F1 | Schumacher sul documentario prodotto da Netflix “Ho conosciuto meglio papà”

Dopo aver partecipato al documentario Netflix che racconterà Michael Schumacher, Mick ha dichiarato di aver conosciuto nuovi lati del padre e di aver compreso meglio i sacrifici fatti.

Schumacher documentario Netflix

Mick Schumacher ha preso parte alle riprese del documentario prodotto da Netflix che racconterà papà Michael, dentro e fuori dalla F1. Il documentario avrà come obiettivo quello di raccontare in modo inedito Schumacher, con Netflix che ha scelto di partire dagli inizi della lunga carriera del sette volte campione del mondo.

Il testimone è ora in mano a Mick, pilota Haas, che ha dichiarato che grazie a questa esperienza ha potuto conoscere lati inediti di papà Michael. Grazie al documentario Netflix infatti, Schumacher ha potuto comprendere meglio la mentalità del padre e come sia cambiata nel corso degli anni. Secondo il 22enne, vedendo come sono aumentati i successi di suo padre, ora riesce a capire perché abbia scelto di ritirarsi quando lo ha fatto.

Un nuova prospettiva su papà Michael

“Direi che personalmente, ho avuto un nuovo punto di vista su come è andata la sua carriera. Essendo poi ora io stesso in F1, anche se da poco, capisco sempre di più i sacrifici che ha fatto”, ha raccontato Mick al podcast Beyond The Grid.

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“Quanto ci è voluto per lui per ottenere ciò che ha fatto, quanto appassionato devi essere per riuscire a raggiungere questo obiettivo. Quando nel 2006 decise di smettere, oggi lo capisco perfettamente, perché se non hai più l’ambizione di vincere, ovviamente è meglio se fai qualcos’altro”.

“Personalmente, al momento io sono nel vivo della mia carriera, amo la F1 e non potrei mai pensare di non dare il 100%. In futuro però, se dovessi arrivare alla fine della mia carriera, avendo raggiunto quello che ha fatto lui e non avendo più l’ambizione, allora direi basta”.

Parlando poi dell’impostazione mentale e del modo in cui entrambi approcciano le corse, Mick sente che la mela non è caduta lontano dall’albero.

“La mentalità da combattente è sicuramente una delle cose per cui gli sono più grato. Perché ho quella sua stessa mentalità da combattente”, ha aggiunto. “Soprattutto nelle gare in cui la qualifica era andata male per qualche motivo, normalmente quelle gare erano quelle in cui ho combattuto di più”.

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Desirée Palombelli

Classe 1999, aspirante giornalista. Studio Relazioni Internazionali a Roma e scrivo di Formula 1.