Formula 1

F1 | Leclerc deluso e sorpreso dai rivali nel team radio dopo la qualifica di Imola

Una qualifica un po’ amara per Charles Leclerc che in radio dopo il traguardo si è mostrato abbastanza sorpreso dai rivali.

Forse in Ferrari ci si aspettava qualcosa di più. Questo è quello che emerge anche dal team radio di Charles Leclerc che non è andato oltre la quarta posizione nella qualifiche di Imola.

Charles Leclerc © Scuderia Ferrari

Gli sviluppi sulla SF-24 hanno dato buone indicazioni. Tuttavia questo non è bastato per prendersi almeno la prima fila in vista della gara. A Imola infatti è difficile superare e partire più avanti avrebbe sicuramente aiutato le due Ferrari domani. Questo visto anche il buon passo mostrato nelle libere.

A farla da padrone è stato invece il solito Max Verstappen. Sette pole in sette gare e raggiunto il record di Senna. Le Ferrari scatteranno però anche dietro alle McLaren. Charles Leclerc, nel team radio dopo la qualifica di Imola, si è mostrato abbastanza sorpreso da quanto guadagnato dai rivali nell’ultimo tentativo.

Bozzi: “Quindi, griglia finale: Verstappen, Piastri, Norris, tu”.

Leclerc: “Fanc*lo, Fanc*lo!”

Bozzi: “Max 14.75. Piastri 14.82. Norris 14.83. Tu 14.92. Sainz 15.2. Poi Russell, Tsunoda, Hamilton, Ricciardo, Hulkenberg. Box”.

Leclerc: “Cavolo, hanno tutti ottenuto più di quello che pensassi nell’ultimo tentativo del Q3”.

Bozzi: “Sì ma hai fatto un buon lavoro”.

Leclerc: “Grazie. Avete fatto un buon lavoro anche voi ragazzi”.


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Il monegasco però è tutt’altro che intenzionato ad alzare bandiera bianca. Il pilota Ferrari infatti non smette di credere alla vittoria. Il passo mostrato belle libere è sicuramente incoraggiante. Inoltre la Ferrari può anche contare su un’ottima gestione gomma.

Questa è stata anche la prima occasione di sentire Bryan Bozzi in qualifica. Da questo weekend, infatti, Xavi Marcos non è più l’ingegnere di pista di Leclerc.

Non resta che attendere dunque la gara di domani. Red Bull, Ferrari e McLaren sembrano tutte molto vicine e pronte a darsi battaglia. Senza dimenticarsi poi il fattore Safety Car, decisivo anche a Miami.

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