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F1 | Brundle difende la FIA: “Le bandiere rosse? Nessuno ha pensato di rendere le cose più divertenti”

Martin Brundle ha difeso le decisioni della FIA di esporre per ben tre volte la bandiera rossa nel gran premio di Melbourne, nonostante i piloti le abbiano ritenute totalmente innecessarie e superflue.

Quanto visto domenica scorsa ha segnato un crocevia importante per il futuro della F1. In molti hanno accusato lo sport di voler perseguire ormai solamente la strada dello spettacolo a tutti i costi, anche mettendo a repentaglio la salute dei piloti con scelte discutibili, come appunto dare una partenza da fermo ad un giro dal termine. A differenza di molti però, Martin Brundle ha difeso le decisioni della FIA di esporre per ben tre volte la bandiera rossa nel gran premio di Melbourne, nonostante i piloti le abbiano ritenute totalmente innecessarie.

Brundle FIA Melbourne
Brundle difende la FIA per le tre bandiere rosse a Melbourne © telegraph

Brundle difende la FIA per le tre bandiere rosse a Melbourne

“Non credo che ci siano state istruzioni per dare una scossa allo spettacolo non appena richiesto”, ha affermato il giornalista inglese. “Bisogna mettersi nei panni dei responsabili. Per noi è facile stare in disparte e dire ‘avrei dovuto fare questo, avrei dovuto fare quello. Nel 2009, Felipe Massa ha rischiato di morire a causa di un pezzo di macchina altrui che ha attraversato il suo abitacolo”.

“Melbourne è anche un circuito cittadino con molti tifosi ai lati della pista, oltre a commissari e medici che si trovano lì. Quindi, se ci sono pezzi di detriti sulla pista, non è possibile farli volare in aria a 200 miglia orarie. Quando Alex Albon è finito fuori pista, ho pensato che avrebbero potuto usare la Safety Car e spazzare via la ghiaia e l’auto”.

Brundle dunque ritiene che, in occasione dell’incidente del pilota thailandese, la direzione gara avrebbe potuto semplicemente mandare in pista la safety car. Tuttavia, egli ritiene giusta la chiamata della bandiera rossa al giro 54, quando Kevin Magnussen ha fatto volare via pezzi e detriti in pista per un contatto contro la barriera.


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Brundle conclude con la sua disamina: ”La bandiera rossa mi è sembrata un po’ superflua. Ma verso la fine della gara c’erano un pneumatico e una ruota in pista e molti detriti. Sono assolutamente certo che nessuno si sia messo a dire ‘ehi, rendiamo le cose un po’ più divertenti’.

Se questa ipotesi è ovviamente scartata (si spera), rimane comunque inspiegabile come la direzione gara abbia deciso di far ripartire i piloti da fermo, con meno di due giri alla fine. La decisione più saggia, in nome della tanto acclamata sicurezza, sarebbe stata far ripartire le vetture con una partenza lanciata, in modo da escludere a priori un imbuto pericoloso come poi effettivamente si è verificato alla prima curva. 

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