F1 | Storia, nomi delle curve e come affrontare la pista: alla scoperta del Mugello

Curva per curva, narriamo la storia del Mugello, uno dei circuiti più apprezzati dai piloti e che nel 2020 ospiterà la Formula 1 per la prima volta nella sua storia. Mugello F1 nomi curve.

Mugello F1 nomi curve
Credit: Il Messaggero

Alla fine il Mugello ce l’ha fatta! Erano ormai anni che si rincorrevano voci del possibile ingresso del circuito toscano nel calendario di Formula 1. Ed il prossimo 13 settembre il sogno di vedere sfrecciare le monoposto della categoria regina del motorsport diventerà finalmente realtà. Il Mugello sarà la sede del GP della Toscana Ferrari 1000 e diventerà il quarto tracciato italiano ad ospitare un gran premio di Formula 1 dopo Monza, Imola e Pescara. Mugello F1 nomi curve.

Una pista spettacolare e dalla lunga storia che prende il nome dalla zona geografica in cui è situato. Con il termine Mugello si intende infatti la vallata collocata a nord di Firenze e delimitata a nord dall’appennino tosco-romagnolo, a sud dai monti Giovi e Senario e ad ovest dai Monti della Calvana, al cui interno scorre un tratto del fiume Sieve, uno degli affluenti principali dell’Arno. Mugello F1 nomi curve.

Dal circuito stradale all’autodromo

Per ripercorrere la storia del Mugello, bisogna partire dal 1914, quando nacque il circuito stradale: 66,2 chilometri fatti di asfalto e sterrato, con oltre 400 curve e che collegava i vari paesi della zona. Il traguardo era posto a San Piero a Sieve, in seguito spostato a Scarperia. Nel 1970, il circuito stradale ha ospitato una competizione per l’ultima volta. Mugello F1 nomi curve.

Proprio nel comune di Scarperia, a 30 chilometri a nord-est di Firenze, nel 1974 è stato inaugurato l’Autodromo del Mugello. Il tracciato misurava 5,245 chilometri con 15 curve, 9 a destra e 6 a sinistra. Il layout della pista non è mai cambiato. Le uniche modifiche hanno riguardato le vie di fuga e la sicurezza del tracciato.

Già due anni dopo, nel 1976, il motomondiale vi ha fatto tappa per la prima volta e dal 1994 è stabilmente la sede del GP d’Italia delle due ruote. Nel 1988, l’autodromo è diventato di proprietà della Ferrari. La scuderia di Maranello festeggerà il 1000° gran premio della sua storia in Formula 1 proprio al Mugello il prossimo 13 settembre.

Il 1° gennaio 2014, in seguito al referendum dell’ottobre dell’anno precedente, Scarperia e San Piero a Sieve si sono fusi per formare il comune di Scarperia e San Piero, che conta circa 12mila abitanti.

Il circuito è uno dei più apprezzati dai piloti, non solo di moto ma anche automobilistici, nonostante la Formula 1 non vi abbia mai corso. Un mix di curve veloci, punti ciechi e continui cambi di pendenza che sfrutta al meglio il paesaggio naturale.

Il tracciato è stato spesso utilizzato dalla Ferrari per le sessioni di test privati, quando questi erano ancora permessi. Dal 1° al 3 maggio 2012, è stato scelto per ospitare i test collettivi di Formula 1 ed il giro più veloce lo ha stampato Romain Grosjean su Lotus-Renault in 1:21.035.

I commenti dei piloti furono a dir poco entusiastici:;Mark Webber, all’epoca pilota Red Bull, affermò addirittura che fare 10 giri al Mugello equivalesse in soddisfazione a farne 1000 ad Abu Dhabi. C’è da scommettere che, con il carico aerodinamico che sono capaci di esercitare le vetture attuali, la pista risulti ancora più eccitante rispetto ad 8 anni fa.

Daniel Ricciardo ha già dichiarato che il Mugello è la sua pista preferita. Sebastian Vettel, dopo il test di qualche giorno fa effettuato con la SF71-H, ha definito la pista come “meritevole di ospitare un gran premio di Formula 1”.

Il più grande interrogativo è rappresentato dai punti di sorpasso. L’unico reale sembra essere quello della San Donato, in fondo al rettilineo dei box. Per il resto, non sono presenti altri decisi punti di staccata.

In ogni curva c’è un pezzo di storia

Credit: Sky Sport

Come gran parte dei circuiti storici, anche al Mugello ogni curva ha un proprio nome e dietro ognuno di questi si cela un racconto. La maggior parte delle curve riprende nomi di fattorie e casolari situati lungo il vecchio circuito stradale:;San Donato, Poggio Secco, Casanova, Savelli, Palagio, Correntaio e Bucine.

