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F1 | James Key in Alfa: perché Audi ha insistito per il dt bocciato da McLaren?

Analizziamo le ragioni per cui Audi ha spinto per il passaggio in Alfa Romeo di James Key nonostante la bocciatura di McLaren.

James Key McLaren
James Key lascia la McLaren direzione Alfa Romeo: prenderà parte al futuro team Audi. Credits: XPB Images

L’Audi deve nascere, la McLaren vuole rinascere. Entrambe le squadre stanno ponendo alcuni punti fermi in vista del 2026, anno in cui, complice la rivoluzione regolamentare, potranno iniziare a scrivere (o riscrivere) la propria storia in F1.

Proprio la squadra inglese ha iniziato i primi passi verso quella che lo stesso Team Principal Andrea Stella ha definito come una “rivoluzione interna”. E così il primo a lasciare la McLaren è stato proprio il predecessore di Stella, Andreas Seidl, seguito, ora, anche dal direttore tecnico James Key.

Arrivati nel 2019 con l’obbiettivo di risollevare le sorti della squadra, entrambi dicono addio a Woking dopo quattro anni avari di soddisfazioni per prendere parte a quello che sarà il futuro team di Audi in F1. Se pare che Seidl rientrasse da tempo nei piani di Ingolstadt, quanto accaduto con Key merita un’analisi più approfondita.

L’inglese è stato accantonato da McLaren sin da inizio anno, reo di non aver saputo sfruttare i nuovi regolamenti concependo due vetture non all’altezza. Da Woking si affrettano, tuttavia, a precisare che non vi fosse alcuna intenzione di colpevolizzare l’ormai ex direttore tecnico.

Anche prendendo per vera questa affermazione, resta il sospetto che Key fosse da tempo considerato come un anello debole. Secondo voci che circolano nel Paddock, pare, infatti, che McLaren abbia accusato il suo direttore tecnico di mancare della creatività ed inventiva necessaria per la realizzazione di una monoposto competitiva.

Seidl – Key: la coppia che vuole rendere grande Audi

Andreas Seidl, presto verrà raggiunto in Alfa da James Key. Credits: XBP Images

Ma perché, dunque, Andreas Seidl si è affrettato nel portare l’inglese con sé in Alfa senza nemmeno prendersi il tempo di giudicare l’attuale dt Jan Monchaux?

Il tedesco non ha mai nascosto ammirazione per il collega inglese, tanto da riconoscergli i meriti di aver imposto un cambiamento anzitutto culturale all’interno del team di Woking. Avvertendo, poi, che l’esperienza di Key nella squadra inglese fosse ormai al capolinea, ha subito posto le basi per un immediato passaggio in Alfa. A convincere i vertici Audi pare sia stato lo stesso Seidl, affermando che fosse impossibile giudicare l’operato di Key in McLaren senza che lo stesso avesse a disposizione una galleria del vento ed un simulatore a livello dei team rivali.


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Proprio queste novità a livello di infrastrutture erano state, sin dal suo arrivo in Inghilterra, delle priorità nella gestione del team principal tedesco. I ritardi nella realizzazione hanno poi indotto Seidl a dover ridurre gli obbiettivi del team nel breve periodo, il che pare non abbia fatto per nulla piacere ai vertici di Woking, tanto da giungere ad una separazione anticipata.

In Alfa il tedesco non avrà di che lamentarsi in tal senso, con la nuova proprietà che ha già investito parecchio per un rinnovamento dei già moderni sistemi di simulazione e galleria del vento a disposizione del team. L’arrivo di Key rappresenta poi l’opportunità per il duo di riprendere quanto non sono riusciti a portare a termine in McLaren. Non resta che attendere il 2026 per l’esordio di una squadra che, da quanto visto sin d’ora, ha tutte le intenzioni di non ricoprire il ruolo di comparsa.

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