Formula 1

F1 | La Cina è tornata nel calendario di Formula 1: cos’è cambiato e quale futuro?

Grazie alla rigida politica “zero Covid”, la Cina è tornata nel calendario di F1 dopo cinque anni di assenza: ma quanto resterà nel Circus?

Correva l’anno 2019 e la F1 disputava (inconsapevolmente) l’ultima edizione del GP di Cina. Diversi mesi dopo, infatti, proprio da una provincia (Wuhan, un nome che ormai conosciamo molto bene) del paese sarebbe esplosa la pandemia di Covid-19, che avrebbe messo in ginocchio il mondo intero.

La Formula 1 si è fermata a metà; nel 2020, la federazione ha deciso di correre diciassette gare, quattro in meno rispetto all’edizione precedente. La programmazione subisce rinvii e cancellazioni vari, ma the show must go on, lo spettacolo deve andare avanti.

Credits: motorsport images

Poi, il GP di Cina sparisce dal calendario di F1. Fino al 2023 si proverà a riportare la gara a Shanghai, ma ci saranno troppi ostacoli burocratici. Tra cui il Covid che non accennava a diminuire. Il governo di Pechino decise di isolarsi – letteralmente – per cercare di riportare stabilità nel paese. Xi Jinping adottò la politica “Zero Covid“, volta a tracciare tassativamente i contagi, costringendo le persone colpite dal virus a un ricovero forzato.

La Cina si è chiusa in una bolla, mentre il resto del mondo, tra cui appunto la Formula 1, andava avanti. Nel giro di quattro anni, l’economia del paese si è ripresa, ma a che prezzo? Il governo ha optato per un blackout informativo: nessuno sapeva nulla sulla situazione della pandemia in Cina. Il partito comunista è stato molto ferreo su questo.

Ora la politica “Zero Covid” è ormai archiviata, e il paese è tornato alla normalità, ma non senza le proteste sociali, dopo che le persone sono state costrette a un regime di “prigionia”. Anche l’economia è rimasta bloccata per due anni..

GP Cina: quale futuro?

Il GP di Cina è stato confermato almeno fino al 2025. Il governo sta ancora cercando di lasciarsi alle spalle la pandemia, ma ripartire, e quindi riportare i turisti a Pechino, non è facile. Allo stesso modo, la Formula 1 potrebbe restarne colpita?

Quel che è certo è che la Cina non può permettersi una nuova chiusura: ne perderebbe sia dal punto di vista economico che dal punto di vista del prestigio (è pur sempre la seconda potenza a livello mondiale).

Per chi viene dall’estero, il costo medio dei biglietti per l’abbonamento di 3 giorni ammonta a poco meno di 200 dollari statunitensi. Per i cinesi, invece, partecipare al Gran Premio è piuttosto costoso poiché il prezzo corrisponde al 22% del salario medio mensile di Shanghai. Quest’anno, però, c’è una grande voglia di partecipare al GP. Non solo perché si torna in pista dopo 5 anni con un format tutto nuovo, ma anche perché la popolazione locale avrà un pilota per cui tifare: Zhou Guanyu.

Crediti immagine di copertina: Red Bull Content Pool

Seguici anche sui social: TelegramInstagramFacebookTwitter