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F1 | Crashgate Singapore 2008: lo scandalo raccontato da un’altra prospettiva

Cyril Abiteboul, all’epoca direttore dello sviluppo commerciale Renault in Formula 1, ha rivissuto il famoso crashgate nel GP di Singapore 2008 che vide protagonista Nelson Piquet Jr.

Sono passati ormai 15 anni dal famoso crashgate di Singapore nel 2008, eppure risulta ancora un argomento tremendamente attuale ancora oggi. Cyril Abiteboul, all’epoca direttore dello sviluppo commerciale Renault in Formula 1, ha infatti rivissuto dal suo punto di vista lo scandalo che investì la scuderia francese una volta emersa la verità nel 2009, con Flavio Briatore che venne radiato a vita dallo sport.

Abiteboul crashgate Singapore 2008
Abiteboul racconta la sua versione del crashgate di Singapore nel 2008 © F1

Abiteboul racconta la sua versione del crashgate di Singapore nel 2008

Con un piano perfettamente architettato a tavolino, Flavio Briatore e Pat Symonds, ai tempi rispettivamente team principal e direttore degli ingegneri Renault, ordinarono a Nelson Piquet Jr. di provocare volontariamente un incidente in un punto strategico del circuito, causando l’uscita della Safety Car e permettendo a Fernando Alonso di trarre un enorme vantaggio.

Lo spagnolo, proprio grazie all’incidente del compagno di squadra, andò poi a vincere quel gran premio, ma ciò che venne fuori un anno più tardi fece scoppiare una delle controversie più feroci nella storia della Formula 1.

A distanza di 15 anni dal fattaccio, Abiteboul ha voluto raccontare quanto successo dal suo punto di vista: “Era un momento in cui bisognava assumersi le proprie responsabilità”, afferma il francese al podcast Dans La Boîte À Gants.

”Flavio e Pat erano le menti di questa azienda e sono stati gli unici a cadere. Il resto del team è riuscito a sopravvivere, anche se in termini di reputazione è stata l’unica volta in cui la Renault è stata sulla copertina del New York Times. La domanda è se questa sia stata davvero una buona pubblicità o meno”.


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Il tecnico francese ha rivelato di non aver saputo nulla sull’intenzionalità dell’incidente fino al giorno in cui lo scandalo venne alla luce nel 2009: “All’epoca ero un valido idiota. Non avevo idea di cosa stesse succedendo”.

”All’epoca pensavamo che fosse fantastico e la vita andò avanti. I contratti erano già stati stipulati, ma è nella primavera del 2009, quando la storia è venuta alla luce, ho capito cosa era successo e ho dovuto affrontare le questioni legali. Sono stato io a coordinare le indagini con gli avvocati”.

“Eravamo nel bel mezzo delle trattative e dovevamo discutere della permanenza di Piquet. Quel fine settimana a Singapore, finì a muro e Alonso ebbe la strategia giusta, che finì per consegnarli la vittoria. Durante quel GP, abbiamo visto molta tensione nella squadra”.

Lo scandalo è tornato di moda proprio quest’anno grazie a Felipe Massa, il quale ha intrapreso una dura battaglia legale per sovvertire l’esito del mondiale 2008. Secondo il brasiliano, infatti, quel GP di Singapore si rivelò decisivo per l’assegnazione al titolo, con lo stesso Bernie Ecclestone che ha rivelato di aver insabbiato la cosa nonostante ne fosse pienamente al corrente.

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