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“Correrei fino a settant’anni!”, la nostra intervista con Alberto Naska

Abbiamo incontrato Alberto Naska al Mugello che ci ha concesso un’intervista esclusiva, spaziando dalle corse agli obiettivi futuri.

F1inGenerale è stata al Mugello, in occasione della 24h Series, dove abbiamo avuto modo di condurre un’intervista con Alberto Naska. Nato a Torino, classe 1990, è fra le personalità motorsportive italiane più amate dal grande pubblico. La sua storia, raccontata in prima persona attraverso il suo canale YouTube, conquista giovani e veterani, pronti a seguirlo sui tracciati d’Italia e d’Europa.

Intervista Alberto Naska correre esclusiva
Alberto Naska durante Gara 2 di FX Pro al Mugello – Antonio Spina per F1inGenerale

Sono sempre di corsa, in questi giorni“, ci dice Alberto Naska mentre ci avviamo verso un angolino più isolato della sala stampa del Mugello. Ha da poco concluso le prime due gare del suo doppio impegno toscano: l’una in FX Pro Series, a bordo delle Tatuus T014, l’altra in Lotus Cup, con una Elise Cup PB-R. Due vetture diversissime, affrontate e domate a distanza di poche decine di minuti l’una dall’altra.

Per passare da una macchina all’altra, all’inizio, devi farlo in modo razionale. Devi dire al tuo cervello ‘ora devi frenare qua’. Dopo qualche giro ti riabitui e vai in automatico, ma è difficile farlo sin dal primo istante. In queste categorie in cui posso correre due gare nello stesso giorno, comunque, comincio ad avere una certa esperienza e mi ci sto abituando“.

Un po’ di sfortuna di troppo

Non so bene cosa sia successo in partenza – ci confida Alberto, dopo il brutto avvio di Gara 1 in FX Pro – Avevo fatto la pole e mi sentivo bene la macchina. Ho provato tre partenze nel weekend, sempre tutto apposto, e in quella decisiva la macchina ha stallato. Mi hanno detto che con queste vetture può succedere, dalla telemetria dovrò capire se ho sbagliato qualcosa io. Dopo, comunque, ho rimontato bene“.

Intervista Alberto Naska correre esclusiva
La Lotus di Alberto Naska durante il weekende del Mugello – Antonio Spina per F1inGenerale

A forza di cambiar macchine, non mi ricordo mai dove si accendono!“, scherza, con una giovialità che non perderà per tutta la durata dell’intervista. La sfortuna, però, non gli ha concesso tregua neanche nella prima gara in Lotus.

Ho saltato le Libere 1 per un problema tecnico, poi anche le Libere 2 per lo stesso motivo. Abbiamo cambiato centralina in qualifica, ma il problema non era lì e dopo tre giri ho spaccato il motore. Per la gara abbiamo portato un’altra macchina con cui sono riuscito a fare i miei primi giri. Ho preso il primo, ma poi ha iniziato a volare e ha continuato a chiudermi, è stata una bella sfida“.

Sogni, obiettivi, realismo

Correre in auto è uno sport crudele, che richiede uno sforzo economico non alla portata di tutti. Alberto Naska lo sa ed è molto realista quando affrontiamo il tema: “Il consiglio per i giovani è sempre il solito: trovare budget. È inutile girarci intorno, se non hai i soldi non corri. Anche per trovare grandi finanziatori, devi prima spendere tanti soldi per farti notare sui kart“.


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Il bello di Formula X Italian Series, dei campionati che corro io, è che mettono a disposizione categorie low budget. Non è comunque uno sport per chi non riesce ad arrivare a fine mese, ma non si tratta neanche di dover spendere centomila euro per correre. Con un po’ di sacrificio e qualche sponsor, chiunque può riuscire a correre una stagione“.

Guardando al futuro, gli chiediamo se sogna di poter fondare un suo team in cui far correre appassionati o giovani di talento: “La risposta ti stupirà, ma è no. Farei un progetto del genere con l’ambizione di correre un Mondiale, ma a quel punto servirebbero tantissimi soldi. Se li avessi, preferirei spenderli per me, per correre. Vorrei correre per tanti anni, non vedere gli altri che corrono. Però, nella vita, mai dire mai“.

Foto Copertina: Alberto Naska on Facebook

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