F1 | Vettel e Alonso: “Aerodinamica e gomme attuali peggiorano la visibilità sul bagnato”

Vettel e Alonso spiegano come le gomme larghe, introdotte da Pirelli nel 2017, e la complessa aerodinamica delle attuali monoposto complichino la vita ai piloti per quanto riguarda la visibilità in condizioni di bagnato estremo.

Vettel Alonso
Foto: unknown

Nonostante siano già passati diversi giorni dal tanto discusso GP di Spa,  piloti e addetti continuano a commentare quanto successo in Belgio. In questo caso gli ex rivali, Sebastian Vettel e Fernando Alonso, si sono espressi riguardo i motivi per cui le condizioni di visibilità in pista fossero davvero al limite.

La discussione nasce dal paragone fatto con la celebre gara di Fuji 2007, quella del tanto discusso contatto tra Vettel e Webber. Allora le condizioni erano addirittura peggiori di quelle dello scorso Gran Premio, eppure si corse (sebbene dopo ben 19 giri dietro la Safety Car) e lo spettacolo fu di indubbio valore.

Vettel ritiene le vetture attuali troppo grandi e con troppo carico per le condizioni viste a Spa

Confrontando il GP di Fuji 2007 con quello dello scorso fine settimana, Vettel ha negato che la F1 sia diventata troppo ossessionata dalla sicurezza e non sia più disposta a correre rischi come in precedenza.

Penso che la propensione al rischio sia la stessa di allora“, ha spiegato il pilota tedesco. “Penso che siamo felici di correre ma con i dovuti standard di sicurezza. Le auto sono cambiate molto dal 2007. Penso che ci sia un effetto suolo significativamente maggiore con le auto che abbiamo ora e molto più carico aerodinamico. Sembrano quasi risucchiare acqua da terra.” 

Il quattro volte campione del mondo ha poi specificato come le attuali gomme (più larghe rispettivamente di 60mm e 80mm nell’anteriore e posteriore rispetto a quelle del passato) abbiano peggiorato la situazione per quanto riguarda la visibilità in condizioni di bagnato.

“E poi sono cambiate anche le gomme. Penso che le gomme da bagnato estremo che avevamo ci hanno reso più facile correre in condizioni molto bagnate con molta acqua in pista” ha concluso il tedesco.

Alonso concorda e ritiene corretta la decisione di non correre

Sensazioni confermate anche da Fernando Alonso, anche lui in pista in Giappone nel 2007. Il pilota asturiano ha concordato col collega tedesco che i problemi alla visibilità siano causati dalla dimensione delle gomme e dall’estrema aerodinamica di queste auto. Aggiungendo anche come la larghezza del pneumatico abbia incrementato il rischio del pericolosissimo fenomeno dell’aquaplaning.

“Penso che le auto, per le nuove regole aerodinamiche, generino più spruzzi quando corri insieme agli altri piloti. Inoltre le nostre gomme sono più larghe ora rispetto a quelle del 2007.”

“Probabilmente le gomme estreme erano un po’ più performanti allora. Forse la dimensione del pneumatico stava favorendo l’aquaplaning.” ha infine aggiunto il pilota dell’Alpine.

“Inoltre c’è la natura del circuito. Penso che Spa, essendo una pista ad altissima velocità con lunghi rettilinei, abbia favorito il generarsi di grandi nubi d’acqua dietro le macchine che correvano.”

La Fia dovrà necessariamente ascoltare queste considerazioni in vista dei nuovi regolamenti in vigore dal 2022. Infatti per quanto le nuove regole abbiano semplificato l’aerodinamica delle monoposto, hanno portato addirittura a un aumento delle dimensioni delle auto.

 

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