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F1 | I segreti di Ferrari e le altre per battere Red Bull nel 2024

Red Bull spaventa, Ferrari rivoluziona ma agli inglesi non piace (tranne uno), McLaren vuole confermarsi e Aston rifarsi: il nostro parere sulle monoposto di F1 2024.

Ferrari Red Bull F1
Chi potrà battere Red Bull: Le speranze di Ferrari, Mercedes, McLaren e qualche sorpresa per il mondiale F1 2024.

Il tempo delle presentazioni è finito. E a cinque giorni dall’inizio dei test si può tracciare un primo bilancio. La domanda da cui siamo partiti è una: chi batterà Red Bull nel 2024? Nessuno, penserete. Ma non è così semplice. Ecco come Ferrari, Mercedes, McLaren e altre sorprese potranno mettere i bastoni tra le ruote a Newey & Co. 

Cambiamenti per battere la cumbia della noia – Matteo Beretta

McLaren vuole confermarsi davanti a Ferrari e Mercedes per insidiare Red Bull in questo mondiale 2024 di F1.

McLaren potrebbe essere la prima inseguitrice della Red Bull, specie le prime gare. Sono il team che ha dato più continuità al progetto e questo è sicuramente un vantaggio. Inoltre le prestazioni mostrate la scorsa stagione sono sicuramente un’ulteriore motivazione a voler fare bene. A Woking non hanno ancora mostrato tutte le novità sulla nuova macchina. Probabilmente hanno qualche carta interessante da giocare ma lo faranno solo in Bahrain.

Anche Ferrari probabilmente sarà nella lotta anche se dovrà prima conoscere la nuova vettura. La SF-24 è cambiata moltissimo infatti rispetto allo scorso anno. I primi segnali tuttavia sembrano essere positivi. A Maranello inoltre, per la prima volta da un po’ di tempo, sembrano avere chiaro il piano da seguire e la direzione da intraprendere. Sono già al vaglio infatti nuovi aggiornamenti e, sopratutto, sembra esserci un percorso di sviluppo definito.


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Mercedes ha cambiato moltissimo, buttando via tutti i concetti delle precedenti vetture. Molto interessante la nuova ala anteriore che però bisognerà vedere se sarà considerata legale. Qualche soluzione interessante l’hanno mostrata ma potrebbe comunque partire un po’ più indietro. Anche dalle dichiarazioni che hanno rilasciato è sembrato fossero consapevoli che ci sia ancora molto lavoro da fare. Nel primo periodo soprattuto potrebbero quindi essere un po’ più staccati da Red Bull.

Aston Martin è invece probabilmente la macchina che ha stupito di più in queste presentazioni. Il team di Silverstone punta a ripetere le grandi prestazioni mostrate ad inizio dello scorso anno, e potrebbero anche riuscirci. Hanno lavorato molto infatti per migliorare l’efficienza della vettura e migliorare le prestazioni sul dritto. Questo era infatti uno dei più grandi difetti della monoposto della passata stagione. Anche loro hanno avuto ottimi riscontri dalle simulazioni e potrebbero essere nella lotta per il podio. Hanno concetti molto innovativi ed anche abbastanza estremizzati.

La vera sorpresa di questa stagione però probabilmente sarà la VCARB. La nuova nata vuole essere più che un team di metà classifica. La meccanica Red Bull RB19 le darà un grandissimo vantaggio rispetto alle rivali e potrebbe anche andare ad infastidire i top team. Ricciardo ha chiaramente detto che puntano alla top 5 e vedendo la vettura potrebbe non essere così utopico.

Libri, copertine e giudizi affrettati – Antonio Spina

Ferrari F1 Red Bull 2024La sentenza è stata già emessa. Inutile scendere in pista in Bahrein, inutile correre per tutto il 2024. Le grandi menti inglesi, grazie ai superpoteri che la pioggia londinese conferisce loro, hanno già deciso come andrà a finire il Mondiale. La Ferrari ha fatto una robetta, un progettino che Adrian Newey abbozzava sulle pareti dei cessi dell’Università di Southampton negli stacchi fra una lezione e l’altra.

