Formula 1

F1 | Newey sull’aerodinamica attiva, una sfida difficile e un’arma pericolosa per il futuro

Dopo alcuni mesi dalle sue ultime dichiarazioni, Adrian Newey è tornato ad esprimersi sulla rivoluzione “attiva” dell’aerodinamica, in arrivo nel 2026.

Sono passati poco più di quattro mesi dalle ultime dichiarazioni del tecnico inglese in merito all’aerodinamica attiva. Nelle ultime settimane del 2023, Newey si era espresso favorevole alla sua introduzione, con una grande attenzione alle applicazioni stradali. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti del regolamento hanno fatto cambiare idea ad Adrian Newey sull’aerodinamica attiva, definendola una sfida difficile. Oltre alla sfida tecnica per il funzionamento, questo espediente aerodinamico potrebbe essere un’arma pericolosa.

Con i regolamenti ancora in via di definizione, le squadre lavorano duramente al simulatore per “provare” le prime F1 del 2026. Da qualche giorno sono emerse le prime preoccupanti rivelazioni sul comportamento delle monoposto, con un’alta instabilità in percorrenza di curva e accelerazione. Lo stesso tecnico Red Bull, che ha contribuito alla creazione di alcune delle monoposto più dominanti della storia, ha definito l’aerodinamica attiva un aspetto tecnico difficile. Nel proseguo dellintervista rilasciata ad Autosport, Adrian Newey ha detto la sua sulle ultime novità “attive”.


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Al tecnico inglese è stato chiesto come poter sfruttare al meglio l’aerodinamica attiva e di come si possano integrare gli elementi anteriori e posteriori. “Penso che sarà difficile. È giusto dire che i regolamenti sui motori sono stati creati e approvati senza tenere in grande considerazione l’aspetto del telaio, e questo sta creando problemi piuttosto grandi in termini di tentativo di trovare una soluzione che funzioni con essi”.

“Credo che l’unico aspetto positivo sia la promozione dell’efficienza. E credo che tutto ciò che lo fa e lo promuove debba essere in linea con quanto ho detto prima: cercare di usare la F1 per diffondere una tendenza”.

Una tendenza che potrebbe rendere difficile anche il raggiungimento del taglio del peso. Questo perché l’aggiunta di elementi mobili prevede l’utilizzo di nuovi attuatori, con annessi sistemi idraulici o pneumatici, centraline e altri sistemi. Inoltre, l’integrazione tra tutti i sistemi sarà molto più complessa e probabilmente una grande arma.

Questo perché una squadra, o più, potrebbe trovare il giusto modo di attuare efficacemente la nuova aerodinamica e creare un gap ancora più ampio. Sarà dunque compito della federazione limitare o comunque definire al meglio le linee guida degli attuatori, soprattutto se vuole mantenere come target lo spettacolo in pista.

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