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F1 | Patrese, quella Ferrari sfiorata e la proposta dopo la morte di Ayrton Senna

Riccardo Patrese si racconta: una carriera in Formula 1 tra i grandi, l’occasione di guidare la Ferrari e la morte di Ayrton Senna.

Finora è stato l’unico pilota italiano di Formula 1 ad aver lottato per un mondiale: Riccardo Pratese compie 70 anni, e si racconta in una nuova intervista. Dopo aver lasciato il mondo dei motori nel 1993, ha avuto esperienze nell’Endurance e altre competizioni su quattro ruote.

Nel corso della sua carriera in F1 si è confrontato con leggende come Nigel Mansell, Niki Lauda, e soprattutto Ayrton Senna, la cui morte lo ha segnato profondamente (come tutti all’epoca). Oggi è “in pensione”, e si gode la sua vita con la numerosa famiglia: la seconda moglie Francesca, cinque figli e quattro nipoti.

Credits: Getty Images

A Patrese mancava solo guidare per la Ferrari. Un sogno che ha quasi sfiorato. Come ha raccontato in un’intervista a Il Corriere: “Se l’avessi guidata avrei avuto una storia diversa. Enzo Ferrari, del quale mi onoro di essere stato amico, mi fece l’offerta all’inizio della carriera.” Poi, nel 1978 arrivò un fenomeno: Gilles Villeneuve, che vinse l’ultimo Gran Premio.

Enzo Ferrari scelse di non sostituirlo. Così Patrese attese ancora. “Per tre anni ho sperato, infine presero Pironi e non ci pensai più. Non è un rimpianto, è un’occasione che non si è avverata.”

Riccardo Patrese e Ayrton Senna

Patrese corse il suo ultimo anno in Benetton nel 1993, dove si ritrovò a competere con un giovane talento che rispondeva al nome di Michael Schumacher. Consapevole di aver comunque ottenuto i successi sperati (37 podi e 256 gare), l’italiano si ritirò dalle corse. L’anno, successivo, però, la tragedia di Ayrton Senna scosse il mondo della Formula 1.

Frank Williams aveva bisogno di un sostituto per il resto della stagione. Per Riccardo Patrese si presentò l’occasione della vita: “Dopo la morte di Ayrton, Williams mi offrì il posto”, ha proseguito con Il Corriere, con cui ha parlato anche dell’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari. Patrese era pronto a tornare in pista, ma qualcosa dentro di sé gli diceva che non era giusto.

“Mi ha segnato la disgrazia di Ayrton Senna, anche se con la F1 avevo smesso. (…) Alla fine rinunciai: mi pareva di sfidare il destino.”

Il rispetto per il brasiliano era troppo grande. Patrese capì che era davvero giunto il momento di appendere al muro la sua tuta di Formula 1.

Crediti immagine di copertina: Motorsport Images/ Ercole Colombo / Studio Colombo

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