Formula 1

F1 | Due chili di muscoli in meno: così Sainz ha vinto in Australia

I segreti dietro l’impresa di Carlos Sainz in Australia: dall’ospedale alla riabilitazione, così il pilota Ferrari è riuscito a vincere a Melbourne.

Quindici giorni prima era in ospedale, e domenica ha vinto in Australia: come è riuscito Carlos Sainz a portare a termine questa impresa?

Non chiamatelo eroe: il madrileno è un professionista. Lo ha dimostrato già quando, il giorno successivo all’operazione per appendicite, si è presentato al paddock a Jeddah, contro il parere dei medici. Doveva esserci per supportare la Ferrari, il suo compagno di squadra Charles Leclerc, e il suo sostituto Oliver Bearman.

Credits: Scuderia Ferrari

La riabilitazione per Sainz non è stata affatto semplice. El Mundo racconta i dettagli della sua ripresa, partendo proprio dal giovedì all’Albert Park. Il pilota #55 si è presentato nel paddock australiano con due chili di muscoli in meno, e appariva debilitato. Il fisico sembrava non reggerlo: ci sono immagini e video che lo ritraggono mentre cammina a rilento.

La sua condizione di disagio è peggiorata durante le FP2, ma è riuscito comunque a brillare durante le qualifiche del sabato, che lo hanno portato a prendersi la seconda posizione sulla griglia di partenza.

La riabilitazione di Sainz per l’Australia

Pierluigi Della Bona, fisioterapista di Sainz a partire da quest’anno, ha stabilito degli obiettivi per far sì che lo spagnolo tornasse in pista il prima possibile. Bisognava innanzitutto accelerare la guarigione. A questo proposito, è stato utile la camera iperbarica, con cui si ottengono risultati ottimali in termini di ossigenoterapia.

Con un sangue più ricco di ossigeno, il gonfiore della ferita diminuisce. Allo stesso tempo, aumenta la protezione contro le infezioni. Oltre a questo, Sainz ha fatto uso di un altro macchinario che genera onde a radiofrequenza. Si tratta di una tecnica non invasiva che permette il riassorbimento dell’edema, producendo anche un effetto analgesico per il dolore.

Non solo macchinari: Della Bona ha tenuto sotto controllo gli esercizi fisici del pilota. Niente pesi, e una dieta essenziale, data la perdita di massa muscolare.

Anche la Ferrari ha avuto un suo ruolo nel processo di riabilitazione di Carlitos. Gli ingegneri hanno apportato alcune modifiche al sedile, al pedale del freno, e alla cintura di sicurezza per impedire che la fibbia non sfregasse troppo sulla ferita all’addome. Gli uomini di Vasseur hanno inoltre aggiunto una sorta di materiale morbido, simile a una spugna, per attutire la pressione nell’abitacolo.

Crediti immagine di copertina: Formula1.com

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