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F1 | Procede senza sosta l’obiettivo net zero in Formula 1 entro il 2030: a che punto siamo?

Ellen Jones, responsabile del settore ESG della Formula 1, ha reso noto i progressi della Formula 1 nel raggiungimento dell’obiettivo del net zero nella classe regina entro il 2030.

Ellen Jones, responsabile del settore ambientale, sociale e di governance della Formula 1, ha reso noto i progressi della Formula 1 nel raggiungimento dell’obiettivo del net zero nella classe regina entro il 2030. Nonostante manchino ancora sette anni al limite massimo imposto nel Novembre del 2019, arrivano già risultati molto positivi a livello di riduzione di emissioni nella classe regina e non solo.

Formula 1 net zero
Obiettivo net zero per la Formula 1 entro il 2030: a che punto siamo? © motorsport.com

Obiettivo net zero per la Formula 1 entro il 2030: a che punto siamo?

“Net zero entro il 2030 significa che stiamo riducendo le nostre emissioni di almeno il 50%”, ha dichiarato Ellen Jones, responsabile del settore ESG della F1.  “Siamo nel 2023, abbiamo sette anni. Ciò significa molto lavoro da fare. E dobbiamo utilizzare le tecnologie disponibili oggi”.

“La nostra ultima carbon footprint risale al 2021. E si trattava di una riduzione del 17% rispetto alla nostra base di riferimento del 2018. È fantastico. Ma bisogna assicurarsi di essere comparabili di anno in anno, dato che abbiamo avuto stagioni consolidate e cambiamenti. Stiamo quindi raccogliendo i dati relativi al 2022″.

Nonostante gli ottimi risultati risalenti a due anni, la Formula 1 continua a fare balzi da gigante, nel tentativo di rendere la categoria a ruote scoperte più famosa al mondo sempre più green. Un altro dei punti chiave nel raggiungimento del net zero sarà rappresentato dall’introduzione di carburanti eco-sostenibili, che coinciderà con il debutto delle nuove power unit nel 2026.

“La nostra strategia di sostenibilità si basa su tre pilastri fondamentali”, prosegue Jones. “Il primo è essere a zero emissioni di carbonio entro il 2030. Il secondo è ospitare eventi più sostenibili. Il terzo è garantire che il nostro sport sia più diversificato e inclusivo”.

”Quindi, quando guardiamo a zero emissioni entro il 2030, cosa significa? Significa che stiamo riducendo le nostre emissioni assolute del 50%. Significa che entro il 2026 avremo combustibili sostenibili. Inoltre, significa anche che stiamo responsabilizzando e coinvolgendo il nostro sport in generale sulle azioni dirette che possono intraprendere per ridurre la loro carbon footprint”.

Formula 1, scuderie ed addetti ai lavori impegnati per massimizzare la sostenibilità

Sono tre, dunque, gli ulteriori pilastri su cui la Formula 1 starebbe puntando forte per ridurre al minimo le emissioni. Il raggiungimento del net zero, secondo la Jones, starebbe riguardando l’intero circus, con team ed addetti ai lavori impegnati per valorizzare al massimo la sostenibilità ambientale.

“Tutti i 10 team, tutti i promotori delle gare, la logistica della F1 stanno cercando di capire come ridurre le emissioni di CO2. Ci sono alcuni cambiamenti che si possono fare rapidamente, come passare a una tariffa per l’energia rinnovabile, che noi come F1 abbiamo nei nostri uffici e tutti i 10 team di F1 hanno fatto”.

“Ci sono altri cambiamenti importanti come la trasmissione a distanza, che cambia il modo di operare in termini di attività che prima si svolgevano in pista e che ora possono essere svolte nel Kent. Gran parte della produzione non richiede più spostamenti da parte del personale. Se si considera la materialità della nostra carbon footprint, meno dell’1% è costituito dal carburante per le auto da corsa”.

Focus sulla logistica per accelerare il raggiungimento del net zero

“È un pezzo importante di carburante sostenibile, in modo da poter esaminare le innovazioni tecniche che hanno un impatto su tutto il parco auto globale”,  aggiunge Jones. ”Ma quando dico come faremo a raggiungere il net zero entro il 2030, due terzi della nostra impronta sono costituiti dalla logistica dei viaggi”

”Quando si tratta di arrivare a zero emissioni entro il 2030, si tratta di capire come cambiare materialmente le nostre operazioni per spedire meno, per viaggiare più leggeri su una distanza più breve, per assicurarci che ciò che viaggia sia leggero, rivisto, e che possa essere di provenienza locale”.

“Queste sono le azioni che non dipendono dai cambiamenti tecnologici, ma da un cambiamento culturale di ogni singolo individuo della F1, che deve capire qual è il suo ruolo e in che modo le sue decisioni influiscono sul nostro obiettivo complessivo di zero emissioni entro il 2030. Le innovazioni tecnologiche sono fantastiche e ci aiutano a fare quei salti anziché quei passi”.

Formula 1 si è impegnata molto recentemente per rendere gli spostamenti e la logistica in generale sempre più efficente e meno inquinante. Un chiaro esempio in questo è rappresentato dalla collaborazione con DHL, avendo optato per mezzi di trasporto aereo più efficienti ed aver implementato una rete di camion alimentati a biocarburante.

“Quando si parla della nostra carbon footprint, ci sono tre leve fondamentali. Come facciamo a ottenere queste riduzioni? La prima è la distanza percorsa, la seconda è la modalità e la terza è la quantità che viaggia”.


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“E dobbiamo rispondere a tutti e tre questi aspetti. E per quanto riguarda il modo in cui si realizza un mondiale di F1, ovviamente lavoreremo su ogni singolo aspetto. Ci sono risposte diverse a seconda dei vari pezzi di equipaggiamento. Può essere trasportato via mare? Può andare in un hub regionale? 

“Dal punto di vista del calendario, comprendiamo perfettamente che la razionalizzazione è un obiettivo fondamentale. Ed è un obiettivo che Stefano Domenicali, il nostro CEO, ha sostenuto. È anche una partnership con i nostri promotori”.

Concludendo, Jones afferma: “Quando si ha un calendario e una data, può essere un argomento molto sentito. È una festa, lo è sempre stata. Ma dobbiamo portarli con noi in questo percorso di cambiamento, in modo da poter ospitare eventi più sostenibili, ridurre la nostra carbon footprint e bilanciare tutte queste variabili”.

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