 al 1984 sono caratterizzati dalla presenza in calendario di due gare negli Stati Uniti, con denominazione Gran Premio degli Stati Uniti Est (a Watkins Glen dal 1976 al 1980 e a Detroit dal 1982 al 1984) e Gran Premio degli Stati Uniti Ovest (a Long Beach dal 1976 al 1983). Inoltre nel 1981 e nel 1982 si disputa un’ulteriore gara a Las Vegas, con la denominazione di Caesar’s Palace Grand Prix. Il 1982 vede quindi ben 3 appuntamenti statunitensi nel campionato di Formula 1.

Il ritorno al Gran Premio unico

Dal 1984 si torna alla denominazione ufficiale, con il Gran Premio di Dallas che viene ufficialmente inserito nell’albo d’oro dei GP degli USA, per poi avere come unico appuntamento americano dal 1985 al 1988 quello di Detroit e dal 1989 al 1991 quello di Phoenix. Sono questi gli anni in cui si afferma come plurivincitore del Gran Premio degli Stati Uniti Ayrton Senna, che conquista il successo per ben 5 volte (dal 1986 al 1988 e nel 1990 e 1991).

Ayrton Senna, vincitore a Detroit nel 1986. Foto: Pinterest

Nel 2000 si torna ad Indianapolis. Il circuito, ricavato dall’originario ovale, resta in calendario fino al 2007. In questi anni il dominatore della scena è Michael Schumacher, capace di conquistare ben 5 successi su 8 appuntamenti. Tra questi la discussa gara del 2005, rimasta nella storia per le sole 6 vetture al via a causa dei problemi riscontrati nelle prove dalle gomme Michelin. Le gare non vinte da Schumacher sono state altrettanto significative, con l’ultima vittoria in carriera di Mika Hakkinen nel 2001, il successo di Rubens Barrichello nel 2002 (con sorpasso sulla linea del traguardo sul Kaiser) e il primo trionfo in America di Lewis Hamilton nel 2007. F1 GP USA

La partenza del controverso GP degli Stati Uniti del 2005. Foto: CNN

Storia recente è invece il ritorno del Gran Premio degli Stati Uniti sulla pista di Austin, datato 2012 e dove corrono attualmente sia la Formula 1 che la MotoGP. Lewis Hamilton è il dominatore assoluto in Texas, avendo vinto tutte le gare disputate ad Austin, eccetto quella del 2013.

Il Circuit Of The Americas di Austin

Il circuito di Austin, noto anche come COTA (Circuit Of The Americas), fa il suo esordio in Formula 1 nel 2012. Progettato da Hermann Tilke, in collaborazione con lo studio di architettura HKS, il tracciato prende ispirazione da altre piste presenti nel calendario come Red Bull Ring, Silverstone, Suzuka e Hockenheim.

Foto: Formula 1

Il circuito misura 5.513 metri da percorrere in gara per 56 giri, per una distanza totale di 308.405 km. Sono presenti 20 curve, di cui 11 a sinistra e 9 a destra.

Sono previste 2 zone DRS. La prima, tra curva 11 e curva 12, sarà più lunga rispetto al passato, mentre la seconda, sul rettilineo del traguardo, resterà invariata. F1 GP USA

Le mescole portate da Pirelli sono le UltraSoft (Purple), le SuperSoft (Red) e le Soft (Yellow).

La gara è prevista alle ore 20:10 italiane, mentre le qualifiche del sabato sono previste per le 23.

I Record del Gran Premio degli Stati Uniti

Lewis Hamilton ha conquistato 6 vittorie nel Gran Premio degli Stati Uniti, più di chiunque altro. La prima di queste vittorie è arrivata nel 2007 ad Indianapolis, mentre le altre cinque ad Austin.

Nella classifica dei più vittoriosi l’inglese è seguito da Ayrton Senna e Michael Schumacher a quota 5 vittorie, poi Jim Clark e Graham Hill a 3. Una vittoria anche per Sebastian Vettel.

