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F1 | Blistering e graining gomme, qual è la differenza?

II termini “blistering” e “graining” sono molto utilizzati in F1 e sono legati a comportamenti anomali dello pneumatico. Analizziamo questi fenomeni per capire da cosa vengono causati, che conseguenze hanno sulla vettura e come possono essere limitati.

Il tema gomme è un aspetto sempre molto delicato in F1 in quanto lo pneumatico è l’unico mezzo di contatto tra la vettura e l’asfalto ed è dunque sottoposto a tutti i carichi della vettura.  Il comportamento della mescola inoltre è molto influenzato dall’assetto vettura, dalle temperature e da tanti altri fattori. L’insieme di questi fattori può causare condizioni operative non ottimali per le gomme e dunque possono causare i fenomeni di blistering e graining. In questo articolo vogliamo analizzarli per capirne le differenze e da cosa vengano causati.

Blistering e Graining gomme
Dettaglio di uno pneumatico anteriore McLaren – Copyright: Bearne / XPB Images

Alla base di blistering e graining gomme: com’è fatto uno pneumatico Formula 1?

Prima di andare ad analizzare i fenomeni del blistering e graining gomme è importante capire com’è costruito uno pneumatico F1. La struttura è divisa in tre parti principali: la carcassa, il battistrada ed il gas secco. La carcassa è quella che costituisce le “fondamenta” dello pneumatico ed è realizzata in kevlar. Essa è collegata al cerchio tramite le cinture, o spalle, dello pneumatico (le parti laterali). Il gas per il gonfiaggio è inserito nell’ intercapedine tra carcassa e cerchio. Si tratta di un composto a base di azoto ed è definito “secco” poiché non deve esserci umidità in modo da evitare eventi di condensazione. Infine c’è il battistrada, la parte di gomma che effettivamente va a contatto con l’asfalto e che è soggetta ai carichi ed usura.

Schema costruttivo di uno pneumatico F1 – Credits: Giorgio Piola, modifiche: F1inGenerale

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Blistering

Il termine “blistering” in inglese significa “vescica” e questo nome da un’idea di come si verifica il fenomeno. La zona di interesse è quella di contatto tra la parte superiore della carcassa e quella inferiore del battistrada. Quando le temperature della gomma sono troppo elevate possono formarsi delle bolle d’aria tra il battistrada e la carcassa. Le bolle si fanno strada verso l’esterno del battistrada ed escono dallo pneumatico causando il distacco di zone di battistrada. Questo causa la formazione di buchi, o appunto “vesciche”, sulla superficie esterna della mescola.

La causa principale di questo fenomeno è solitamente da cercare nell’assetto vettura. Lo pneumatico tende a scaldarsi ed a “blisterare” quando l’aderenza della monoposto è scarsa. Inoltre anche una temperatura elevata dell’asfalto o uno stile di guida aggressivo favoriscono la formazione del blistering. Generalmente questo non causa perdita di prestazione ma un’usura maggiore dello pneumatico che dunque arriverà a fine vita più in fretta.

Graining

Il graining è un fenomeno che si innesca sul battistrada dello pneumatico sopratutto in condizioni di pista non gommata. La vettura inizia a scivolare e sulle gomme vengono a crearsi dei riccioli che restano attaccati alla superficie esterna della mescola e ne diminuisco ulteriormente l’aderenza. Questo problema causa una perdita di prestazione e difficilmente può essere fermato una volta innescato. Inoltre anche il carico aerodinamico e le temperature giocano un ruolo fondamentale. Se la vettura è scarica è più facile che cominci a scivolare in curva sollecitando la gomma e creando i riccioli. Temperature basse invece non permettono allo pneumatico di entrare nella sua corretta finestra di utilizzo e dunque di fornire il grip necessario. Questo provoca ancora uno scivolamento della monoposto che innesca il fenomeno del graining. Proprio per questo motivo spesso le squadre chiedono ai propri piloti di mettere bene in temperature la gomme prima di iniziare a spingere al massimo.

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Dettaglio di una gomma di F1 – Credits: Red Bull Content Pool

Le squadre devono dunque prestare la massima attenzione alla gestione degli pneumatici. L’utilizzo del corretto working range può evitare i problemi di blistering e graining gomme e dunque garantire una migliore prestazione in pista.

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