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F1 | UFFICIALE: Red Bull emette il verdetto definitivo sullo scandalo Horner

L’investigazione lanciata da Red Bull su Christian Horner non ha sortito alcun effetto, con il britannico che continuerà a svolgere (almeno per ora) il proprio incarico

Dopo un mese di rumors e di polemiche, l’indagine condotta da Red Bull per far luce sul caso Horner si è concluso alla fine con un nulla di fatto. Il manager di Leamington Spa, che è arrivato in Bahrain in serata e che non prenderà parte alla conferenza stampa riservata ai team principal nella giornata di domani, è stato infatti scagionato da tutte le accuse, anche se la sua permanenza come team principal resta ancora in dubbio.

“L’indagine indipendente sulle accuse mosse al signor Horner è stata completata e Red Bull può confermare che il reclamo è stato respinto”, rende noto Red Bull. ‘‘Il denunciante ha il diritto di ricorrere in appello. Red Bull è certa che l’indagine sia stata equa, rigorosa e imparziale”.

”Il rapporto dell’indagine è confidenziale e contiene informazioni private delle parti e dei terzi che hanno assistito all’indagine, pertanto non commenteremo ulteriormente per rispetto di tutti gli interessati.”

Horner indagine Red Bull
L’indagine lanciata da Red Bull su Christian Horner non ha sortito alcun effetto © F1

Il caso Horner si conclude con un nulla di fatto

Riavvolgiamo il nastro e facciamo un passo indietro per ricostruire la vicenda. Lunedì 5 Febbraio, il De Telegraaf aveva lanciato una clamorosa indiscrezione in merito ad alcuni presunti ”comportamenti inappropriati” da parte di Horner nei confronti di una dipendente del team, con i rumors che sarebbero emersi durante la gara di sci di Hahnenkamm a Kitzbühel.

Red Bull ha preso atto della cosa, rendendo pubblica la seguente nota:  “Dopo che l’azienda è stata informata di alcune recenti accuse, è stata avviata un’indagine indipendente. L’azienda prende molto sul serio queste questioni. L’indagine sarà completata il più rapidamente possibile. Non sarebbe opportuno commentare ulteriormente in questo momento”.

Successivamente, la Bild ha aggiunto il carico da novanta, rendendo noto che Horner avrebbe mandato foto e messaggi compromettenti alla dipendente in questione, con quest’ultima che avrebbe denunciato la faccenda al quartier generale Red Bull a Fuschl.

L’avvocato esterno ingaggiato da Red Bull ha sottoposto Horner a un lunghissimo interrogatorio in data Venerdì 9 Febbraio nel centro di Londra. Un colloquio durato addirittura oltre le otto ore, ma senza che ciò abbia portato ad alcun esito.


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Un’altra bomba mediatica è scoppiata una settimana più tardi, quando Erik Van Haren, colui che per primo aveva fatto emergere il caso, ha parlato di un tentativo da parte di Horner di insabbiare le indagini, con gli avvocati dell’inglese abbiano inviato una lettera offrendo circa 760.000 euro in cambio del ”silenzio” del giornalista olandese.

Horner ha continuato a respingere tutte le accuse, presenziando anche al lancio della RB20 il 15 Febbraio, avendo potuto contare fino all’ultimo sull’appoggio della famiglia Yoovidhya, proprietaria del 51% delle quote di Red Bull GmbH.

Si conclude così una delle vicende più grottesche e paradossali degli ultimi anni, almeno per ora. Ci sarà adesso da capire se la dipendente vittima del presunto scandalo impugnerà la questione sul lato legale, e se la permanenza di Horner avrà un impatto anche dal punto di vista dell’immagine della scuderia.

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