D’altronde si vede, no? La RB20 è tutta curve e complesse macumbe fluidodinamiche. La si guarda e lo si capisce che andrà forte, una macchina così deve andar forte. E la SF-24? Ma no, non ha neanche un guizzo, una bombatura suggestiva, un ghirigoro ingegneristico. Come dici? Ha rivoluzionato la sospensione posteriore? Ma sì, a noi interessa la copertina di questo libro rossiccio, mica il contenuto.

Su Mercedes e McLaren nulla da dire, invece. Sono macchine progettate da persone che ci sanno fare, è evidente che potranno avvicinarsi – guardando, ma non toccando – a quei geniacci di Milton Keynes. La prima ha rivoluzionato il concept della monoposto, con un’ala anteriore che vai a capire se è legale e un’idea che pare finalmente accontentare Sir Lewis (troppo tardi, verrebbe da dire).


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A Woking si è lavorato instancabilmente per correggere le restanti – poche – cose sbagliate della passata stagione. Alla presentazione hanno giocato, nascondendo tutto il nascondibile e “ammettendo” di non aver neanche finito il lavoro di sviluppo. Sulla loro copertina c’è scritta una grande parola, calda e rassicurante: “continuità”. Chissà se nel loro libro ci sarà la prima di Norris: lo speriamo, per lui e per Stella.

E poi ci sono gli altri. C’è un’Alpine tutta nuova, che i francesi sostengono partirà dal fondo. Una Haas tutta nuova, che gli americani sostengono partirà dal fondo. C’è una Stake tutta nuova, che i tedeschi di Ingolstadt pregano non partirà dal fondo.

Williams, Aston Martin e Racing Bulls hanno, dal canto loro, disegnato un bel faccino sorridente sulla loro copertina. Loro sì che sono convinti di fare bene. Quanto bene? Scopriamolo in Bahrein, dai. Tanto non manca molto.

La rivoluzione stellare e l’attesa del rosso intenso – Francesco Zazzera

Ferrari F1 Red Bull 2024
La Ferrari SF-24 è l’unica F1 nel 2024 ad aver mantenuto la geometria pull Rod per la sospensione posteriore: tutti gli altri seguono Red Bull.

Le vetture hanno dimostrato di saper mantenere una propria identità, nonostante ci sia una convergenza nel concept downwash dei sidepods. La più estrema rimane Red Bull, che con la RB20 ha estremizzato ulteriormente il concetto con soluzioni inedite per il mondo della F1. Segue la McLaren che parte già da un’ottima base e si trova con un progetto già avviato e le idee chiare sugli interventi da fare alla MCL38. Infatti, la vera monoposto di Woking scenderà in pista in Bahrain solo la settimana prossima per i test. 

Passando alle monoposto che hanno dovuto cambiare radicalmente i loro concetti troviamo Mercedes e Ferrari con le rispettive W15 e SF-24. Mercedes ha rivoluzionato completamente il suo progetto con una nuova sospensione posteriore, passando dal pull al push-rod. Cambia tutto anche nella zona dei sidepods e si presenteranno in pista con un’ala anteriore dal potenziale decisamente efficace. Con un cambio così radicale di concept la Mercedes potrebbe faticare all’inizio per comprendere al meglio la vettura, ma sappiamo di cosa siano capaci. Inoltre, la coppia di piloti è estremamente competitiva con Russell e Hamilton dietro il volante, con l’epta campione che guiderà per l’ultima volta una Mercedes.


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Passando a Ferrari, gli ingegneri della Scuderia hanno scelto di mantenere alcune idee delle precedenti monoposto. Tra queste ci sono le sospensioni che hanno mantenuto la geometria push all’anteriore e pull al posteriore. Tuttavia, la squadra ha evoluto i cinematismi e gli attacchi al telaio della sospensione con quella posteriore che è estremamente innovativa. Le parole di Cardile, direttore tecnico della Scuderia lasciano trasparire una discreta certezza per l’operato svolto. Inoltre, già dallo shakedown sembra esserci già un’idea chiara dello sviluppo da intraprendere con la SF-24. Dal punto di vista aerodinamico, la scuderia non ha osato, ma questo non vuol significare che non sia comunque competitiva. Dopotutto, sarà la pista a parlare. 

Per la stagione 2024 potrebbero esserci anche due sorprese, con Racing Bulls e Aston Martin che hanno presentato due monoposto potenzialmente molto competitive. La prima, come sappiamo, ha ereditato diverse componenti dalla “sorella maggiore” Red Bull e con un bodywork decisamente scolpito. Anche Aston Martin è entrata nella stagione 2024 con un concept estremamente evoluto della AMR23 che aveva stupito nella prima parte di stagione.

L’inganno che spaventa – Jacopo Moretti

Ferrari F1 Red Bull 2024
Mercedes, come Ferrari, ha rivoluzionato la sua W15, sarà sufficiente a contendere alla RB20 il ruolo di regina della F1?

L’arte dell’inganno, ormai elemento caratterizzante del circus, ha contagiato anche le presentazioni. Se gli scorsi anni ci eravamo annoiati con livree viste e riviste apposte su vetture dell’anno precedente, quest’anno i team hanno giocato. Non tutti, sia chiaro, ma tra la sospensione (finta) di Mercedes, il fondo modificato su photoshop di McLaren e, da ultimo, il render che da qualche ora circola in rete della nuova RB20 di stranezze ne abbiamo viste. Tra queste qualche certezza rimane. 

La prima è che Red Bull spaventa. A Milton Keynes non si sono accontentati di affinare la già efficacissima RB19 ma la nuova creatura di Newey stupisce quanto ad originalità delle soluzioni adottate. Permane il lecito dubbio che le tante novità possano essere accompagnate da qualche problema di gioventù. Ma una volta risolti quelli… Un plauso alla ferma sicurezza tecnica con cui il team anglo-austriaco opera nell’era delle vetture ad effetto suolo. La stessa mostrata da Horner sul palco della presentazione. 

Interessante anche l’approccio di Aston Martin. La vettura appare un deciso step in avanti rispetto alla AMR23, con il team di Stroll Sr. che ha optato per alcune soluzioni sofisticate. Con Dan Fellow alla guida del reparto tecnico, la scuderia inglese deve ora risolvere gli intoppi nello sviluppo dello scorso anno. Sino ad allora Alonso e Stroll potrebbero doversi accontentare di un posto alle spalle dei top team. 


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Ferrari e Mercedes hanno seguito un approccio per certi versi simile. Per entrambe le squadre si è trattato di tirare una riga sui concetti aerodinamici seguiti sino allo scorso anno e ricominciare. Il momento giusto per farlo, specie considerando che le vetture del prossimo anno saranno una diretta evoluzione di quelle 2024. Lecito comunque pensare che a Brackley abbiano osato più che a Maranello. Non che sia necessariamente la via giusta, intendiamoci, e la prudenza di Wolff nelle dichiarazioni ne è chiaro indice. In Ferrari si è, piuttosto, scelta la razionalità.

La SF-24 vuole anzitutto essere una monoposto semplice nella guida e per assicurarsi ciò Ferrari ha deciso di mantenere la geometria pull rod per la sospensione posteriore (Mercedes è passata al push). Scelta che denota una certa sicurezza all’interno del gruppo guidato da Cardile, al netto dell’assenza di soluzioni inedite. Qui si distingue l’ala anteriore di Mercedes, decisamente particolare ma sulla cui legalità permangono alcuni dubbi. 

Chi non ha avuto bisogno di rivoluzioni è McLaren. Per il team di Woking, il migliore nella seconda metà di 2023 alle spalle di RB, si è trattato di affinare la MCL38. Se la vera monoposto scenderà in pista solamente in Bahrain, per il momento ci si può limitare a pensare che gli ingredienti per essere seconda forza ci siano.

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