F1 | Tsunoda e il trasferimento in Italia: “Mi ha permesso di migliorare, ero troppo pigro e, oltre agli allenamenti, non facevo nulla”

“Prima di trasferirmi in Italia ero pigro e passavo il tempo a casa a giocare alla playstation” così Tsunoda ha parlato del suo trasferimento in Italia e di quanto abbia migliorato la sua carriera

Tsunoda ItaliaFonte: Unknown

“Prima di trasferirmi in Italia ero pigro, stavo a casa e giocavo alla playstation dopo l’allenamento, volevo solo divertirmi il più possibile” così Tsunoda ha parlato del trasferimento in Italia avvenuto quest’anno, e di quanto abbia cambiato la sua vita e le sue abitudini.

Il pilota giapponese, infatti, ha sottolineato quanto sia stato utile per la sua carriera in Alpha Tauri. Un cambiamento, dunque, importante per il giapponese che è stato sottoposto ad un intenso programma per permettergli di migliorare le sue abilità.

Non è un mistero, infatti, come la scuderia faentina abbia sottoposto il pilota giapponese ad un programma severo e pieno di impegni. A partire dalle lezioni di inglese fino ad arrivare agli allenamenti estenuanti. Una nuova routine che, a quanto pare, sembra aver dato i suoi frutti dopo diversi mesi.

“Il fatto di essere venuto a vivere in Italia mi ha permesso di essere una persona molto meno pigra. Prima di trasferirmi in questo paese, infatti, ero molto pigro e, dopo l’allenamento, andavo a casa e giocavo alla playstation” ha affermato Tsunoda.

“Volevo solo divertirmi e quindi passavo la giornata a non fare niente. Mi sono accorto, però, ad un certo punto che mi preparavo troppo tardi per il Gran Premio e alla fine facevo tutto di fretta. Non era un metodo giusto” ha continuato il pilota giapponese.

“Io sono un rookie e ho bisogno di una preparazione diversa dagli altri piloti. Se sei entrato da poco in Formula Uno hai, ovviamente, bisogno di più tempo, di più allenamenti e quindi è normale che io mi sentissi diciamo “indietro”. Ora sono migliorato e devo dire che mi accorgo che va meglio”

Il fatto che io abbia fatto alcuni progressi è però dovuto, in gran parte, al mio trasferimento in Italia. Il poter andare in fabbrica e rivedere le gare è stato molto importante e mi ha permesso di capire tante cose che prima non potevo vedere”

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