F1 | Trattativa con Red Bull, Michael Masi si difende: “Non è nulla di inusuale”

La trattativa tra Michael Masi e Red Bull a Jeddah ha destato stupore e critiche: il direttore di gara si è difeso nel post-gara in Arabia Saudita.

Masi sprint race
BARCELONA, SPAIN – MAY 09: FIA Race Director Michael Masi arrives at the track prior the F1 Grand Prix of Spain at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 09, 2021 in Barcelona, Spain. (Photo by Eric Alonso/Getty Images)

Il primo gran premio in terra araba nella storia della Formula 1 non ha per nulla lesinato sulle emozioni, regalando al pubblico una domenica piena di colpi di scena. La trattativa andata in onda tra il race director Michael Masi e Jonathan Wheatley, direttore sportivo di Red Bull, ha portato a reazioni sorprese degli addetti ai lavori, tra cui Chris Horner e Marcin Budkowski.

La trattativa, avvenuta in regime di bandiera rossa, è stata innescata dall’episodio avvenuto alla prima ripartenza tra Verstappen e Hamilton. Sfilato allo spegnimento dei semafori, l’olandese ha tentato di riprendersi la posizione (con successo) con una mossa poco ortodossa, tagliando curva 2. Il direttore di gara australiano ha così pensato di proporre a Red Bull di cedere la posizione nel giro di formazione prima del restart, piuttosto che procedere con un’eventuale e probabile indagine.

Quanto accaduto non è stato tuttavia visto di buon occhio dai più. Michael Masi ha così preso le proprie difese nel corso del post gara di Jeddah: Non lo definirei un ‘accordo’ poiché, come direttore di gara non ho l’autorità per indurre davvero un team a fare qualcosa in quella situazione”.


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“Posso proporre alle squadre un’offerta, ho la possibilità di farlo, ma la scelta è loro”, ha spiegato Masi. Il race director ha proseguito descrivendo la situazione dopo l’episodio tra Hamilton e Verstappen in curva 1: “Quando l’ho visto ho subito suggerito agli stewards che avrei dato al team la possibilità di ridare la posizione”.

Dopo pochissimi istanti però ecco la nuova bandiera rossa: “È arrivata subito dopo. Essendo durante un momento di sospensione della corsa c’era la possibilità di correggere la situazione prima di ripartire”.

In conclusione, Masi ha risposto ai giornalisti: “La priorità in ogni bandiera rossa è assicurarsi della sicurezza di piloti e tracciato. Il tutto è sembrato probabilmente un po’ allungato rispetto al normale, ma è una discussione del tutto normale”.

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.