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F1 | L’aneddoto che non t’aspetti: Barrichello, Schumacher e… Una macchina per scoregge

Rubens Barrichello, Michael Schumacher e una macchina per le scoregge: un nuovo aneddoto sulla F1 da aggiungere alla collezione.

Quella volta che Rubens Barrichello fissò una macchina per scoregge sotto la sedia di Michael Schumacher, durante un briefing di F1. A raccontare il curioso aneddoto è il pilota brasiliano, intervenuto al “Flow Podcast”. Barrichello, compagno del tedesco in Ferrari dal 2000 al 2005, ha ammesso di aver sempre voluto dare al figlio un’immagine di grande sobrietà, ma di essersi molto divertito nei suoi anni da pilota.

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Rubens Barrichello ha guidato per Ferrari in F1 dal 2000 al 2005 – Scuderia Ferrari

Talvolta si fa fatica a trasporre nel mondo reale quelli che sono gli eroi della Formula 1. Li si immagina glaciali domatori di mostri meccanici, costantemente al limite delle umane capacità, lottando contro il pericolo che è sempre dietro l’angolo. La verità è ben diversa e cela, spesse volte, delle personalità del tutto umane e finanche “bambinesche”.

Una volta comprai una macchina per scoregge – racconta Rubens Barrichello, vincitore di 11 Gran Premi di Formula 1 – La misi sotto la sedia di Michael Schumacher, durante un briefing. Quello era il mio livello! Era una cosa piccola, grande quanto un telefono, che emetteva una sequenza di scoregge. A Vettel piacque molto, parla ancora di quell’aggeggio!“.


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Lo stesso Michael Schumacher, comunque, sapeva come divertirsi. “Eravamo ad una festa, stavo parlando con Andy Priaulx – ricorda Jason Plato, leggenda del Turismo britannico, al “The Late Brake Show” – Ad un certo punto mi dice di tener d’occhio [Michael Schumacher], che aveva uno sguardo particolare. Dopo un po’, dal nulla, Michael mi infila le mani nella tasca dei pantaloni e me ne strappa di netto una gamba!“.

La serata proseguirà poi con Schumacher che usa i pantaloni di Plato a mo’ di bandana e l’intera sala che finisce per strapparsi gli abiti di dosso. Un aneddoto che basterebbe per ricordare a tutti che questi ragazzi, infondo, non sono poi tanto diversi da noi.

Foto Copertina: Scuderia Ferrari

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