La scuderia con più vittorie è la Lotus con 10 successi, seguita da Ferrari e McLaren a quota 7. Poi 4 vittorie per Mercedes, 2 per Williams e una per Red Bull.

La vittoria di Lewis Hamilton a Indianapolis nel 2007. Foto: Racefans.net

Ayrton Senna è il pilota con più partenze al palo negli Stati Uniti, sono infatti 5 le pole position del brasiliano, seguono Michael Schumacher (4), Graham Hill e Lewis Hamilton (3). Infine anche due pole per Sebastian Vettel e una per Kimi Raikkonen.

Anche in questa classifica la Lotus è in testa con 10 pole position, poi Ferrari a 7 e McLaren a 6. Inoltre sono 4 le pole per Mercedes, 2 per Red Bull, una per Williams.

Sebastian Vettel ha il record di 5 giri veloci in gara, conquistati tutti ad Austin. A quota 3 troviamo Jim Clark, Ayrton Senna e Michael Schumacher, mentre si registra anche un giro veloce per Kimi Raikkonen.

Tra i costruttori, Ferrari  ha segnato 11 giri veloci nel Gran Premio degli Stati Uniti, seguono Lotus a 7 e McLaren a 6. Poi troviamo Red Bull (3 giri veloci), Williams (2) e Mercedes (1).

N.B. In queste statistiche non si è tenuto conto dei Gran Premi con denominazione “Gran Premio degli USA East” e “Gran Premio degli USA West” disputati dal 1976 al 1984 e che non rientrano nell’albo d’oro ufficiale del “Gran Premio degli Stati Uniti”.

I Record di Austin

Ad Austin Lewis Hamilton ha vinto per ben 5 volte su 6 edizioni, la prima volta (nel 2012) alla guida della McLaren, nelle altre 4 occasioni con Mercedes. Su questo circuito ha inoltre festeggiato la conquista del titolo mondiale nel 2015. Il successo di Vettel su Red Bull nel 2013 è stato l’unico non conquistato dal pilota britannico.

Le pole position vedono un trittico di piloti a quota 2: Vettel (2012-2013), Rosberg (2014-2015), Hamilton (2016-2017). Sebastian Vettel è invece il pilota che ha conquistato più giri veloci in gara, ben 5. Solo nel 2015 è stato Rosberg a segnare il Fastest Lap. F1 GP USA

I record sul giro sono tutti datati 2017.

  • Qualifica: L. Hamilton (Mercedes) – 1:33.108 (media 213.159 km/h)
  • Giro veloce in gara: S. Vettel (Ferrari) – 1:37.766 (media 203.003 km/h)
  • Distanza in gara: L. Hamilton (Mercedes) – 1h 33m 50.991s (media 197.169 km/h)

Così nel 2017

Lewis Hamilton vince il Gran Premio degli Stati Uniti davanti a Sebastian Vettel e a Kimi Raikkonen. Mercedes conquista matematicamente il suo quarto titolo costruttori.

Il podio del 2017. Foto: Getty Images

Pole Position: L. Hamilton (Mercedes) – 1:33.108

Ordine di arrivo: 1. L. Hamilton (Mercedes)– 2. S. Vettel (Ferrari) – 3. K. Raikkonen (Ferrari) 

Giro veloce: S. Vettel (Ferrari) – 1:37.766 (giro 51)

72a pole position e 62a vittoria in carriera per Lewis Hamilton.

75a vittoria per Mercedes. F1 GP USA

Orari del Week End: GP USA 2018 – Anteprima e orari TV su Sky e TV8 [F1]

F1 | Record e statistiche GP USA: Hamilton cerca l’assolo decisivo
Lascia un voto
mm

Emanuele Di Meo

Laureando in Ingegneria Meccanica con una grande passione per la Formula 1. Seguo con particolare interesse anche la Formula 2. Admin della pagina Instagram @vuliusgp.