F1 | Ricciardo: “Ci piacerebbe essere sul podio, ma la McLaren ha più punti deboli che di forza”

Daniel Ricciardo ha rilasciato diverse dichiarazioni sulle impressioni iniziali che questa McLaren MCL36 gli ha dato. Il pilota australiano è consapevole dei limiti di questa nuova vettura del team di Woking, tuttavia c’è ancora ottimismo in casa McLaren sugli sviluppi che si possono portare sulla monoposto.

Daniel Ricciardo McLaren
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McLaren, inizio disastroso

La McLaren è stata senza ombra di dubbio la sorpresa, in negativo, del weekend appena trascorso sul circuito di Sakhir. Nel deserto del Bahrain, il team di Woking ha ottenuto uno dei peggiori risultati degli ultimi anni. Già nelle libere erano emerse le difficoltà della McLaren, ma pensare che i due piloti avrebbero terminato la loro gara in sedicesima e diciassettesima posizione sembrava pura utopia. Inoltre, il distacco di oltre 50 secondi dal leader ci fa capire che la progettazione non è andata secondo i piani, e che ora il team di Woking ha tanto su cui lavorare per tornare a lottare lì davanti. A sottolinearlo è Daniel Ricciardo, il quale, con la sua McLaren n.3, è riuscito quantomeno a mettersi alle spalle il giovane, ma talentuoso, Lando Norris. “Ovviamente partendo da dietro sapevamo che non sarebbe stata una gara facile, abbiamo avuto alcune sfide.”

Le parole di Ricciardo

“Guarda, sono contento di aver terminato la gara“, ha riferito il pilota australiano, “soprattutto per me, la prima che ho fatto in quest’anno. E’ stato bello conoscere di più la macchina, dare feedback al team. In alcuni punti l’auto andava bene ma, nel complesso, ovviamente, penso che abbiamo più punti deboli che di forza, dunque cercheremo di dare queste informazioni al team e assisterli il più possibile”. 


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Daniel Ricciardo ha parlato anche riguardo le basse probabilità, al momento, di terminare una gara sul podio. Tuttavia, il #3 si rifiuta di mollare la presa già così presto. Ci piacerebbe essere sul podio, ma siamo ancora molto lontani da quello. L’unico modo per migliorare è di lavorare insieme nella maniera più efficiente possibile. Mi rifiuto di andare per terra, è ancora troppo presto.

“Non credo che ci sarà una soluzione immediata, di sicuro ci vorrà un po’ di tempo, suppongo”, ha concluso Ricciardo, mostrando anche un pizzico di ottimismo in chiave di sviluppo. “Siamo ancora all’inizio dello sviluppo e della comprensione di queste vetture, forse tra qualche gara troveremo il giusto assetto. C’è ancora ottimismo sul fatto che quest’auto vada più veloce di quanto pensiamo, ma ci vorrà del tempo per trovare il passo di cui abbiamo bisogno.

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Michele Guacci

Classe 2003, studente ed appassionato di F1 sin dall'infanzia.