F1 | Vettel a Sky: “Ferrari sarà sempre nel mio cuore. Leclerc? Ha un futuro brillante, Arrivabene importante per me”

In una lunga intervista a Sky Sport, Sebastian Vettel ha parlato con il cuore in mano dei suoi sei anni trascorsi in Ferrari.

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Foto Getty Images

Sei anni di amore e passione quelli di Sebastian Vettel con la Ferrari: ai microfoni di Sky Sport il quattro volte iridato ha ripercorso il lungo periodo trascorso a Maranello. Un periodo di di alti e bassi, come ha definito lo stesso tedesco, che verrà però ricordato dai tifosi con grande affetto.

Sei anni in Ferrari, che parola useresti per descriverli?

“Il mio italiano non è perfetto, penso che una parole non sia abbastanza per descrivere quello che sono stati questi anni”, ha risposto Vettel. “Sei anni con la Ferrari, sei anni con persone così speciali, sono davvero difficili da spiegare”.

Mi mancheranno certamente le persone, il colore rosso, anche se anche il verde è bello. La Ferrari è stata una grande parte della mia vita e questo non cambierà mai, ha confidato l’ormai ex pilota del Cavallino.

Ma cosa ha imparato Sebastian durante il lungo tempo trascorso con le effigi del team di Maranello? Risponde direttamente il 33enne di Heppenheim: “Ho imparato un po’ di italiano, come fare una festa e in generale credo di avere imparato molto come pilota e come uomo”.

“Interagire con le persone, con la cultura italiana, sulla Ferrari e sull’Italia come paese, i suoi valori: terrò tutto questo con me. La cosa bella è che non dovrò restituire queste cose, conserverò molto di queste cose“, ha rivelato Vettel.

C’è qualcosa che avresti fatto in modo diverso?

A seguire il pilota prossimo all’approdo alla corte di Lawrence Stroll ha riflettuto sui risultati ottenuti: Guardando indietro è sempre facile sapere cosa si poteva fare diversamente, ma credo non sia una cosa giusta. Tutto accade per una ragione“.

“Ci sono stati molti alti e bassi, molti cambiamenti. Quando ho iniziato questo percorso il team era completamente diverso rispetto a oggi, in termini di persone, di gestione. Ci sono stati moltissimi cambiamenti negli anni”.

“Qualcosa forse è stato positivo altro non così tanto. Ma messo tutto insieme forma quella che chiamiamo esperienza”, dice Seb. “Tornare indietro per aggiustare le cose ti può dare più vittorie ma non avresti l’esperienza. E nella vita l’esperienza è quella che plasma il futuro”.

C’è qualcuno che ti dispiace lasciare più di altri?

La festa fatta dopo quella gara nel 2015 in Malesia cantando, brindando e passando bei momenti era quello che volevo: essere parte del team, essere uno di loro“. Così Vettel ricorda le proprie prime gare con il Cavallino sul petto.

“La cosa positiva è che molti saranno comunque qui il prossimo anno e potremo vederci e chiacchierare. Non ho mai fatto distinzioni sulla divisa che uno indossa, è più importante cosa c’è sotto. Quando sono arrivato era per i colori ma ora che vado via contano le persone”, continua l’ex Red Bull.

Chi è stata la persona più importante in questo percorso?

“Di questo gruppo senza dubbio Riccardo (Adami, ingegnere di pista, ndr). Ho fatto un percorso con lui ed è stato importante averlo accanto, ci conoscevamo già”, continua il 33enne.

“In un quadro più ampio Maurizio Arrivabene è stato molto importante per me, confida Vettel. “Credo che dall’esterno lui non sia stato compreso bene, non era facile lavorare con Marchionne. Lui era molto particolare, metteva grande pressione e con Maurizio non è stato sempre gentile. Credo però che Arrivabene abbia davvero un grande cuore”.

Che anno è stato il 2020?

Sull’annata appena conclusa Sebastian si sofferma: È stato un anno difficile, non mi tocca molto che sia stato messo a volte in discussione”.

“Non sono i risultati che danno la misura, ho sentito che fosse un anno diverso, difficile. Quando mi hanno detto che non avremmo rinnovato mi sono fatto molte domande”.

Io stesso mi sono messo in discussione; ho parlato con me stesso, con mia moglie ed i miei amici su quello che avrei voluto fare. Ho imparato molto“, ha confidato Vettel.

Charles è stato il compagno più difficile con il quale ti sei confrontato?

“Lui sicuramente è molto veloce e talentuoso ma si trova in una fase diversa della carriera”, sostiene il tedesco.Ho potuto imparare anche da lui ed è stato interessante ad essere sincero. Ho potuto vedere qualcosa di me in lui, come ero io 10 anni fa”.

“Ma è stato bello, lui e un ragazzo in gamba e posso dire solo cose positive. Di sicuro questo ultimo anno per me è stato più difficile, c’erano altre questioni in ballo oltre al solo guidare”.

“Questo però non deve togliere nessun merito a Charles. Tutto quello che si dice su di lui è vero. È molto veloce, talentuoso e molto maturo per la sua età. Ha un futuro brillante davanti se farà le cose nel modo giusto”, conclude Sebastian Vettel sugli anni in Ferrari ai microfoni di Sky Sport Italia.

 

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.