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F1 | Di nuovo la Rai in Formula 1? – Intervista ESCLUSIVA a Stella Bruno

Durante l’intervista con Stella Bruno non è potuto mancare il ricordo degli anni in Formula 1 della Rai. Ripercorriamo insieme alcuni dei passaggi più belli della sua carriera.

La storia tra Rai e Formula 1 è iniziata diversi anni fa, con la televisione nazionale che ha raccontato i migliori anni della massima serie e di Ferrari. Nel corso della conversazione abbiamo toccato diversi temi, dai nuovi circuiti alle nuove sfide che vedono coinvolta la televisione nazionale in F1. Ripercorriamo insieme gli anni della Rai in Formula 1 in questa intervista con Stella Bruno.

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Gli anni più belli della Rai in Formula 1 – @Ferrari

Nell’ultimo periodo abbiamo visto che tornerà Madrid nel 2026. Con il crescente numero di cittadini, non c’è il rischio di perdere l’essenza di questo sport che ha iniziato negli autodromi?

“Allora, bisogna capire quale essenza cerchiamo, quella che diciamo noi è durata fino ai primi anni del 2000, forse fino al 2010. Poi, l’avvento della PayTV voluto da Ecclestone, e Liberty media dopo, la Formula Uno è diversa. Adesso sì cercano grandi masse e, per esempio, non c’è solo Madrid ma c’è anche Zanzibar. Uno degli obiettivi principali di Liberty Media è raggiungere quante più persone giovani possibili e svecchiare un po’ la F1. I risultati parlano chiaro, gli spettatori sono tornati, dopo tanto tempo, a riempire gli spalti ed è una cosa bellissima”.

“Devo dire che Stefano Domenicali sta facendo un ottimo lavoro, però la F1 di quei tempi era diversa. Insomma, aveva altri tipi di ideali, altri tipi di eroi e non sono più paragonabili. Le gare possono cambiare, ma questa Formula Uno è un’altra cosa. Non possiamo assolutamente cercare l’anima di allora in quello che vediamo oggi. Però certi circuiti tradizionali come Montecarlo, Silverstone e Monza esistono ancora e sicuramente e lavorano per rimanere. La F1 ha comunque una sua matrice che comunque esiste sempre”.


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Quali sono i ricordi più belli nella tua carriera all’interno del paddock di Formula 1?

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Ferrari F2004 – Foto: Ferrari

“Indubbiamente questa successione di vittorie Ferrari era una cosa unica. Cioè, tu andavi in circuito già sapendo che potevi vincere e poi effettivamente vincevi. Era un continuo festeggiamento da parte non solo del pilota ma di veramente di tutta la squadra e di tante persone. In giro per il mondo tutto il tifo era per la Ferrari. Ecco, adesso ci sono tanti tifosi, per esempio di Verstappen con tanti Orange, prima invece, le tribune erano tutte rosse, non c’è niente da fare”.

“Ricordo in Austria i primi periodi dopo l’acquisizione dell’ex A1 Ring da parte di Red Bull, si fece di tutto per interrompere questo mare di cappellini rossi. E allora, siccome la bandiera dell’Austria è bianca e rossa, hanno distribuito nelle tribune cappellini bianchi per fare finta di omaggiare l’Austria e non Ferrari. Una scena veramente divertente. Era proprio dovunque, in America, in Oriente, in Sud America il tifo era Ferrari, quindi ti sentivi proprio, diciamo in pole position. Ecco, stare vicino a questa squadra e avere un campione come Schumacher era bellissimo”.

Abbiamo parlato adesso della carriera in Rai. C’è la possibilità di vedere la televisione italiana di nuovo nel Circus?

“Guarda questo è uno degli obiettivi di Stefano domenicali. Lui proprio vorrebbe tornare in tutte le televisioni nazionali, devo dire non solo nella Rai ma anche nella BBC. Secondo me c’è la possibilità però è una trattativa lunga, difficile, soprattutto per quanto riguarda la Rai. Ci vuole una Ferrari vincente e se non lo è non è molto sostenibile per i costi che ha. È sicuramente una cosa in perdita. Invece se alla fine del Gran Premio c’è l’inno italiano c’è comunque la Ferrari che è una nazionale rossa, diciamo che vince, allora va bene. Con una Ferrari così non è nemmeno pensabile iniziare la trattativa”.


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