F1 | Verstappen può avere alterato il DRS di Hamilton con le mani? Facciamo chiarezza.

Dalla scorsa notte girano un paio di video che immortalano Verstappen intento a personali verifiche sul DRS di Hamilton e c’è chi dice che la presunta irregolarità del DRS sia stata cagionata proprio dall’intervento di Max. Ma è realmente sostenibile una teoria simile?

Verstappen DRS Hamlton

 

Nell’attesa della decisione della FIA che tanto si sta facendo desiderare, i video di Verstappen che indaga sul DRS di Hamilton continuano a rimbalzare in ogni angolo del web. E c’è chi sostiene che sia stato proprio Verstappen, mediante le proprie mani, a rendere irregolare il DRS di Hamilton. Pare perfino che Mercedes stia provando ad aggrapparsi a questi video per evitare quella che sembra essere al momento un’inevitabile squalifica dalla sessione.

Ma è concretamente possibile alterare questo tipo di componente con una modalità simile?

Prima di fornire una risposta a questa domanda, invitiamo a dare un occhio al video che sta circolando da questa mattina. Lo lasciamo qua sotto.

Qualora aveste comunque qualche dubbio, può essere utile riflettere insieme su alcuni punti. Se è pur vero che le Formula 1 moderne sono dotate di componenti incredibilmente leggeri, queste non sono realmente tanto fragili quanto è facile credere.

Una monoposto di F1 può generare ad alte velocità fino a 3000 kg di carico verticale. Significa che tra ala anteriore, ala posteriore, fondo ed altre componenti minori, la forza che viene generata verso il basso può arrivare fino alla tre tonnellate. 

Di questa quantità spropositata di chilogrammi, l’ala posteriore ne è responsabile per un buon 20%. Ciò vuol dire che la rear wing è in grado di spingere verso il basso il posteriore della vettura reggendo carichi anche di diverse centinaia di kg e, questo, avviene innumerevoli volte ogni weekend. Tenendo conto di un solo giro di una qualsiasi pista, l’ala subisce dei cicli di carico e scarico ogni volta che il pilota accelera, frena o sterza. Considerando che la downforce aumenta con il quadrato della velocità, le forze aerodinamiche in gioco sono molto elevate, tuttavia non sono tali da permettere la minima irregolarità sul funzionamento dell’ala mobile.

Capite di conseguenza quanto in realtà sia resistente il pezzo che abbiamo in esame. Parliamo di una componente che è in grado, in base a quanto stiamo dicendo, di reggere senza problemi almeno il peso corporeo di una persona pesante 150 kg, distribuito sull’ala posteriore.

Con queste come promesse, è facile immaginare quanto sia estremamente improbabile che Verstappen, con un gesto più simile ad una carezza che altro, possa aver allargato l’apertura del DRS sulla vettura di Hamilton.

Il DRS può essere colpito (a mano) da forze ben maggiori senza che si corra il rischio di danneggiarlo!

Molti di voi ricorderanno l’episodio che ha interessato Fernando Alonso nel 2013, nel corso del GP del Bahrain. Il pilota spagnolo è stato vittima di un problema proprio al DRS, che una volta aperto non si richiudeva perfettamente. Rientrato ai box, i meccanici Ferrari hanno provato – invano – a risolvere il problema richiudendo il DRS a mano usando anche una certa forza. Ciò che importa per il nostro discorso è che, sebbene il sistema sia stato colpito più volte dai meccanici, questo non abbia subito alcuna reale alterazione strutturale.

 

Un altro episodio che di certo ricorderete e che può essere ancor più lampante,  ha invece riguardato Hulkenberg e la sua Renault nel 2017. I meccanici hanno provato a sistemare un danno al DRS prendendolo letteralmente a pugni, ma come potete osservare voi stessi, la struttura è sufficientemente resistente da reggere colpi simili.

Ma ha fatto bene comunque Verstappen ad andare a toccare la macchina di Hamilton?

Chiarito ora, si spera, quanto incredibile sia la teoria di chi sostiene che Verstappen possa avere danneggiato il DRS di Hamilton sfiorandolo a malapena, c’è da sottolineare come quei gesti siano stati quantomeno stupidi. Di certo c’era poco che Verstappen potesse personalmente verificare andando a tastare l’ala di Lewis e ora si ritrova con una convocazione ai commissari alle 13.30 italiane. Certo, con tutta probabilità non rischia più di una reprimenda, ma quanto fatto da Max lascia pensare che forse, ancora, a volte agisca senza riflettere granché.

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Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"