F1 | Ricciardo si racconta: “Piansi per la morte di Earnhardt”

Daniel Ricciardo, in una recente intervista, ha raccontato quanto Dale Earnhardt abbia avuto un enorme impatto su di lui. Ha, inoltre, spiegato il suo tentativo di imitare l’approccio alla corsa della leggenda NASCAR come ispirazione in F1.

Daniel Ricciardo Earnhardt
Dale Earnhardt – credits: Autoweek.com

Daniel Ricciardo, in una recente intervista, ha parlato della morte del grande pilota statunitense ed eroe d’infanzia, Dale Earnhardt.

Ricorre oggi, infatti, il 20° anniversario della morte di Earnhardt durante la Daytona 500 del 2001: tantissimi i tributi e ricordi della vita e della carriera del sette volte campione NASCAR.

Ricciardo aveva già parlato dell’influenza che il campionissimo ha avuto sulla sua carriera agonistica, spingendolo persino a usare il numero 3 come tributo a Earnhardt.

Alla domanda sui suoi ricordi riguardanti lo statunitense, Ricciardo ha raccontato quanto fosse rimasto fortemente scosso della sua morte e della tristezza che aveva provato.


“Ricordo vividamente la gara di 20 anni fa”, ha detto Ricciardo. “La mia reazione alla notizia sono state le lacrime. Ho chiamato il mio amico  Stephen in quel momento: abbiamo corso in go-kart insieme ed era anche un grande fan di Earnhardt.

“L’ho chiamato non appena ho visto la notizia e praticamente abbiamo pianto insieme al telefono. Era un eroe, di sicuro.”

La scelta della numero 3: il tributo all’eroe d’infanzia

Daniel Ricciardo e Dale Earnhardt Jr. – credits: nesn.com

Ricciardo ha spiegato come la decisione di utilizzare il numero 3 di Earnhardt a partire dal 2014 avesse lo scopo di incoraggiarlo ad adottare la mentalità di “The Intimidator”, ricordando le grandi doti dell’eroe Dale.

“Era il 2014 quando ho preso il numero tre, avevo anche in mente di immedesimarmi nell’ottica “The Intimidator”. “Ovviamente la mia versione era ‘The Honey Badger’, ha detto Ricciardo.

“Ma ho sentito che era davvero il mio anno per fare una piccola dichiarazione, per mostrare il ragazzo che non aveva paura di fare una grande mossa, per correre a muso duro“.

“Non mi sentivo ancora abbastanza. E quel primo anno con la Red Bull è stata la mia occasione per fare davvero quella dichiarazione e per guadagnarmi una forte reputazione”, ha raccontato. “Sicuramente parte di ciò è stato sulle spalle di Earnhardt e mi ha veramente ispirato.”

Il primo anno di Ricciardo utilizzando il numero 3 si sarebbe rivelato la sua stagione di maggior successo in F1, ottenendo tre vittorie per la Red Bull in rotta verso il terzo posto nel campionato piloti.

Ricciardo ha ricevuto un invito aperto dal figlio di Earnhardt, Dale Jr, a correre per il team JR Motorsports Xfinity NASCAR nel 2016, ma l’australiano ha detto che avrebbe riflettuto su una possibile carriera in NASCAR solo dopo la fine della sua carriera in F1.

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Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.