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F1 | Verstappen ricorda Franz Tost e parla del suo boss ideale: “Niente caz**te, sono vecchia scuola”

Max Verstappen ha parlato della sua figura ideale come boss in F1 e del suo rapporto con Franz Tost, un team principal notoriamente brusco.

Max Verstappen parla della sua figura ideale nei panni di team principal in F1 e del suo rapporto con Franz Tost. L’austriaco ha lasciato la guida di AlphaTauri dopo il finale di stagione ad Abu Dhabi. Nonostante le controversie che lo hanno coinvolto, il ricordo che ne ha il campione olandese è assolutamente positivo: “Con lui sono stato sempre bene!“.

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Franz Tost con i suoi due piloti nel 2015: Max Verstappen e Carlos Sainz – @Red Bull Content Pool

La storia di vita di Max Verstappen, cresciuto da un padre descritto spesso come “autoritario” e molto severo, ha sicuramente modellato la sua personalità e le sue caratteristiche di pilota. L’olandese ha retto bene alle lezioni impartite da Jos Verstappen, che lo hanno reso una macchina fredda e spietata. Quanto dichiarato in una recente intervista per Blick è, quindi, una naturale conseguenza del suo essere.

Parlando del futuro, magari alla guida di un suo team GT, Verstappen assicura: “Niente caz**te, sarei un leader vecchia scuola. Magari anche un po’ all’antica, perché mi importerebbe solo della performance e non del mondo social. Voglio vincere perché zittisce tutte le chiacchiere di contorno. È la cosa più importante per me“.

Non deve sorprendere la simpatia e la stima che il tre volte Campione del Mondo nutre per Franz Tost, considerato uno dei team principal più duri (ma anche apprezzati e longevi) del Circus: “Con lui sono stato sempre bene. Era vecchia scuola, appunto, si interessava solo delle prestazioni e non nello show, che distrae dalla guida“.

Lavorava a stretto contatto con gli ingegneri, diceva loro chiaramente quando le cose non andavano bene. Non voleva farsi un nome inseguendo le luci della ribalta“.


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Per Max Verstappen, l’onestà fra le parti è la caratteristica più importante all’interno di una squadra vincente. Un tratto che ha reso Red Bull dominante e che è presente nei rapporti con Christian Horner, Helmut Marko e il suo ingegnere di pista Giampiero Lambiase.

Franz era onesto e parlava di tutto apertamente – conclude l’olandese – Sapevi sempre da che parte stavi. È così che dovrebbe essere in ogni faccenda di vita“.

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