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F1 | FIA, così diventa imbarazzante: con i tombini non si scherza – Test Bahrain

Tombini assassini, altra sessione di test Bahrain di F1 fermata e altri grattacapi per la FIA: c’è bisogno di un cambio di passo.

La FIA deve svegliarsi, con i tombini non si scherza, anche durante i test del Bahrain di F1. Per il secondo giorno consecutivo, la sessione viene fermata per una griglia del sistema di drenaggio sollevata dalle monoposto. Una situazione che diventa preoccupante, mettendo a serio rischio anche l’incolumità dei piloti. Omologare un tracciato non deve essere uno scherzo.

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Carlos Sainz in pista in Bahrain – Scuderia Ferrari

Neanche il tempo di cominciare la stagione e già scoppia il primo scandalo tombini. Non è bastata la mattinata del giovedì, quando Charles Leclerc, Lewis Hamilton e poi ancora Charles Leclerc hanno sollevato (e poi colpito) una griglia del sistema di drenaggio in Curva 11. Al venerdì, ultimo giorno di test, ancora in Curva 11, un’altra griglia si stacca dal tracciato.

La faccenda si fa seria, inutile cercare di nascondere la polvere sotto al tappeto. Nessuno vuole negare che i tombini siano un problema “storico”, se vogliamo, del motorsport. I casi sono molteplici, la Formula 1 stessa, specialmente in tempi recenti, si è scontrata più volte contro questo problema. Eppure, la recidività della stessa circostanza nefasta non dovrebbe suggerire qualcosa alla Federazione?

Una Federazione che, va ricordato, è unica vera colpevole dei fatti del Qatar 2023: caldo asfissiante, piloti quasi svenuti nell’abitacolo e cordoli killer. È evidente che ci sia qualche errore procedurale nell’omologazione dei tracciati. Che sia semplice superficialità? Chi può dirlo. La cosa certa è che la settimana prossima, su questo stesso tracciato del Bahrain, si dovrà correre un Gran Premio.


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Le macchine sono troppo pesanti, per questo accade“, tuona Adrian Newey, che non perde mai occasione per lamentarsi dell’eccessivo peso delle monoposto. Un fondo di verità però c’è: se bisogna accettare che le forze generate da queste vetture sono incalcolabili e difficilmente replicabili nelle prove fatte su tombini, griglie e quant’altro, allora perché non cambiare le vetture stesse?

Perché non si tratta certo di perdere un’ora o più in riparazioni, durante una sessione. In ballo ci sono ragazzi che volano su questi tracciati ad oltre 300km/h. La Formula 1 è sempre stata rischio, ma il rischio deve derivare dalla velocità, non dalla noncuranza della gestione.

Foto Copertina: Independent – Getty

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