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F1 | GP Cina – Analisi pista: compromesso tecnico fondamentale nella sola prova libera -VIDEO

La Formula 1 è pronta per tornare in Cina sul tracciato di Shanghai, uno dei tracciati “storici” del campionato. Scopriamo questo “nuovo” circuito della Cina nella nostra analisi della pista.

A 5 anni dall’ultima apparizione nel calendario di F1, le monoposto più veloci sono pronte a sbarcare in Cina per il 5 appuntamento della stagione 2024. In cinque stagioni sono cambiate le vetture e i dati relativi al 2019 sono “inutili”. Tuttavia, pista e frenate sono rimasti invariati, con alcune modifiche al manto stradale per via dell’età. Scopriamo in questa analisi della pista il “nuovo” circuito di Shanghai, sede del GP della Cina.

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Anteprima della pista di Shanghai – @Pirelli

Lungo 5,451 km si sviluppa su 16 curve, molte di queste hanno una velocità di percorrenza bassa, mentre altre sono piuttosto veloci. Un mix che chiederà un assetto di compromesso tra rigidezza e morbidità, utile per non sovraccaricare le coperture. Queste saranno una componente fondamentale del weekend, Pirelli, per il Weekend cinese ha scelto di portare le “medie” di gamma, ossia C2, C3 e C4, ma dal 2019 sono cambiate moltissimo.

Nominalmente, si tratta della stessa selezione del 2019, ma lo scenario è molto diverso. Cinque anni fa erano ancora in uso gli pneumatici da 13 pollici, montati sulla precedente generazione di auto, che avevano un fondo piatto e un’aerodinamica completamente diversa da quella attuale. Di fatto, per i piloti, i team e la Pirelli, si tratta di ripartire da zero, visto che i riferimenti sono molto vaghi. A complicare ulteriormente le cose ci sarà, come sappiamo, il weekend con format Sprint che prevede una sola prova libera.


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Sarà quindi importantissimo valutare nei 60 minuti di prova il comportamento degli pneumatici sia sulla lunga che corta distanza. Inoltre, le squadre dovranno tenere in considerazione l’evoluzione della pista che sarà decisamente importante. Questo permetterà alle squadre di valutare degli assetti più votati alla prestazione pura senza sacrificare il passo gara, fondamentale quindi partire con un assetto giusto alla prima uscita, realizzato grazie al lavoro al simulatore. L’assetto aerodinamico dovrebbe prevedere delle ali con un medio carico, simile a quello visto a Melbourne, per conciliare al meglio le curve a bassa e medio-alta velocità. Importante l‘altezza da terra nella percorrenza di curva 13, una veloce piega a destra con alcuni gradi di banking.

A livello di freni, Brembo sarà sollecitata in pochi punti, con un picco massimo di stress in curva 14. Qui le monoposto possono raggiungere circa 320 km/h di velocità massima per poi passare a 72 km/h in poco più di 100 metri. Secondo i dati Bremo, la potenza frenante sviluppata è di 2.450 kW per una decelerazione di 4,7 G.

Crediti immagine copertina: Pirelli

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