Formula 1

F1 | Finestra di funzionamento delle gomme “minuscola”? No, Pirelli spiega qual è la questione

Pirelli ha offerto la propria prospettiva rispetto alla finestra di funzionamento delle gomme in F1 ribattendo ad una considerazione di Lewis Hamilton.

In una Formula 1 in cui i gap sono estremamente ridotti, le squadre lavorano sui dettagli per estrarre fino all’ultimo millesimo e ogni fattore può fare la differenza. Nello specifico, uno degli aspetti sui quali ci si concentra spesso in F1 riguarda la finestra di funzionamento delle gomme Pirelli.

Lewis Hamilton Miami finestra gomme Pirelli F1 minuscola

In occasione del Gran Premio di Miami, al termine delle qualifiche Lewis Hamilton espresse le sue perplessità. Il pilota della Mercedes affermò che la finestra operativa degli pneumatici era “minuscola”.

D’altro canto, Pirelli guarda il problema da una prospettiva diversa. La casa italiana considera infatti rilevante la sopracitata vicinanza nelle prestazioni ed i distacchi minimi che separano tutte le squadre.


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Il capo degli ingegneri Pirelli, Simone Berra, si è fatto portavoce di questa ipotesi rispondendo alla critica mossa da Hamilton.

“Tutte le gomme hanno un picco ad un certo punto e la finestra operativa è pur sempre una semplice definizione. Prendiamo una certa percentuale di perdita di grip per definire tale finestra. Credo che anche in passato fosse lo stesso; probabilmente era meno critico perché il grado di dettagli è significativo al momento. Questo è il motivo per cui tutto è importante e messo in evidenza; in passato, 15-20 anni fa, avevi macchine separate da cinque o sette decimi e dunque non era così ristretto. Ora però la lotta è ben diversa: anche un decimo di secondo fa una grande differenza.” ha detto Berra ad Autosport.

“Sappiamo bene che la C4, e ovviamente con temperature particolarmente alte la C5, possono avere dei picchi di performance. Alcuni team sono meno in grado di altri nel riuscire ad estrarre tale picco. Parte di ciò è dovuto alle gomme, onestamente sì, ma parzialmente anche la macchina, le sospensioni, come sfruttano la performance del compound. Quindi è questione di entrambi i fattori.” ha aggiunto l’ingegnere italiano.

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