Formula 1

F1 | Ferrari – Bearman e quell’abbraccio con papà che ci riporta a Senna…

Bearman-Senna, cosa ha in comune questo binomio? La Ferrari no di certo, eppure un gesto, tanto normale quanto ricco di significato ha riportato i tifosi a più di trent’anni fa.

Dopo aver concluso in settima posizione il primissimo GP di F1 della sua vita il pilota, appena diciottenne, ha infatti abbracciato il padre sotto gli occhi sbalorditi di tifosi e Ferrari.

Bearman Senna Fonte: Motorsport.com

Lo sguardo teso a scrutare ogni singola curva, ogni movimento di quella Ferrari che sfreccia, le braccia conserte; appare così il signor Bearman, papà di Oliver, appariva così Milton Da Silva, papà di Senna. Sono i “Genitori ad alta velocità” quelli a cui della vittoria interessa relativamente, per prima cosa vogliono veder scendere dalla vettura quanto di più prezioso hanno.

Mentre tutto il mondo vede un diciottenne prodigio, loro rivedono, quasi sicuramente il bambino che era, mentre tutto il mondo acclama la venuta del prossimo “Schumacher o Senna” loro tremano. Bearman ha 18 anni, e ha già disputato il primo GP di Formula 1 con la Ferrari, Senna ne aveva qualcuno in più e anche lui come Oliver come primo pensiero dopo la gara corse tra le braccia di quel padre che lo seguiva in giro per il mondo.

Un parallelismo che in tanti sperano non sia solo sentimentale. Dopo la prestazione fatta la scorsa domenica, infatti, in molti hanno visto nel giovane una speranza per quella Ferrari che arranca e che dal 2025 vedrà tra le sue fila Hamilton.

Terribilmente umani

Se per conoscere il futuro professionale del giovane, è decisamente troppo presto, è altrettanto impossibile che la mente di qualsiasi appassionato non torni al 1984, anno del debutto di Senna e a quegli abbracci che Magic si scambiava subito dopo la gara con Milton, passando anche solo per un attimo da campione a bambino. E forse il punto è proprio questo, amiamo lo sport non solo per sorpassi al cardiopalma e piloti dalle doti tecniche impeccabili, amiamo lo sport anche per le storie, per gli esseri terribilmente umani che si celano dietro i caschi. Grazie Oliver, grazie Ayrton.

Immagine in evidenza: Scuderia Ferrari

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