F1 | Rosberg: “Wolff scambiò i miei meccanici con quelli di Lewis senza avvisarci, fu un trauma, sulla mia macchina lavoravano i miei nemici”

“Wolff scambiò i miei meccanici con quelli di Lewis, senza dirci nulla, prima di un GP” così Nico Rosberg ha parlato del suo periodo in Mercedes, nel corso di un’intervista, sottolineando anche le difficoltà ed i sacrifici fatti per conquistare il titolo mondiale…

Rosberg Mercedes
Foto: unknown

“Wolff scambiò i miei meccanici con quelli di Hamilton, all’improvviso, senza dirci nulla, fu scioccante” così Nico Rosberg ha parlato di un episodio avvenuto negli anni in Mercedes. Anni in cui, a dividere con il pilota tedesco il box, c’era Lewis Hamilton. Dal 2013 al 2016, infatti, il tedesco ed il britannico hanno corso nello stesso team.

Team con il quale Rosberg alla fine ha vinto il titolo mondiale, al termine di una lotta che ha creato screzi profondi all’interno della scuderia. Ed è proprio di questo che ha parlato Rosberg nel corso di un’intervista in cui ha raccontato la sua esperienza in Mercedes.

I meccanici erano molto divisi. La lotta che c’era tra me e Lewis aveva rotto anche il rapporto tra di loro. Ognuno aveva il suo team e lavorava esclusivamente con loro. Ovviamente gli ingegneri vivevano questo clima” ha spiegato Rosberg nel corso di un’intervista per la rivista Square Mile.

“Ad un certo punto della stagione Toto senza dirci nulla cambiò la struttura del team. I miei meccanici andarono a lavorare sulla macchina di Hamilton e tutti i suoi si spostarono sulla mia. E‘ stato assurdo. Io non conoscevo i suoi uomini, non avevo lavorato con loro e c’era tensione”

“Accadde inoltre prima della gara quindi fu traumatizzante per noi. I meccanici erano anche miei amici, mi fidavo di loro e loro stavano lavorando per il mio avversario. Per la mia macchina, invece, lavoravano i miei “nemici”, quelli che avevano un rapporto molto stretto con Hamilton” ha continuato Rosberg che ha poi parlato delle difficoltà e dei sacrifici fatti per diventare campione.

“Avevo tolto la vernice dal mio casco perché così sarebbe stato un po’ più leggero. Ho lavorato, inoltre, tantissimo con uno psicologo. Era uno psicologo dello sport ed io ho passato due ore ogni due giorni a concentrarmi sulla parte psicologica e ho imparato anche la filosofia da lui. Non bisogna mai dimenticare che il lato psicologico è veramente molto importante per la prestazione in pista”

“Se ripenso a quegli anni ho fatto moltissimi sacrifici e ho tentato di lavorare sotto ogni aspetto. Per vincere serve questo: sacrifici ed attenzione ad ogni dettaglio”

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