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F1 | Ferrari, gestione della power unit diversa da Red Bull e McLaren?

A Imola una differenza tra Ferrari, Red Bull e McLaren potrebbe essere stata nelle gestione della parte elettrica della power unit.

Sulla pista di Imola la SF-24 ha sofferto parecchio il primo settore rispetto alle rivali. Oltre alla scia presa in qualifica da Vertstappen, il gap di Ferrari potrebbe derivare da una differente gestione dell’elettrico della power unit rispetto a Red Bull e McLaren.

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Charles Leclerc ha posto l’attenzione su una diversa gestione dell’elettrico rispetto ai rivali © Scuderia Ferrari

L’indizio che potrebbe trattarsi di questo aspetto è arrivato da Charles Leclerc al termine del GP di Imola. Il monegasco infatti ha riscontrato delle anomalie durante l’analisi dati.

“Guardando i dati, c’è qualcosa che Red Bull e McLaren fanno di strano sulla strategia del motore. Questo fa si che noi perdiamo tutto il tempo dagli altri in rettilineo”.

“In curva poi siamo veloci come loro, se non di più. Dovremo analizzare quell’aspetto. Una volta che sistemeremo quella cosa, credo che in gara ci saremo. Dobbiamo mettere a posto la qualifica. Quello che è successo ora per noi è abbastanza chiaro”.

Strategie diverse tra Ferrari, Red Bull e McLaren?

Ricordiamo che ora le squadre non possono più cambiare la mappatura del motore termico in qualifica. Non esiste più quindi il famoso “party mode” della Mercedes.

Tuttavia i team hanno la possibilità di intervenire sulla strategia di erogazione della potenza elettrica. Questa non è fissa per ogni gara ma viene studiata in modo specifico per il tracciato su cui si gareggia.

Il regolamento prevede un flusso dalla batteria al MGU-K di 4 MJ al giro. Il tutto si traduce in un plus di potenza elettrica di circa 160 CV.

Ogni squadra decide quindi la propria strategia di utilizzo di questa potenza. Ad esempio si può scegliere di erogarne di più in uscita dalle curve sacrificando un po’ le velocità massime a fine rettilineo. In questo modo però si può avere del clipping, ovvero la mancanza di potenza elettrica a fine rettilineo che fa plafonare “presto” la top speed.

Detto questo, è dunque plausibile ipotizzare che in Ferrari abbiano studiato una gestione della power unit non ottimale per il primo settore di Imola. Al contrario invece abbiamo visto una Rossa molto forte in trazione, specie all’uscita della Rivazza. Non è quindi utopistico pensare che in quella sezione di pista la SF-24 avesse un maggiore aiuto dalla parte elettrica.


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Anche osservando qualche dato delle precedenti qualifiche, si nota come Red Bull abbia sempre qualche chilometro orario in più a fine rettilineo.

Naturalmente questo potrebbe essere dovuto anche ad altri fattori, efficienza aerodinamica in primis. Le parole di Leclerc però accendono l’ipotesi che anche negli altri appuntamenti ci possa essere stata una differenza di gestione nell’elettrico.

Sulla pista di Monaco, dove Vasseur vuole mettere fine alla “maledizione” di Leclerc, non dovrebbero esserci grossi problemi. Tutti i team infatti useranno la batteria per fornire la maggior parte della potenza alle basse velocità. Inoltre la buona trazione mostrata fino ad adesso dalla Ferrari potrebbe permetterle di fare bene sulle strade del Principato.

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Copertina © Scuderia Ferrari

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