F1 | Ricordando Gilles Villeneuve, dalle motoslitte a mito della Formula 1

La F1 ricorda Gilles Villeneuve, che oggi avrebbe compiuto 72 anni. Pilota dallo stile unico, allergico al freno come pochi e che, a suon di sorpassi e manovre folli, è stato protagonista di una carriera di cui non ci stancheremo mai di raccontare.

Gilles Villeneuve

Quando si deve parlare di uno come Gilles Villeneuve è sempre difficile trovare le parole giuste. Non parliamo di un campione del mondo o di un vincente, solo 6 volte è passato sulla linea del traguardo davanti a tutti. Tuttavia, in quell’incidente dell’82 a Zolder che ha messo fine alla sua vita, nel momento in cui volò letteralmente dall’abitacolo della Ferrari per raggiungere la morte, lui era già un mito.

La sua carriera è cominciata per caso, un canadese semisconosciuto del Quebéc che, sul tramontare del campionato mondiale del ’77, quello che ha visto il titolo di Lauda, si è improvvisamente trovato nell’abitacolo più ambito da ogni pilota: quello della Ferrari. E lo deve proprio all’austriaco, il quale ha lasciato la Scuderia di Maranello senza neanche finire il campionato. Enzo Ferrari, genio, visionario, decise di puntare su quel 27enne. Gliene avevano parlato bene, ma non aveva esperienza. Aveva guidato una McLaren quello stesso anno, per il resto non era altro che un pilota di motoslitte, appassionato di motori.

Sembrava una follia, era una follia. Il “commentatore” decise che era arrivato il momento di cambiare, provare qualcosa di diverso. Mettere quel novellino su una Ferrari, farlo vincere, farlo diventare, un giorno, campione del mondo. Dietro quegli occhiali scuri Ferrari ci vedeva quasi sempre lungo e, tra lo scetticismo generale, anche quella scelta si rivelò sorprendente.


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Non era un pilota come gli altri. Alto a malapena 1.60 metri, un piede destro che non era proporzionato con il restante peso corporeo, dato che era pesante quanto un macigno. Allergico al freno come pochi, protagonista di sorpassi folli, meravigliosi e di duelli che sono entrati nella storia della F1. Il pubblico andava agli autodromi per vedere quel canadesino che, con le sue “esuberanze giovanili”, come le definì Poltronieri, regalò loro dei momenti che difficilmente avrebbero dimenticato.

In pista ogni sua manovra era un capolavoro, anche quelle ripartenze in derapata che, per quanto banali, facevano balzare in piedi tutto il pubblico. I tre giri del leggendario duello con Arnoux, a Digione, in Francia nel ’79, che fecero dimenticare del povero Jabouille, vincitore del GP. Il giro a Zandvoort su tre ruote, con il canadese che avrebbe riportato la macchina ai box anche con le mani se si fosse ritenuto necessario. La straordinaria vittoria conseguita sulle stradine di Montecarlo nell’81, la prima per la Ferrari con il motore turbo, con i meccanici in lacrime. La gara in Canada, tra la sua gente, con l’ala storta, che gli ostruiva la vista e rendeva complicata la guida di una Ferrari che faceva ugualmente volare, sino alla bandiera a scacchi.

Sono eventi che vanno oltre la vittoria di un pilota, che vanno oltre la Formula 1 stessa. Imprese storiche, di cui il canadese ce ne ha fatte vivere tante, solo per la gioia dei tifosi. Sono emozioni che ancora oggi ricordiamo con i brividi sulla pelle, perché questo era Gilles Villeneuve, un pilota che, a distanza di 40 anni, non ci stanchiamo, e non ci stancheremo mai, di raccontare. SalutGilles.

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Michele Guacci

Classe 2003, studente ed appassionato di F1 sin dall'infanzia.