F1 | Vettel vs Hamilton: analisi di una sfida totale

Vettel contro Hamilton, uno scontro totale quello che sta animando il mondiale 2018, senza dubbio uno dei più combattuti e appassionanti degli ultimi dieci anni.

Foto: Lat Images

La rivalità tra l’inglese e il tedesco può essere vista come la trasposizione contemporanea, diversa quindi per circostanze e sviluppi, dei duelli degli anni d’oro della Formula 1. Il paragone che subito viene in mente è quello con la rivalità tra Michael Schumacher e Mika Hakkinen, protagonisti anche loro di una sfida tra la Ferrari e le Frecce d’Argento motorizzate Mercedes.
L’attuale campionato del mondo sta risaltando le caratteristiche dei piloti più che quelle delle rispettive vetture. L’ampiezza degli scenari in cui sta spaziando questa sfida porta alla necessità di analizzare i due campioni sotto più punti di vista.


PRESTAZIONI

Per poter affermare con certezza chi dei due sia il più veloce, bisognerebbe mettere entrambi a bordo di una Mercedes W09 o di una SF71H. Le due monoposto tuttavia, mai come quest’anno sono vicine tra loro in termini di prestazioni, con la rossa di Maranello leggermente in vantaggio.

Foto: Mercedes AMG F1

Le grandi doti velocistiche di Hamilton emergono soprattutto nel giro secco in qualifica, dove riesce anche a sopperire ad alcune lacune della sua Mercedes. L’esempio lampante di questa affermazione lo si è avuto nel giro che gli è valso la Pole Position a Silverstone, uno dei migliori della sua carriera.
D’altro canto anche Vettel si è dimostrato più volte un uomo da qualifica, ma il confronto diretto con il rivale lo vede leggermente arretrato. Alla domenica invece i ruoli sono invertiti, con il tedesco che spesso ha espresso un ritmo migliore di quello dell’inglese, ma la differenza resta minima.

Una situazione dove invece Sebastian ha dato spesso prova della sua bravura è lo scatto al via: rapido nel tempo di reazione e bravo nel non far pattinare le gomme, abilità che gli hanno fruttato diversi punti nel campionato corrente. Da parte sua Hamilton dovrà lavorare sulle partenze se vorrà evitare episodi spiacevoli come quanto accaduto nello scorso Gran Premio a Silverstone.

COSTANZA

In Formula 1 non basta essere il più veloce per essere anche il più bravo, ma bisogna saper gestire anche altri fattori, tra cui la costanza.

Se si guarda alla costanza di prestazioni,  è raro assistere a un weekend con un Sebastian Vettel opaco e sottotono. Lo stesso non si può dire del suo rivale: troppe volte quest’anno Hamilton si è reso protagonista di prestazioni ben al di sotto delle sue potenzialità, come in Cina, a Baku o in Canada. E’ risaputo però di come Hamilton si trasformi durante la pausa estiva e negli ultimi anni al rientro dalle vacanze spesso il pilota britannico si è reso protagonista di cavalcate trionfali che lo hanno portato al titolo.

Il duello a Baku tra Ferrari e Mercedes poco prima del bloccaggio di Vettel [foto: Autosport.com]
Prendendo in considerazioni invece la costanza di risultati, non c’è confronto che tenga. La grande abilità di Lewis sta nella sua capacità di marcare punti pesanti anche quando non tutto gira per il meglio, come si è visto con le sue vittorie a Baku 2018, Singapore 2017, ma anche con le sue rimonte in Inghilterra e Germania. Basti pensare che prima del ritiro in Austria per cause tecniche, i Gran Premi consecutivi a punti per Hamilton erano 33, un trend iniziato nel lontano GP del Giappone 2016.
Vettel invece ha dimostrato di essere tutt’altro che infallibile: troppi i punti persi nel 2018 per errori del pilota, come il bloccaggio in Azerbaijan, il tamponamento a Bottas in Francia e ultimo il lungo nel Motodrom di Hockeneim.

