F1 | Red Bull: sospensione posteriore anti porpoising?

Siamo alle porte del GP di Imola e grazie anche ai nostri inviati siamo riusciti a cogliere dettagli interessanti di alcuni team. Uno tra tanti è la sospensione posteriore della Red Bull anti porpoising.

Cambio, sospensioni posteriori e crash box della RB18 nel box di Imola
Cambio, sospensioni posteriori e crash box della RB18. Da notare il dettaglio del supporto dell’ala posteriore

Sono passate solo 3 gare dall’inizio del campionato ma uno degli aspetti tecnici che più ha colpito le monoposto è il porpoising: la Red Bull RB18 disegnata da Adrian Newey e Pierre Waché si è dimostrata praticamente priva di questo effetto negativo. Alcuni dicono che questo vantaggio della Red Bull sia merito di una sospensione posteriore anti porpoising, andiamo a scoprire come è fatta in questa analisi.

Quali sono i segreti?

retrotreno Red bull Rb 18 Sospensione posteriore anti porpoising
gruppo trasmissione + sospensione posteriore Red Bull, Credits: Albert Fabrega

Quello che balza subito all’occhio è lo schema sospensivo, ossia push-rod. Osservando attentamente vediamo evidenziato in giallo gli ammortizzatori rotanti che sono affogati nella struttura in carbonio della scatola del cambio. Poco più a sinistra invece vediamo quella che sembra essere la barra anti-rollio, utile a gestire i movimenti di cassa nei transitori. Ma la cosa ancor più interessante si trova dietro i due ammortizzatori, ed è colorata in rosso. Si tratta del terzo elemento, che dovrebbe essere capace di eliminare le perdite di carico aerodinamico dovute al porpoising. Probabilmente tutta la conformazione della sospensione con gli ammortizzatori così inclinati e lunghi, insieme allo smorzatore riescono a far correre tranquilli i due alfieri Red bull.

retrotreno Red bull Rb 18 Sospensione posteriore anti porpoising
gruppo trasmissione + sospensione posteriore Red Bull

Sicuramente in questo avvio di stagione abbiamo visto una Red Bull molto in forma sotto il punto di vista prestazionale. Ne sono la prova alcune scelte tecniche molto coraggiose, anche se manca l’affidabilità, indispensabile in un campionato di 23 gare. Mancano poche ore per capire quali saranno i rapporti di forza anche in questo gran premio, con Ferrari che sembra adattarsi bene a questa tipologia di circuito.

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Francesco Zazzera

Studente di ingegneria meccanica, classe 98, appassionato di F1 e di tutto il motorsport in generale. Aspiro a lavorare nel mondo del motori, con il sogno della formula 1, per coronare un sogno nato dalla passione trasmessa da mio nonno.