F1 | Una Formula 1 per pochi o per molti? Nessun nuovo costruttore a partire dalla stagione 2021

Secondo Jean Todt, presidente FIA, nonostante la proposta di un nuovo regolamento sui motori a partire dal 2021, sarà improbabile l’ingresso di nuovi costruttori nel circus. F1 2021

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Foto: Motori.it

Costruire una power unit con un’efficienza termica superiore al 50% e una potenza in uscita di oltre 1000 cavalli non è cosa alla portata di tutti. Ci vogliono parecchi soldi, tantissimi: non basta procurarsi un motore, montarlo su un telaio come si faceva una volta e improvvisare. Lo facevano gli inglesi, che il Drake chiamava “gli assemblatori”: a Frank Williams nel ’77 bastò mettere un tradizionale motore Ford Cosworth DFV 3.0 V8 (il motore più longevo nella storia della Formula 1, usato dal 1967 al 1983) dentro un telaio March 761 e un paio di anni dopo, potè vincere il primo campionato piloti con Alan Jones.

Più facile a dirsi che a farsi, ovvio. E non è che i costi per mettere su un team fossero irrisori all’epoca, intendiamoci; ma un buon investimento in risorse, ingegneri e piloti, con un po’ di esperienza, avrebbe permesso di avere una macchina almeno in grado di centrare qualche podio.

La Ford, per il motore di cui sopra (il Cosworth), investì 100 mila sterline, l’equivalente oggi di circa 2 milioni di dollari.

Nell’era turbo-ibrida, complessivamente, si può arrivare a spendere, in una scuderia di primo piano, circa 90 milioni di euro annui. Il costo di produzione medio di una monoposto in realtà è tra i 15 e i 20 milioni, ma i top team arrivano a spenderne anche 70 in ricerca e sviluppo nel corso dell’anno (dati da Formula money).

I costruttori iscritti al campionato attualmente e dal 2015 sono quattro: Ferrari, Mercedes, Renault e Honda. Quest’ultima, notoriamente un colosso dei motori, non è ancora riuscita a fornire, prima a McLaren e in seguito a Toro Rosso, una power unit in grado di portare la macchina oltre la quinta posizione in gara; ed anzi, tantissimi sono stati i problemi di affidabilità e i conseguenti ritiri.

Il gigante nipponico avrà avuto le sue buone ragioni, ma ciò dimostra che ci troviamo di fronte ad un livello tecnologico altissimo, mai visto prima. Un know-how in mano a pochi, i soli in grado di investire ingenti quantità di denaro e tempo (e “il tempo è denaro”) in ricerca e sviluppo, per niente disposti a cederlo se non dietro cospicuo corrispettivo (che si aggira intorno ai 20 milioni a stagione per una fornitura di motori).

Sicché, questa Formula 1 è praticamente inavvicinabile.

Da ciò, l’idea di Liberty Media, in un ampio disegno di;rilancio della massima categoria, di approvare un nuovo regolamento dei motori che potrebbe essere firmato prima di Singapore. L’obiettivo delle nuove regole è;una versione meno radicale delle attuali power unit, con l’abbandono dell’MGU-H (il motogeneratore che sfrutta l’energia cinetica e l’entalpia dei gas di scarico in eccesso nel turbogruppo): propulsori affidabili, economici e meno complicati che possano allettare nuovi costruttori in F1, con Porsche, Cosworth e;Aston Martin che osservano già da tempo nel caso vi fosse l’opportunità, per loro, di partecipare.

Ma dato che l’elaborazione e la definizione di queste nuove regole si sono protratte troppo nel tempo, secondo Jean Todt, non ci saranno nuovi partecipanti per il 2021, almeno inizialmente.




Intervistato da Autosport sulla prospettiva di nuovi costruttori in F1,;Todt ha dichiarato che uno di essi – probabilmente Porsche – è stato interessato, ma ha ultimamente suggerito di non andare avanti.

“Ci è stato dimostrato interesse da parte di uno (Porsche n.d.r.) che disse di non essere nella condizione di impegnarsi per il 2021 e per rendere concreta la partecipazione in futuro sarebbe stato fondamentale conoscere bene le regole”.

Per Todt è importante che la F1 assicuri garanzie ai costruttori attualmente impegnati, soprattutto considerando i grossi investimenti sostenuti:

“La mia priorità è essere sicuri di tenere loro quattro (Ferrari, Mercedes, Renault e Honda n.d.r.)”, ha detto il presidente FIA.

“Come dico sempre, sarebbe scorretto dire ai quattro impegnati ‘Okay, vogliamo attrarre un nuovo costruttore, perciò cambiamo tutto!’. Ma cosa sarebbe di loro? Cosa sarebbe dei loro investimenti fatti per anni? Questa è la ragione per cui non c’è stata una rivoluzione nel regolamento dei motori, ma per noi, avere questi quattro,;è già un traguardo ragguardevole considerando che ci sono dieci squadre”.

Da queste considerazioni, semplificare il regolamento per rendere la F1 accessibile a nuovi costruttori,;comporterebbe necessariamente un passo indietro in termini tecnologici.

E se è entusiasmante l’idea di una griglia di partenza più affollata, con tutto ciò che comporterebbe in termini di spettacolo,;è ancor più vero che c’è a chi la F1 piace proprio perché incarna l’essenza ultima della tecnologia, dell’irraggiungibile che pochi riescono a raggiungere.

La F1 è prestazione da paura, che può entusiasmare più di un sorpasso a volte.

La Formula 1 introdurrà gomme da 18 pollici dal 2021

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Giuseppe Di Bella

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