F1 | Sarajevo ringrazia Schumacher dedicandogli una strada: “Noi non ti dimentichiamo come tu non hai mai dimenticato noi”

Una strada di 2 Km intitolata a Schumacher: è questo il progetto ideato da moltissimi giovani di Sarajevo, per ringraziare quel campione che nel 1996 fece visita agli ospedali della città dove erano ricoverati i bambini vittime della guerra. Un gesto, quello del pilota tedesco, che ha lasciato il segno, tanto da portare quei bambini, oramai divenuti adulti, a fare qualcosa per lui perchè dopotutto: “Noi non dimentichiamo Schumi come lui non ci ha mai dimenticati”…

Schumacher SarajevoFonte: Unknown

Sarajevo 1996, tra le strade distrutte da bombe e dolore, Schumacher, un ragazzo che con quel paese a ben poco a che fare, visita gli ospedali dei bambini che hanno riportato lesioni.

Non è un capo di stato, né tantomeno un medico, ma contribuirà in una maniera alternativa, donando giocattoli e il suo tempo ai bambini sopravvissuti al conflitto. Classe 1969, Schumacher nel 96 ha già tanto di quello che molti ragazzi sognano per una vita.

Con due titoli mondiali di Formula Uno in tasca, infatti, il pilota tedesco è al suo primo anno in Ferrari. Ferrari con la quale, quattro anni più tardi vincerà tutto, segnando un‘epoca, lasciando ricordi indelebili. Eppure li, tra i bambini vittime di una guerra crudele, Michael smette di essere il campione e veste i panni del ragazzo, del bambino, giocando con loro.

Tra quei piccoli c’è anche Damir Vatres, ha solo 9 anni ma la guerra gli ha già portato via un occhio e un avambraccio. Un conto salato, troppo, da pagare per la sua tenera età, e che lo ha portato ad incontrare Schumi.

“Non dimentichiamo Schumi perchè lui non ha mai dimenticato noi”

Schumi che a quanto pare Vatres, ora adulto, non ha mai dimenticato e insieme agli altri bambini, ospiti di quella struttura, l’8 giugno 2021 ha deciso di ringraziarlo. A lui, infatti, verrà intitolata una strada di quasi 2 Km che collega l’aeroporto al quartiere moderno di Sarajevo.

 “Abbiamo mandato un messaggio all’ambasciata tedesca e a Corinna in modo da farle sapere quello che stiamo facendo” ha detto uno degli organizzatori dell’iniziativa “Non dimenticheremo mai Michael perché lui non ci ha mai dimenticati”.

Un’idea dolcissima, resa ancora più speciale dai bambini della città, che hanno colorato di rosso e bianco, gli stessi colori dei cordoli in F1, i marciapiedi della strada. Un simbolo, dunque, per ringraziare quel campione che oltre ad aver portato sorrisi, ha anche donato somme importanti e fondato una clinica per i bambini sopravvissuti. Perché campioni si è soprattutto al di fuori della pista, perché è vero, esattamente come a Sarajevo, anche noi non ti dimenticheremo mai.

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