Borgo San Lorenzo: comune di 18mila abitanti a pochi chilometri dal circuito.

Luco: frazione di Borgo San Lorenzo, conta circa 1500 abitanti.

Materassi: curva 4 è dedicata ad Emilio Materassi, nato a Borgo San Lorenzo nel 1894, pilota automobilistico che ha guidato per Maserati, Bugatti e Talbot. Ha totalizzato 20 vittorie in carriera ed è deceduto durante una gara all’Autodromo di Monza nel 1928, in un incidente in cui persero la vita anche 22 spettatori.

Biondetti: la velocissima chicane è dedicata a Clemente Biondetti, pilota sardo di origine toscana, classe 1898, che ha iniziato a correre in moto per poi passare alle auto. Ha guidato per i più prestigiosi costruttori italiani: Ferrari, Alfa Romeo e Maserati. Tante le vittorie di rilievo nella sua carriera:;4 Mille Miglia, 2 Targa Florio e la Coppa Acerbo sul circuito di Pescara.

Arrabbiata: le curve 8 e 9 prendono il nome dalla strada che conduce alla pista che per via dell’elevata pendenza e della difficoltà nel percorrerla è stata definita appunto “Arrabbiata”.

 Un giro al Mugello: una grande sfida per vetture e piloti

Dopo aver superato la linea del traguardo, si scollina e la strada diventa in discesa. Alla fine del rettilineo principale, della lunghezza di oltre un chilometro, si toccano le velocità più elevate dell’intero giro. Le MotoGP arrivano ad oltre 350 Km/h con addirittura Andrea Dovizioso capace nel 2019 di toccare i 356.7 km/h in sella alla sua Ducati. Le monoposto di Formula 1 supereranno i 320 km/h.

Si arriva quindi in discesa alla staccata della prima curva, la celebre San Donato, che costituisce l’unico punto di frenata significativo di tutto il circuito. La San Donato è una lunga curva destrorsa da circa 180 gradi.

In uscita, non bisogna allargare troppo la traiettoria, ma si deve rimanere piuttosto vicini alla parte interna della curva per approcciare al meglio la prima esse, denominata Luco-Poggio Secco. Breve tratto rettilineo, per poi affrontare un secondo sinistra-destra simile al primo, anche se leggermente più veloce, poichè le due curve sono leggermente più aperte: Materassi-Borgo San Lorenzo.

Breve allungo per giungere alla sezione più interessante della pista e che definire la più bella al mondo è tutt’altro che un eufemismo. Giù in discesa per la velocissima esse Casanova-Savelli. Importante uscire dalla Savelli in modo da affrontare al meglio la curva successiva, la celeberrima Arrabbiata 1, velocissima curva destrorsa in cui si tocca il punto più basso del circuito. Dopo di che, si sale per l’Arrabbiata 2 che è invece in salita e che i piloti affronteranno senza poter guardare il punto di corda. Roba da far invidia anche all’Eau Rouge, allo Snake di Suzuka o alle Becketts di Silverstone.

Scatto dall’ingresso della Casanova. Si può vedere la discesa che conduce alla Savelli ed all’Arrabbiata 1 e la salita verso l’Arrabbiata 2 – Credit: Mugello Circuit

Sarà questa la sezione in cui si farà maggiormente la differenza e dove emergeranno le vetture dal carico aerodinamico più elevato. Sarà una grande sfida anche per i piloti, che dovranno tenere giù il piede sull’acceleratore il più possibile e che saranno messi a dura prova anche dal punto di vista fisico.

Altro rettilineo piuttosto corto per un’ulteriore chicane simile alle prime due, ma in leggera discesa: Scarperia-Palagio. Ulteriore allungo, leggermente più lungo dei precedenti, che porta al lungo tornante destrorso del Correntaio. Anche qui, si deve affrontare l’uscita con lo scopo di impostare al meglio l’ingresso della successiva stupenda chicane, formata dalle curve Biondetti, caratterizzata da un repentino cambio di direzione. Le due curve sono piuttosto aperte e formano così la esse più rapida del circuito. Le vetture dovrebbero essere in grado di affrontarle in pieno.

Ultimo breve dritto e si arriva all’ultima curva del tracciato, la Bucine: un’altra lunga curva da 180 gradi, stavolta a sinistra. Fondamentale uscire bene e sfruttare tutta la pista per avere la miglior accelerazione possibile ed affrontare così al meglio il rettilineo di oltre un chilometro.

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari