Formula 1Interviste ESCLUSIVE

Paolo Filisetti racconta in anteprima il nuovo libro “La Tecnica”: retroscena e approfondimenti sulle ultime tre stagioni di F1

Durante la pausa primaverile abbiamo avuto la possibilità di intervistare Paolo Filisetti: protagonisti la F1 ed il suo nuovo libro “La Tecnica”: alcuni approfondimenti e retroscena sulle ultime tre stagioni.

Intervistato da F1inGenerale.com, l’ingegnere e giornalista Paolo Filisetti ha parlato con noi di alcune tematiche, tra cui il suo nuovo libro La Tecnica” in uscita prossimamente. Parlando del libro non sono mancate nemmeno le curiosità legate alla produzione dei disegni e al mondo presente e passato della Formula 1. 

Paolo, puoi dirci di cosa parla il tuo libro “La Tecnica”?

Il libro è un sunto abbastanza condensato della stagione 2020 e 2021, tutta la stagione 2022 e la prima parte della stagione 2023, fino al GP dell’Australia. Le prime due sono state le più influenzate dalla pandemia e, nella 2021, le monoposto avevano molte componenti diciamo congelate o omologate. Questo perché teoricamente il 2021 doveva essere la prima stagione delle vetture ad effetto suolo, ma la Federazione ha posticipato il cambio di regolamenti proprio a causa della pandemia.”

Prosegue: “La stagione 2022 è divisa squadra per squadra e anche Gran premio per Gran premio, con le varie modifiche che ci sono state nei vari appuntamenti. Arriverà nelle librerie in occasione del Gran Premio dell’Emilia-Romagna a Imola. Dentro c’è anche un’ampia preview aggiornata al Gran Premio d’Australia freschissima della stagione 2023; perciò ci sono quasi quattro stagioni.

Paolo Filisetti La Tecnica
Credits: Paolo Filisetti – La copertina del nuovo libro di Paolo Filisetti, in uscita prossimamente.

Ci hai detto che nel libro le stagioni 2020 e 2021 sono molto condensate, ma abbiamo visto comunque novità interessanti. Quanto è stato difficile disegnare i particolari non potendo andare in pista per via della pandemia?

Il 2020 è stata una stagione molto strana. La maggior parte di noi giornalisti non ha partecipato ai gran premi. Io ho fatto Monza, Mugello e Imola. La bolla che divideva i giornalisti dai team era tale che non si aveva accesso a dove ti interessava andare e quindi non avresti potuto vedere le vetture. C’erano solamente alcuni fotografi, tramite i quali si riuscivano ad avere buoni scatti delle monoposto.

Invece tornando alla stagione 2022, quanto è stato stimolante andare a cercare nuovi particolari?

È stato sicuramente stimolante. Lo è anche la 2023, nonostante ci sia ormai una convergenza in termini di soluzioni. L’architettura generale delle monoposto segue pressappoco la filosofia della Red Bull. Le uniche che per il momento si sono discostate sono da un lato la Ferrari e Haas e poi la Mercedes con il concetto fiancate zero. Io ero già abbastanza convinto che la stagione 2022 sarebbe stata una stagione con macchine tutte diverse. Parlando anche con i tecnici, mi ero già immaginato che, nonostante il regolamento fosse restrittivo per via dei volumi CAD uguali per tutti, avremmo avuto forme diverse per ogni monoposto. 


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Qui il link per poter acquistare il libro “Formula 1 2020/2022. La Tecnica” di Paolo Filisetti.


Qual è stato l’aspetto tecnico delle nuove monoposto che più ti ha affascinato e che volevi subito portare nei disegni?

Fino al 2021 eravamo abituati a vedere queste macchine con assetto rake che funzionava con quel tipo di vetture e con quel tipo di fondo. Invece, con i canali Venturi le vetture sono tutte piatte e questo fa capire che si parla di una Formula 1 completamente diversa. Inoltre, mi hanno affascinato cercare di capire come fosse realizzato il packaging della meccanica sulle monoposto. Tutta la meccanica è soggetta a quello che poi è l’impostazione del progetto aerodinamico della macchina. Noi siamo abituati a vedere la macchina da fuori, ma sono all’interno e sul fondo gli elementi che ti permettono di capire le differenze sostanziali.”

Paolo Filisetti La Tecnica
Credits: Paolo Filisetti

Quindi è una meccanica al servizio dell’aerodinamica?

“È evidente che tu la sacrifichi entro certi limiti, ma mantieni comunque una certa tolleranza dovuta al fatto che devi garantire un corretto funzionamento della meccanica. Il problema del porpoising poteva anche incidere eventualmente sulla meccanica, nel caso in cui ad esempio fosse stata estrema e alleggerita. Anche il tema del peso è di fondamentale importanza su queste monoposto, 798 kg è tanta roba. È ovvio che cerchi di limare peso in ogni modo, anche a livello visivo. Tutti si sono resi conto di quanto i team quest’anno abbiano adottato carrozzerie senza la vernice. Quindi c’è da immaginarsi l’immenso lavoro che viene fatto nell’ambito della progettazione dei singoli pezzi.”


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Quanto è cambiato il modo in cui si portano a disegno i dettagli tecnici delle vetture? Inoltre, utilizzi qualche strumento?

Gli strumenti sono cambiati nel tempo. Prima si disegnava a mano libera partendo dalle foto. All’epoca però era in bianco e nero. Inoltre, i disegni si trasmettevano dal circuito via fax, quindi, venivano tutti zigrinati e si perdeva molta qualità. Anche le tecniche si sono evolute, adesso si possono utilizzare tavolette grafiche che agiscono come una matita o come una penna. Imprimendo più o meno forza si può cambiare il tratto, poi ovviamente si colora e lì ci sono dei programmi, come ad esempio Photoshop. Il lavoro è quindi un mix di tecniche che sfruttano la tecnologia attuale.

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