F1 | Red Bull fa ricorso: giovedì verrà nuovamente discusso l’incidente Hamilton-Verstappen

Red Bull non ci sta: fa ricorso e verrà convocata insieme a Mercedes giovedì per discutere dell’incidente Hamilton-Verstappen.

Hamilton Verstappen
© Copyright: Bearne / XPB Images

Red Bull e Mercedes convocate dagli steward in Ungheria. Questo dopo che la Red Bull ha fatto ricorso per la revisione dell’incidente Hamilton-Verstappen. Hamilton si è scontrato con il rivale del titolo Max Verstappen alla curva Copse nel primo giro della gara di Silverstone. L’olandese si è ritirato e Hamilton ha vinto la gara nonostante una penalità di 10 secondi. La Red Bull era furiosa con Hamilton e il suo team Mercedes all’indomani della gara. Ha chiarito che considerava la penalità come “clemente”, aprendo la porta a una potenziale revisione. Ora è emerso che la Red Bull ha effettivamente richiesto una revisione il 23 luglio. Red Bull e Mercedes hanno ora ricevuto una convocazione per un’udienza degli steward che si terrà alle 16:00 di giovedì 29 luglio. Il codice sportivo internazionale della FIA consente un diritto di revisione. Ma richiede “un elemento significativo e rilevante che non era disponibile per le parti al momento della decisione in questione”.


Leggi anche

F1 | La FIA pensa ad una presentazione unica per tutte le monoposto 2022


Cosa può succedere ora?

Red Bull ha richiesto il diritto di revisione entro i 14 giorni consentiti. Significa che gli steward si riuniranno per valutare se ciò che Red Bull presenta si qualifica come nuova informazione. In caso contrario verrà rifiutata, ma se verrà accettata gli steward potranno riaprire l’inchiesta. L’Alfa Romeo è stata l’ultima squadra a perseguire questo obiettivo. Questo ottenendo una nuova udienza per la penalità di 30 secondi che è costata a Kimi Raikkonen il nono posto a Imola.

La Ferrari ha fatto il tentativo di più alto profilo degli ultimi tempi. Quando ha chiesto revisione dopo che Sebastian Vettel ha perso la vittoria nel Gran Premio del Canada 2019 con una penalità di cinque secondi per essere rientrato in modo non sicuro in pista. Ma questo non è stato accettato poiché nessuna delle prove presentate è stata qualificata.

Seguici anche sui social: TelegramInstagramFacebookTwitter

Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.