F1 | Romain Grosjean e quel 29 novembre 2020: “I miei figli sono stati la mia forza. Le mani? Fanno male e devo muoverle ogni 10 minuti per evitare problemi di mobilità, ma sono vivo”

Nel corso del podcast di Nico Rosberg Romain Grosjean si è raccontato e, ad un anno dall’incidente che ha rischiato di toglierli la vita, ha parlato di quel 29 novembre 2020, sottolineando anche come l’incidente lo abbia reso più forte e più consapevole dell’importanza e dell’unicità della vita

Grosjean incidente
Grosjean e il saluto allo staff del circuito del Bahrain – credits: Pinterest

29 novembre 2020  la monoposto di Romain Grosjean esce di pista e si schianta contro le barriere. Un impatto pauroso, che lascia tutti senza fiato anche se, ciò che accadrà pochi secondi dopo, sarà decisamente peggio di un semplice incidente. Nel giro di pochissimo, infatti, la macchina prende fuoco avvolgendo in una bolla incandescente il pilota svizzero che non riesce a liberarsi delle cinture di sicurezza.

Quello che succede in quegli istanti terribili lo ricordano tutti. Panico, i soccorritori che faticano ad avvicinarsi alla monoposto, il terrore tra gli spettatori. Sarà lo stesso pilota, alla fine, ad uscire dalla macchina, sotto lo sguardo incredulo di tutto il mondo, passando attraverso il fuoco e rinascendo come quella fenice che ora più che mai lo rappresenta.

Momenti che il pilota svizzero non dimenticherà mai e di cui ha parlato nel corso di un‘intervista con Nico Rosberg.

Le parole di Romain Grosjean

“Non ero spaventato ma poco dopo ho realizzato che c’era il fuoco. Ero incastrato e non riuscivo ad uscire. Ho tentato di togliere le cinture ma non ce la facevo. In quel momento ho pensato che fosse arrivata la fine. Il primo pensiero sono stati i miei figli, non potevo lasciarli senza padre. Grazie a loro e all’amore che provo per la mia famiglia ho trovato la forza di uscire dalla macchina. Per farlo, però, ho dovuto mettere le mani nel fuoco. Faceva male, ovviamente, di solito quando tocchi qualcosa che brucia togli immediatamente la mano e io non lo potevo fare, ma volevo uscire dalla monoposto, volevo vivere, e quindi ho continuato ignorando il dolore che provavo. Non ho avuto paura, non riesci ad essere spaventato perchè non hai proprio il tempo. Uno dei pensieri che ho avuto, però, è stato Niki Lauda, il suo incidente. Niki era incredibile e per me è stato il pilota più importante nella storia della F1, ma non volevo finire come lui” ha detto Grosjean che ha poi parlato della situazione attuale e di come attualmente procedono le cure alle due mani. “Le mie mani ora stanno meglio. La sinistra, però, sta peggio della destra. Non posso prendere freddo e troppo caldo, devo mettere la crema, mi fa male di continuo e devo fare riabilitazione ogni 10 minuti per non perdere la mobilità. Non è semplice ma posso stare con la mia famiglia e questo conta. Adesso passo più tempo con i miei figli, mi godo la mia vita, soprattutto i momenti semplici. Spesso diamo la vita per scontata ma non è così, dobbiamo godercela”

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