F1 | Vettel torna a parlare di cambiamento climatico: “Mi domando se correre in F1 sia la scelta giusta”

In un’intervista concessa al programma televisivo della BBC Question Time, Sebastian Vettel è ritornato a parlare della lotta al cambiamento climatico. Il tedesco ha ammesso che, correre in Formula 1 e promuovere contemporaneamente uno stile di vita volto alla sostenibilità, fa di lui un ipocrita.

Sebastian Vettel, Question Time BBC. Fonte: WTF1.

La teoria secondo cui sport e politica non dovrebbero mai mescolarsi sembra essere estranea a Sebastian Vettel. Il tedesco, in una sua apparizione a Question Time della BBC, è ritornato a parlare di attualità.

Il pilota dell’Aston Martin ha affrontato una varietà di argomenti durante il talk show della giornalista Fiona Bruce, partendo dalla Brexit sino ad arrivare al conflitto tra Russia e Ucraina e il conseguente aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Durante il suo intervento, Vettel ha discusso anche di uno dei suoi topic preferiti: la necessità di adottare politiche volte a contrastare l’emergenza climatica.

L’impatto ambientale, la sostenibilità o la dipendenza energetica non sono certo cause estranee al trentaquattrenne.

A Miami ad esempio, tramite una t-shirt, Sebastian Vettel ha cercato di sensibilizzare su una delle conseguenze del cambiamento climatico, ossia l’innalzamento del livello del mare. Sulla maglietta, appariva la scritta “Nel 2060, Miami sarà sott’acqua”.

Sono molto preoccupato per il futuro, per argomenti come l’energia, la dipendenza dall’energia e la direzione che prenderemo in futuro” ha dichiarato Vettel.

“In Gran Bretagna, c’è una specie di miniera d’oro, il vento e, quindi, la possibilità di aumentare l’approvvigionamento energetico con l’energia eolica e solare. Ora, non tutti i Paesi hanno i loro punti di forza e di debolezza. Se si va in Austria, ci sono le Alpi e l’acqua. Possono pompare l’acqua, immagazzinarla e riportarla giù”.

La conduttrice ha sottolineato come la Formula 1 non sia propriamente eco-friendly. Alla domanda se si sentisse ipocrita nel predicare uno stile di vita sostenibile e continuare a correre nella massima categoria, Sebastian Vettel ha risposto senza esitazione di sì.

“Ci sono cose che sono sotto il mio controllo e altre che non lo sono. Guidare quella monoposto è la mia passione, la amo. Quando scendo dall’auto, ovviamente, penso: è una cosa che dovremmo fare, viaggiare per il mondo, sprecare risorse?

D’altra parte, stiamo intrattenendo le persone. Durante il Covid siamo stati uno dei primi sport a ripartire. Non sto dicendo che la Formula 1 sia diventata un’eccezione o sia la più grande fonte di intrattenimento nel mondo. Molte persone in settori come sport, cultura, commedia, non potevano esibirsi e a noi quello è mancato. Senza di esso, con ogni probabilità impazziremmo”.

Nel suo piccolo però, Vettel invita a prendere consapevolezza dell’impronta ecologica e ambientale che la F1 lascia dietro di sé e invita gli altri a migliorare quantomeno le proprie abitudini. Come, ad esempio, viaggiare in aereo quando una tappa la si può raggiungere in treno o in macchina.

“Ho bisogno di prendere un aereo ogni volta? No, quando ho la possibilità di prendere la macchina”.

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