Formula 1

F1 | Ferrari – Australia come Jeddah: perchè la Rossa non riesce a migliorarsi nel Q3

Dopo Jeddah, anche in Australia Leclerc e Sainz non migliorano il tempo fatto in Q2: le ragioni dietro alle difficoltà della Ferrari.

Al netto di un miglioramento di oltre un secondo rispetto allo scorso anno, in casa Ferrari rimane la consapevolezza che la Pole Position in Australia era alla portata. 

Lo era sicuramente per Carlos Sainz. Lo spagnolo, eroico secondo nonostante i dolori post operazione, nel suo miglior tentativo era davanti a Verstappen di circa due decimi. Una forzatura nel cambio di direzione tra curva 9 e 10, dove Carlos ha lasciato oltre tre decimi, ha poi impedito al #55 di prendersi la Pole.

Ferrari Australia
Dopo Jeddah, anche in Australia la Ferrari non si migliora nel Q3. Credits: Scuderia Ferrari Media

Discorso differente per Leclerc. Il monegasco ha deciso di rischiare, modificando l’incidenza dell’ala anteriore della sua SF-24 prima del Q3.

Una scelta anzitutto positiva, che denota una certa fiducia del #16 nella sua Ferrari ma poi rivelatosi controproducente in pista. La vettura, infatti, ha iniziato a soffrire di sovrasterzo, con Leclerc ha poi scelto di abortire il giro dopo un doppio errore in curva 7 e 9.

Ferrari: nessun miglioramento nel Q3 in Australia

Ma un dato stona su tutti. Come in Arabia Saudita, anche in Australia i due piloti del Cavallino non hanno saputo migliorare il proprio tempo tra Q2 e Q3. 

Nella seconda parte delle Qualifiche, Leclerc e Sainz hanno girato rispettivamente in 1.16.304 e 1.16.189. Nel Q3 lo spagnolo ha migliorato di soli 4 millesimi (1.16.185) mentre Leclerc ha addirittura perso 131 millesimi (1.16.435).

A Jeddah, come ricorderete, a frenare la Ferrari di Leclerc (sull’altra Rossa c’era Bearman) erano state le difficoltà nel mettere in temperatura dell’asse posteriore.

Un problema che abbiamo definito come il primo vero e proprio difetto della Rossa e che a Maranello hanno deciso di contenere adottato un’ala più carica al retrotreno. 


Leggi anche: F1 | Qualifiche GP Australia – Sintesi: Verstappen in Pole, eroico Sainz secondo, delude Leclerc


Anche a Melbourne Ferrari ha optato per un assetto più carico rispetto a Red Bull. Da qui deriva il vantaggio della RB20 nel dritto (al netto di un’efficienza al top) ma anche il conseguente sottosterzo nel T3 per la monoposto di Milton Keynes. 

Nell’ultimo settore è la Ferrari a farla da padrone, con un assetto che, nelle libere, è sembrato più gentile con le gomme rispetto a Red Bull. La monoposto anglo-austriaca, infatti, ha sofferto di graining durante le prove, fenomeno che potremmo rivedere in gara.

Quanto al mancato miglioramento, più che dai limiti della monoposto, a Melbourne la ragione è da ricercarsi negli errori dei piloti. 

Sainz, come detto, aveva la Pole alla portata prima di curva 9. Leclerc ha esagerato, ritrovandosi alle prese con una SF-24 sovrasterzante che l’ha relegato in quinta.

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