SORPASSI

L’arte del sorpasso è stata da sempre un punto distintivo per un grande pilota.
Entrambi i rivali quest’anno si sono resi protagonisti di grandi rimonte, come quella di Vettel in Francia o le cavalcate inglese e tedesca di Hamilton, sebbene rimontare con una Ferrari o una Mercedes al giorno d’oggi non costituisca un’ardua impresa.

Il duello Vettel-Bottas a Silverstone [foto: Automotonews]

L’alfiere della Ferrari però ha avuto anche l’opportunità di dimostrare la sua bravura in sorpassi degni di nota;ai danni dei top driver di Mercedes e Red Bull, come quello vincente su Bottas a;Silverstone. Va ricordato infine che l’unico vero sorpasso avvenuto tra i due è andato in scena al Red Bull Ring e ne è uscito vincitore il tedesco.

VISIONE DI GARA

Con visione di gara si intende la capacità del pilota di capire cosa stia succedendo attorno a lui in pista, quali sono le possibili evoluzioni della corsa e quale sia il momento più opportuno per spingere. Un’arte quella della visione di gara che ha il suo maestro in Fernando Alonso, ma in cui comunque anche Sebastian Vettel si destreggia egregiamente.
E’ grazie alla grande gestione delle gomme ad esempio se ha saputo portare a casa la vittoria in Bahrain ed è grazie ad una sapiente scelta delle traiettorie se ha potuto scavalcare Lewis Hamilton in Australia sotto regime di Virtual Safety Car.

La sofferta vittoria in Bahrain di Vettel, colta con una grande visione di gara [foto: Autosport.com]
Hamilton ha dato prova di una carenza sotto questo aspetto, mandando spesso in crisi le proprie gomme per una gestione errata, seppur di certo non aiutato in questo dalla sua Mercedes. È emblematico poi di come in Austria, dopo essere scivolato in quinta posizione per una strategia sbagliata dei box,;abbia impiegato diversi giri prima di comprendere quale fosse la sua reale posizione in pista e chiedere sorpreso una conferma via radio.

All’inglese tuttavia va dato anche atto della grande gestione messa in mostra a Hockenheim e soprattutto di;come abbia scelto di non entrare ai box ( la modalità non;è oggetto di discussione di questo articolo) contrariamente alle indicazioni via radio, vedendo che Raikkonen era rimasto fuori. Il gesto sottolinea una buona visione di gara, ma soprattutto grande personalità: è raro vedere nella Formula 1 attuale un pilota prendere decisioni con la propria testa invece;di eseguire silenziosamente quanto gli viene ordinato dal muretto.


CARATTERE

Così vicini in pista, così diversi fuori, sia per carattere che per attitudine al lavoro di squadra.

Vettel è un ragazzo umile, riservato e soprattutto un uomo squadra, nel bene e;nel male, prontissimo a ringraziare i suoi ingegneri per;il lavoro svolto quando vince e altrettanto veloce a scusarsi e ad ammettere i suoi errori nelle disfatte. Era ancora seduto nell’abitacolo, in lacrime, sotto la pioggia e;le urla dei tifosi nel Motodrom di Hockenheim quando ha aperto il canale radio e si è scusato coi box per l’errore commesso.

Hamilton invece è la star di questa Formula;1, molto attivo sui social, populista nelle sue dichiarazioni ed esuberante anche nel look.
La sua debolezza psicologica si manifesta nei momenti di difficoltà, quando parla ripetutamente via radio con;i box lamentandosi per la strategia sbagliata o avvertendo inesistenti problemi alla sua monoposto.
Allo stesso tempo però Lewis si è dimostrato un maestro nell’intimidire psicologicamente l’avversario,;con post sui social e dichiarazioni pubbliche apparentemente innocue, ma molto sottili nel profondo.

Sarà un braccio di ferro fino alla fine dell’anno [foto: Grand Prix 247]
In conclusione Vettel si è dimostrato un pilota costante nelle prestazioni, abile nei sorpassi e;nelle partenze, con una grande visione di gara e un’attitudine al lavoro di squadra. Hamilton invece è ancora il leader indiscusso del giro secco in qualifica e può vantare un cinismo e un media di arrivi a punti impressionante. Occhio però anche all’aspetto psicologico, perché in questo mondiale 2018 anche i dettagli possono fare la differenza.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.